MITO SettembreMusica 2017: I concerti di lunedì 18 settembre

Lunedì 18 settembre, ore 17, al Teatro Litta, MITO SettembreMusica dedica una serata alle immagini evocative che hanno ispirato poeti, pittori e grandi compositori come Liszt, Debussy e Musorgskij. Un percorso esperienziale affidato al giovanissimo e talentuoso pianista spagnolo Juan Pérez Floristán. A seguire, alle ore 21, presso la Palazzina Liberty, viaggio nel mistero della notte in compagnia del duo Alessandro Travaglino, al clarinetto, e OrazioSciortino, al pianoforte. In programma brani del Romanticismo ottocentesco: Schumann, Rheinberger, Gade e un brano novecentesco dell’italiano Giacomo Setaccioli.

Al Quadrato – Concerto pomeridiano, in programma alle ore 17 al Teatro Litta, per l’ultimo lunedì di Festival MITO 2017, Al Quadrato ruota interamente attorno alla magia evocativa del pianoforte del giovanissimo Juan Pérez Floristán. Sivigliano, classe 1993, formatosi prima con sua madre María Floristán e successivamente alla Escuela Superior de Música Reina Sofía di Madrid, sta rapidamente catalizzando l’attenzione sia in Spagna che in tutta Europa. Lunedì pomeriggio presenterà un programma pensato specificatamente per MITO. Un gioco di immagini e specchi che hanno ispirato un poeta (Petrarca) e un pittore (Viktor Hartmann), a loro volta diventati fonte di ispirazione per Liszt e Musorgskij. Il concerto. sarà preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.

In programma alcuni brani dagli Années de pèlerinage (Deuxième année: Italie) di Franz Liszt, alcuni Préludes (libro I e II) di Claude Debussy e Quadri da un’esposizione di Modest Musorgskij. Liszt compose i tre libri de Gli anni di pellegrinaggio evocando il grande romanzo di Goethe (Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister), il suo viaggio in Svizzera e Italia (1858) e l’incontro con grandi capolavori artistici e letterari. Lo sposalizio si riferisce a Lo sposalizio della vergine di Raffaello (1504, ora alla Pinacoteca di Brera), mentre Il pensieroso evoca le statue scolpite da Michelangelo per la tomba di Lorenzo e Giuliano De’ Medici a Firenze. Il Sonetto 104 del Petrarca ripercorre la corrispondente composizione del Canzoniere. Ci troviamo di fronte alla piena maturità del pianismo lisztiano, un mix perfetto di padronanza tecnica e caratterizzazione emotiva, cura del timbro e sapiente uso del colore armonico.

Seguono i Préludes di Claude Debussy, fatti di una meravigliosa vaghezza che dà suono alle emozioni. Il compositore propone una versione molto personale dell’idea, romantica, alla base del genere: quella di introdurre o preparare qualcosa che poi non viene enunciato, di sottrarre l’approdo lasciando solo l’atmosfera, il colore, lo slancio. Anche i Quadri da un’esposizione di Musorgskij (1874, pubblicati postumi) sembrano il prototipo della “musica a programma”, con tanto di intento descrittivo dichiarato: una visita alla mostra di quadri in memoria del pittore Viktor Hartmann, a lui legato da un profondo legame d’amicizia. L’opera è, per il 1874, di una sconcertante arditezza e novità. Vista con gli occhi del Novecento appare una straordinaria anticipazione, quasi una profezia. Musorgskij disegna un pianismo ritmico, percussivo e tagliente del tutto innovativo, fatto di invenzioni tecniche e colori armonici originali. Ogni brano è davvero come un quadro, con il suo disegno, il suo carattere, la sua ombreggiatura.

Notte – Preceduto da una breve introduzione di Mattia Palma, il concerto di lunedì 18 settembre, alle ore 21 presso il suggestivo palcoscenico della Palazzina Liberty, vede protagonista il clarinettista Alessandro Travaglini, accompagnato al pianoforte da Orazio Sciortino. Un duo d’eccezione che ci accompagna in un viaggio tra le suggestioni evocative della notte, da sempre materia di grande fascino per i musicisti ed eletta a musa prediletta durante il Romanticismo.
In programma Phantasiestücke op. 73 di Robert Schumann, Sonata di Joseph Rheinberger, Phantasiestücke op. 43 di Niels Gade e Sonata di Giacomo Setaccioli. Tratto comune dei tre brani è l’arcano mistero della notte. Durante il Romanticismo, i compositori si arrendono completamente al fascino notturno. Soprattutto quando hanno a che fare con il timbro vellutato, ma cangiante, del clarinetto, strumento ideale per rappresentarne il mistero. Non fanno eccezione Mozart, Brahms, Schumann, Berlioz, Mahler o Weber, l’apostolo del Romanticismo operistico.

La notte rimanda all’universo onirico, il sogno è per antonomasia divagazione, fantasticheria. Ecco dunque, ad aprire la serata, gli schumanniani Phantasiestücke op. 73 del 1849. Inizialmente intitolati Soiréestücke, Schumann preferì poi alludere a quella propensione al phantasieren che gli fu sempre congeniale. Nel loro andamento aforistico i tre pezzi si rivelano rapsodici, facendosi apprezzare per l’incisività dei temi, la scioltezza dell’incedere sempre più animato e la “parità” tra i due strumenti. Segue la Sonata di Rheinberger, austero organista del Liechtenstein. La sua vasta Sonata op. 105 in origine per violino (1877) acquisisce un suo speciale colore nella versione per clarinetto (1893), con un frastagliato primo tempo striato di inquietudine. Più a Nord, ecco gli orizzonti spirituali del danese Gade e i suoi Phantasiestücke op. 43 dai vaghi toni di leggenda. Da ultimo l’italiano Giacomo Setaccioli, che operò in ambito romano a cavallo tra XIX e XX secolo. Questa sua opulenta e solida Sonata, il suo capolavoro, testimonia una ferrata preparazione tecnica e aperture verso climi impressionisti contaminati con il gusto italiano della cantabilità.

Protagonista della serata Alessandro Travaglini, ex primo clarinetto nell’Orchestra dell’Opera di Lione. In Italia ha collaborato con le più rinomate orchestre, esibendosi come solista con Wiener Concert- Verein, Filarmoniche di Łodz e di Lublino, Collegio dei musici di Milano, Gli Archi di Firenze, Orchestra da Camera di Pau, I Solisti Aquilani. Attualmente è docente di clarinetto presso il Conservatorio di Brescia. Accanto a lui, ad accompagnarlo tra i tasti bianchi e neri del pianoforte, il pianista e compositore Orazio Sciortino, che nel 2011 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano come direttore e solista con la prima esecuzione moderna del Concerto per pianoforte e orchestra di Fumagalli, riscoperto dallo stesso Sciortino, con i Cameristi della Scala.

I contributi musicologici dai quali attinge questo testo, editi sul programma di sala, sono a cura Pietro Mussino e Attilio Piovano.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.
La biglietteria di MITO a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, orario 11-19. I biglietti residui saranno messi in vendita presso la sede del concerto, il giorno stesso, a partire da 45′ prima dell’inizio del concerto. Per i nati dal 2002, i biglietti di tutti i concerti hanno un costo di 5 euro.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it

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