Oggi Domenico Modugno, mito della canzone italiana, avrebbe compiuto 90 anni.
Nato il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (Ba), impara fin da ragazzino a suonare la chitarra e la fisarmonica, e a 19 anni va a Torino, dove lavora come gommista e cameriere. Ritornato al suo paese per il servizio militare, riparte per Roma per iniziare la carriera artistica, partecipando al concorso per attori al Centro Sperimentale di Cinematografia. Qui conosce Riccardo Pazzaglia, futuro paroliere di alcune memorabili canzoni di Modugno.
Nel 1951, Domenico prende parte al film “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, nel 1952 recita in “Carica eroica” di De Robertis e a teatro ne “Il borghese gentiluomo” di Molière e partecipa ai film “Anni facili” di Luigi Zampa e all’episodio “La giara” del film “Questa è la vita” di Giorgio Pastina.
Nel 1953 si presenta al concorso musicale radiofonico “Trampolino”, nel 1957 vince il secondo premio al Festival della Canzone Napoletana con “Lazzarella”, nel 1958 Modugno si presenta a Sanremo al Festival della Canzone Italiana con “Nel blu dipinto di blu”, brano con cui non solo vince la kermesse, ma che diventerà la canzone italiana più popolare al mondo, ribattezzata con il titolo “Volare” e tradotta in moltissime lingue.
Il Cash Box Bilboard conferisce a Modugno l’Oscar per la migliore canzone dell’anno e riceve dalle industrie musicali tre dischi d’oro come miglior cantante, per la migliore canzone e per il disco più venduto.
Negli USA vende così tanti milioni di copie che nel corso di una tournée gli vengono offerte le chiavi di Washington e la stella di sceriffo di Atlantic City. Per quattro mesi gli altoparlanti di Broadway e le stazioni radio americane trasmettono “Nel blu dipinto di blu”.
Modugno canta poi altri pezzi entrati nella storia della musica italiana come “L’uomo in frack”, “Notte di luna calante”, “Io” e “Piove (ciao, ciao bambina”, con cui vince nel 1959 Modugno il Festival di Sanremo. Debutta poi come protagonista nella commedia musicale “Rinaldo in campo” di Garinei e Giovannini, componendo tutte le musiche (“Se Dio vorrà”, “Notte chiara”, “Tre briganti e tre somari”, “La bandiera”).
Nel 1962 vince Sanremo con la canzone “Addio…, Addio…”, nel 1964 vince il Festival di Napoli con “Tu si’ ‘na cosa grande” e nel 1966 si impone ancora all’Ariston con “Dio, come ti amo”. Si dedica quindi al teatro, interpretando nel 1968 “Liolà” di Luigi Pirandello, tra il 1973 e il 1975 è Mackie Messer in “Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht e Kurt Weill per la regia di Giorgio Sthreler.
Nel 1986 inizia a dedicarsi alla vita politica iscrivendosi al Partito Radicale, per cui viene eletto deputato l’anno successivo. Intraprende una battaglia civile per l’ospedale psichiatrico di Agrigento, nel quale i malati vivono in condizioni disumane, riuscendo nel 1988 a far chiudere il nosocomio e dedicando ai ricoverati un concerto.
Nel 1993 incide assieme al figlio Massimo il disco “Delfini”. Domenico Modugno si spegne il 6 agosto 1994 a Lampedusa.
Sono passati quasi 24 anni dalla sua scomparsa ma Mister Volare con le sue canzoni e il suo stile unico rappresenta ancor oggi un esempio e un punto di riferimento per tanti artisti, che lo hanno omaggiato interpretando i suoi brani più famosi, da Mina a Roberto Murolo, dai Negramaro a Diodato, da Fabrizio De André che lo ha citato in Don Raffae’, a Paola Turci che nei suoi concerti canta Dio come ti amo, per arrivare alla fiction di Rai1 a lui dedicata con Beppe Fiorello. Domenico Modugno infatti incarnava quell’italianità vera, bella, profonda e riusciva con la sua musica a raccontare emozioni, sentimenti e spaccati di vita, in cui tutti potevano ritrovarsi.
