Ancora nessuna novità positiva riguardo la drammatica vicenda dell’ex maratoneta azzurra Vincenza Sicari: “E’ un mio diritto sapere quale malattia ho ed essere curata”

Il 2018 è arrivato da pochi giorni ma nemmeno il nuovo anno ha purtroppo portato novità positive riguardo la drammatica vicenda dell’ex maratoneta azzurra Vincenza Sicari, che ha passato le feste natalizie in un letto d’ospedale del Reparto di Neurologia del policlinico Borgo Roma a Verona, dove è stata trasferita il 13 novembre scorso su disposizione del giudice tutelare, dopo 10 mesi passati al Sant’Andrea di Roma e un ulteriore trasferimento a Tor Vergata.

Vincenza Sicari, 38 anni, ventinovesima alle Olimpiadi di Pechino 2008, dal 2014 ha girato oltre 30 ospedali italiani, ed è paralizzata dal tronco in giù per una malattia degenerativa neuromuscolare mai diagnosticata. Quattro anni passati da un nosocomio all’altro, sballottata in un assurdo giro d’Italia, e nessun medico specialista che abbia messo nero su bianco una diagnosi precisa per la malattia da cui è affetta. Anzi, Vincenza ha subito umiliazioni, è stata fatta addirittura passare per pazza e spesso nemmeno viene visitata dai medici ma lasciata sola a piangere nel suo letto d’ospedale, dove trascorre le giornate, sdraiata di traverso, a causa dei dolori che le pervadono il corpo, con il cellulare come unico contatto con il mondo, per parlare con amici, ascoltare musica e trovare solidarietà e affetto da parte di persone comuni che attraverso i social scrivono e lottano con lei.

“Il 13 novembre mi hanno trasferita a Verona, come stabilito dal giudice. L’ultimo esame me lo hanno fatto un mese fa, poi nulla. I medici vengono a visitare la mia compagna di stanza e nemmeno mi guardano. Ogni giorno che passa sto sempre peggio e invece di essere sottoposta alle indagini per capire quale sia la malattia di cui soffro e trovare una cura per salvarmi la vita mi lasciano qui senza fare nulla. Nonostante tutto voglio continuare a lottare perché è un mio diritto sapere quale malattia ho e trovare una cura. In ospedale si va per essere curati, non per essere lasciati morire”, ci ha raccontato Vincenza.

Questa vicenda drammatica, che assume sempre più i contorni dell’horror, lascia aperti degli interrogativi: perché i media non si interessano concretamente a questo caso? Perché i medici sembrano coprirsi a vicenda anziché cercare di trovare una soluzione e salvare la vita a Vincenza? Quali interessi si celano dietro questa vicenda assurda? Possibile che in Italia non esista un ospedale o un medico che possa fare una diagnosi certa e iniziare una cura? Perché nessuno mette nero su bianco la malattia da cui è affetta l’ex maratoneta? Torno a sottolineare ancora una volta che in questo evidente caso di malasanità, perché di questo si tratta, c’è tanto menefreghismo, cattiveria e mancanza di umanità e professionalità da parte di chi potrebbe e dovrebbe aiutare Vincenza Sicari. E all’orizzonte si profila un nuovo trasferimento, a Bologna. Sperando che sia la volta buona per trovare una soluzione positiva e definitva.

#AiutiamoVincenza

Per firmare la petizione: https://t.co/47LTVp1hsX

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