La pianista Giulia Mazzoni ha tenuto una lezione speciale presso la sezione femminile del carcere di San Vittore

La spontaneità, il talento e soprattutto la grande anima di Giulia Mazzoni hanno letteralmente conquistato il coro gospel del reparto femminile del Carcere di San Vittore: la giovane pianista ha infatti tenuto un incontro speciale con le ragazze che fanno parte del progetto promosso da Auser Regionale Lombardia.

«Quando sono entrata nel carcere di San Vittore ho subito incontrato persone sorridenti e disponibili, l’accoglienza del personale è una vera luce in un luogo grigio con le sbarre celesti– racconta Giulia Mazzoni – Non mi sentivo a disagio, tanto che senza pensarci ho fatto il gesto di aprire io stessa l’enorme portone che separava la portineria dall’ingresso ai reparti veri e propri del carcere… In quel momento ho incontrato la libertà negata, ho colto cosa si provi a non poter aprire una porta a meno che qualcun altro ti autorizzi a entrare o a uscire. In compagnia di Sara, che dirige il coro, ho atteso l’arrivo delle ragazze nella saletta che ogni mercoledì pomeriggio diventa il laboratorio di musica. Quando le coriste sono entrate ci siamo subito trovate in sintonia e durante l’incontro abbiamo scherzato, riso e pianto insieme. Ci siamo emozionate reciprocamente. È stata una esperienza umana importante, di confronto e conoscenza, attraverso l’elemento di indagine più intimo che esista, la musica».

Giulia ha voluto il più possibile entrare in empatia con le ragazze, prima di appoggiare le mani sul pianoforte ha cantato con loro un paio di brani di riscaldamento e ha imparato con loro il brano gospel “Give God the glory”.

«Quando la musica ci ha unite ho sentito io per prima diessere libera – afferma Giulia Mazzoni – e ho sentito da parte delle ragazze che tutta la pesantezza e la tristezza sparivano di colpo, lasciando spazio ad un nuovo senso di pace e dando inizio ad una intensa riflessione personale”.

Alla fase di conoscenza è seguita quella del dialogo emotivo, iniziando con l’esecuzione dal vivo di “Winter’s dream”, un suggestivo brano composto da Giulia Mazzoni che ha ispirato le ragazze a trovare in loro sensazioni, ricordi, spiegazioni.

«Il tempo si è annullato in quel momento – ricorda Giulia -Le sbarre erano lì a ricordarci che attraverso l’impegno, il lavoro e la riflessione personale avremmo di nuovo potuto toccare il cielo».

Potentissimo anche l’effetto di “Room 2401”, che non a caso dà il titolo all’album di Giulia e che era in consonanza con la situazione: la stanza chiusa come mezzo per ritrovare un’identità autentica. Un’iniezione di speranza è stato il flusso musicale di “Piccola luce”, altro brano che conferma la capacità evocativa della compositrice. Non c’è modo di descrivere la gioia e la profonda commozione che hanno pervaso il piccolo concerto che ciascuna percepiva come organizzato ed eseguito per sé, come un dono inaspettato.

«Non c’erano barriere tra noi, solo la voglia di ascoltarsi e raccontarsi – commenta Giulia Mazzoni – Ci siamo salutate abbracciandoci e con la promessa che avrei suonato per loro in un vero concerto. Promessa che spero di onorare quanto prima. Ringrazio Auser Regionale Lombardia e i docenti del coro, Sara Bordoni e Matteo Magistrali, per il magnifico lavoro che stanno facendo e per avermi permesso di avere questo incontro preliminare con le ragazze, in collaborazione con Parole e Dintorni. Nessun fine personale da parte mia, se non la profonda esigenza di incontrarle ed ascoltarle. Eravamo insieme in uno spazio e tempo diversi dalla vita reale. Ripensavamo alla vita, a noi stesse, raccontandoci ed emozionandoci nella stessa stanza. Ero di nuovo, ed eravamo tutte, nella Room 2401».

Il concerto di Giulia Mazzoni al carcere di San Vittore si terrà all’inizio del 2018 e sarà un evento “corale” che attirerà sicuramente molta attenzione, come è avvenuto lo scorso 21 giugno con il concerto di Ylenia Lucisano e Renato Caruso.

 

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