MITO SettembreMusica 2017: I concerti di martedì 12 settembre

Martedì speciale per la musica classica a Milano. In programma per MITO SettembreMusica, tre prime esecuzioni assolute, una delle quali commissionata specificatamente per il festival.   Martedì 12 settembre, alle ore 17 e alle ore 21, due appuntamento all’insegna della musica per quartetto. Prima sarà la volta del Novus Quartet, quartetto d’archi sudcoreano, giovane e moderno, che al Teatro Litta, alle 17, proporrà un programma dedicato a quattro panorami americani, intitolato Americhe. Poi sarà il turno del Quartetto di violoncelli de laVerdi di Milano, che in Stagioni & Metamorfosi, Teatro Out Off, ore 21, eseguiranno brani celebri di Stravinsky, Gershwin, Piazzolla e Vivaldi trascritti per il suono duttile e avvolgente dei violoncelli.

Protagonisti dei due concerti, che saranno entrambi preceduti da una breve introduzione rispettivamente di Gaia Varon e Mattia Palma, sono due quartetti: il primo, quartetto d’archi in formazione classica (2 violini, viola e violoncello) arriva a Milano dalla Sud Corea, sempre più spesso patria di musicisti di altissimo livello. Il giovane Novus String Quartet(Jaeyoung Kim e Young-Uk Kim al violino, Seungwon Lee alla viola e Woongwhee Monn al violoncello) si è formato nel 2007 ed è oggi uno degli ensemble coreani più importanti e rinomati in circolazione, con una solida ed invidiabile reputazione in tutta Europa.

Martedì 12 settembre, alle 17 al Teatro Litta, il Novus Quartet propone un programma pensato espressamente per fetival MITO: quattro panorami americani, che vogliono dare ragione della diversità “variabile” dell’America, multiforme e variegata dal sud della Patagonia fino al nord canadese. C’è l’America di Gershwin, segnata dal jazz, con la sua Lullaby per quartetto d’archi; quella di Villa-Lobos, animata dalla tradizione brasiliana, nel Quartetto n. 5; quella di Dvořák, nel Quartetto in fa maggiore op. 96 “Americano”, illuminato dal contatto con il Nuovo Mondo; e quella di Virginia Guastella, distillata in un sogno d’oltre oceano immaginato espressamente per MITO.

Riflettori puntati sull’opera di Virginia Guastalla, uno dei tre brani in prima esecuzione assoluta presentati in un solo giorno, su due concerti consecutivi, in questa edizione del festival 2017. In Anatomy of an american dream la compositrice si richiama esplicitamente al sogno americano, cita, intenzionalmete, temi molto noti di Monk, Coltrane, Gershwin e di autori disneyani, quali Williams e Frank Churchill, variandoli e trasformandoli, con “l’obiettivo di coinvolgere il pubblico in un ascolto attento e partecipe”. Poiché di anatomia di un sogno si tratta, Guastella trasferisce in musica “procedimenti di rielaborazione e trasfigurazione che possono essere associati alla dimensione onirica”.

Il jazz resta il denominatore comune tra il brano della compositrice palermitana e quello di Gershwin. La sua Lullaby per quartetto d’archi è opera giovanile, che ci riporta a Brooklyn, New York (1919), riutilizzata in un’aria per l’opera Blue Monday (1922), poi dimenticata e riscoperta (un po’ come l’America). Tanto in Gershwin quanto nel successivo compositore in programma, Villa-Lobos, il legame con le radici delle loro rispettive culture è essenziale. Villa-Lobos non ha mai fatto mistero di attingere alla sempre viva fonte della musica popolare brasiliana, che nel suo Quartetto n. 5(Quarteto pupular n.1), datato 1931, appare soprattutto in forma di melodia. Infine, l’America di Dvořák dalla tinta boema. Il suo Quartetto op. 96, composto l’anno successivo al suo approdo sull’altra sponda dell’Atlantico, nel 1893, vide la luce a Spillville, un piccolo centro dello Iowa, dalla popolazione in gran parte di origine boema, arricchita da immigrati tedeschi e svizzeri. Il folklore americano cui attinge questo Quartetto è in realtà quella mescolanza di culture europee, che di lì a poco avrebbe finito per forgiare un vero e proprio stile americano.

