Leggendaria, è l’unica parola con cui si può definire Federica Pellegrini, una campionessa immensa, capace di stupire ancora una volta con un’impresa maiuscola ai Mondiali di Budapest 2017, chiudendo la sua carriera internazionale dei 200 stile libero con un fantastico oro, la sua settima meraviglia iridata. Nessuna atleta prima di lei era salita per sette edizioni mondiali consecutive sul podio di una specialità. Una storia bellissima quella della campionessa veneta iniziata ai Mondiali di Montreal nel 2005 che ha trovato oggi la perfetta chiusura del cerchio.
Federica Pellegrini ha saputo regalare ancora una volta emozioni straordinarie, con una gara perfetta. Perchè quando scende in vasca Federica anche l’impossibile diventa realtà, così la Divina del nuoto è riuscita con una rimonta spettacolare nell’ultima vasca a mettersi alle spalle la statunitense Katie Ledecky e l’australiana Emma McKeon con un tempo di 1’54″73. Cosa aggiungere se non un enorme grazie alla mitica Fede, una donna vincente, che è caduta e si è rialzata tante volte, esempio di determinazione e coraggio.

credit foto Federnuoto
La campionessa di Spinea, emozionata, ha dichiarato a Rai Sport: “Non riesco a rendermene conto. Non pensavo fosse possibile. Ho nuotato una gara al millimetro. Nella mia testa volevo la medaglia, ma mai avrei pensato di vincere. E’ proprio vero che nella vita non si sa mai. Questa per me è una medaglia importante, soprattutto perché arriva dopo il quarto posto all’Olimpiade. Continuerò a nuotare, ma questi saranno gli ultimi 200 stile libero della mia vita a livello internazionale. Adesso sono in pace con me stessa. Sto provando emozioni fortissime. Non avrei mai immaginato di ricantare l’inno nazionale ad un mondiale. Mi era capitato quest’inverno al campionato del mondo in corta, quando credevo di non riuscire più a vincere la medaglia d’oro e invece ho nuotato 1’51”73 e ce l’ho fatta. E’ ricapitato qui, nella gara del mio cuore, a 29 anni e davanti ad un pubblico straordinario. Voglio ringraziare tutto il mio team, i tecnici, gli amici e la mia famiglia che mi sta sempre vicino e mi ha seguito anche a Budapest. Abbraccio tutti quelli che piangevano con me dopo il quarto posto a Rio e che piangono con me adesso, ma di gioia. L’affetto che mi ha dimostrato la gente mi ha aiutato a rialzarmi dopo una brutta caduta e a trovare la forza per ricominciare. Adesso che ho raggiunto il mio obiettivo voglio chiudere con i 200 e proseguire gli ultimi anni della carriera facendo la velocista. Per adesso è così, anche se nella vita non si sa mai”.