Altre due prime esecuzioni assolute nel concerto serale, alle 21, al Teatro Out Off. Due trascrizioni mai eseguite prima d’ora, proposte dall’affiatato Quartetto di violoncelli de laVerdi di Milano. Due brani che si inseriscono pefettamente nel polittico stagionale scelto a tema della serata: Stagioni & Metamorfosi. La scelta dei brani conduce il pubblico dall’inedita primavera di Stravinskij, una Suite da Le Sacre du Printemps in trascrizione, a cura di Tobia Scarpolini, attraverso l’estate gershwiniana di Summertime (trascrizione di Wolfgang Birtel), fino a L’Inverno da Le quattro stagioni di Vivaldi(trascrizione di James Barralet), passando per l’ultima delle tre prime esecuzioni assolute della giornata: Otoño porteño, l’autunno di Piazzolla nell’inedita trascrizione di Giovanni Marziliano.

Le potentissime possibilità melodiche di questo quartetto di violoncelli, una vera e propria orchestra in miniatura, riprodurrà in veste cameristica la sofisticata strumentazione e la variegata tavolozza espressiva non solo della monumentale opera stravinskiana, ma di tutti i quattro brani, metamorfosi di partiture nate per altri organici.

Quattro compositori, riuniti qui in locandina, tutti e quattro legati da un sottile filo rosso. Il compositore russo fu uno dei motivi per cui Gershwin, nel 1928, si mise in viaggio per Parigi e solo una volta tornato negli States e smaltita la sindrome dell’allievo si risolse a tracciare il solco di un’opera americana diventando un compositore nazionale a pieno titolo e debuttando nel 1935 con Porgy and Bess, da cui è tratta Summertime, tenera ninnananna cantata da una mamma al proprio bambino. Anche Piazzolla, nel 1954, compì un viaggio d’istruzione a Parigi e non c’è una sua pagina dove non filtri, sia pure remoto, il ricordo degli amatissimi Ravel e Stravinskij, compagni di strada virtuali. Per finire, in programma le inossidabili Stagioni vivaldiane, introdotte da sonetti che rimandano al susseguirsi degli eventi narrati in musica. Per L’inverno, in particolare, l’anonimo poeta (forse Vivaldi stesso) comincia così: «Agghiacciato tremar tra nevi algenti, al severo spirar d’orrido vento, correr battendo i piedi ogni momento». Musica descrittiva, insomma, ma con la chiara autonomia di un poema sinfonico ante litteram.

I contributi musicologici dai quali attinge questo testo, editi sul programma di sala, sono a cura di Fabrizio Festa e Stefano Valanzuolo.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi di ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all’apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it

PROGRAMMA

Americhe (Teatro Litta, ore 17)

George Gershwin (1898-1937) 
Lullaby per quartetto d’archi

Heitor Villa-Lobos (1887-1959) 
Quartetto n. 5 (Quarteto popular no. 1)
Poco andantino
Vivo ed energico
Andantino – Tempo giusto e ben ritmato
Allegro 

Virginia Guastella (1979) 
Anatomy of an american dream 
Commissione di MITO SettembreMusica
Prima esecuzione assoluta

Antonín Dvořák (1841-1904) 
Quartetto n. 12 in fa maggiore op. 96 “Americano”
Allegro ma non troppo
Lento
Molto vivace
Finale. Vivace ma non troppo

Novus String Quartet
Jaeyoung KimYoung-Uk Kim violini
Seungwon Lee viola Woongwhee Moon violoncello

Stagioni&Metamorfosi (Teatro Out Off, ore 21)

Igor Stravinskij (1882-1971)
Suite da Le Sacre du Printemps (trascrizione di Tobia Scarpolini)
Prima esecuzione assoluta

George Gershwin (1898-1937)
Summertime (trascrizione di Wolfgang Birtel)

Astor Piazzolla (1921-1992)
Otoño porteño (trascrizione di Giovanni Marziliano)
Prima esecuzione assoluta

Antonio Vivaldi (1678-1741)
L’Inverno da Le quattro stagioni (trascrizione di James Barralet)

Quartetto di violoncelli de laVerdi
Tobia Scarpolini, Mario Shirai Grigolato
Giovanni Marziliano, Enrico Garau-Moroni
In collaborazione con laVerdi 

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