Intervista con Eman che ci presenta il nuovo singolo “Icaro”: “Ho imparato che l’uomo può essere effettivamente ciò che vuole e che siamo la proiezione di noi stessi”

Si intitola “Icaro” (Jackie & Juliet / Artist First) il nuovo singolo di Eman, in radio dal 30 marzo, che anticipa il nuovo album di prossima pubblicazione. Nel brano, scritto e composto dallo stesso talentuoso cantautore e prodotto da Mattia “SKG” Masciari, Eman, come un moderno Icaro che ritrova la sua forza nella caduta, dà vita ad un universo musicale eclettico e inedito, che omaggia il passato e dialoga con il presente e ci ricorda che anche dopo una caduta bisogna sempre trovare il coraggio per rialzarsi e andare avanti. “Icaro” ha esordito al secondo posto della classifica Viral 50 Italia di Spotify.

Eman, alias Emanuele Aceto, nasce a Catanzaro il 25 giugno 198 e inizia a suonare la chitarra all’età di 11 anni, approcciandosi alla scrittura dei suoi primi testi. Spinto da alcune difficoltà di comunicazione, si tuffa a capofitto nella musica e dal 2001 adotta il nome d’arte Eman.  Coinvolto nella scena reggae e dancehall catanzarese, si appassiona al genere e nel 2005 forma il suo primo sound system, Pennywise, partecipando a numerosi open mic in tutta Italia. Nel 2009 incontra Mattia Masciari (SKG), con il quale nasce una collaborazione proficua e costante che porta alla realizzazione del suo primo vero lavoro discografico totalmente autoprodotto, “Come Aceto”, uscito ad agosto dello stesso anno. Insieme alla sua crew Kuanshot, un collettivo di artisti e produttori, Eman porta in giro per tutta Italia un genere musicale innovativo, e negli anni colleziona centinaia di live facendosi conoscere da un pubblico sempre più vasto. Nel 2012, grazie al successo ottenuto dal brano “Insane”, viene notato da Sony Music Italy, che lo mette sotto contratto. A febbraio 2016 esce “Amen” per Sony Music Italy, il primo ufficiale album di Eman, che conquista il 37° posto della classifica FIMI. L’originalità compositiva del cantautore incontra testi impegnati, spesso veicolo di messaggi di carattere sociale o di denuncia (come nel caso di “Amen” o “Chiedo Scusa”), ma anche ironici e provocatori (“L’Amore Ai Tempi Dello Spread”, “Svegliati”, “Polvere e Ossa”).

Abbiamo incontrato Eman a Milano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Eman, è uscito il tuo nuovo singolo “Icaro”, un inno a non arrendersi e a rialzarsi quando si cade. Ci racconti com’è nato questo brano?

“Icaro è ispirato al mito che tutti conosciamo, ma quando ho scritto questo brano avevo in mente la storia di un uomo che, attraverso la fede e l’ambizione, riesce a rialzarsi dopo una brutta caduta. Il sunto è che nella caduta c’è il fallimento, il senso di quello che deve essere la tua vita, ti rendi conto che puoi puntare al sole, puoi cadere e scoprire che è solo un’immagine perchè il sole è dentro di te e devi continuare a vivere, a porti domande, fino a raggiungere la consapevolezza delle tue azioni. Infatti sono le scelte di vita che ti portano ad avere complicanze o meno. Bisogna credere sempre in quello che si fa, ma i dubbi non vanno mai accantonati. Quello che ho imparato è che l’uomo può essere effettivamente ciò che vuole e che siamo la proiezione di noi stessi”.

Per scrivere questa canzone a cosa ti sei ispirato?

“Mi sono ispirato alla vita degli altri, alle persone che incontro, ma anche alla mia vita che negli ultimi due anni è cambiata molto”.

Questo brano farà parte del tuo nuovo disco. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

“Sarà un disco vario ma con un concept, infatti dalla prima all’ultima traccia si parla della storia del protagonista, della sua vita, dalla presa di coscienza fino al cambiamento. Per quanto riguarda il sound con il mio produttore SKG creiamo questo suono sinth pop alternative molto particolare, è l’evoluzione di quello che abbiamo sempre fatto ed ascoltato, abbiamo unito testi importanti, in cui ogni parola è pensata e pesata, mentre  la musica è un pop internazionale unito al cantautorato italiano”.

Hai degli artisti di riferimento a cui ti ispiri o con cui ti piacerebbe collaborare? 

“Per assurdo vorrei collaborare con persone che idealmente non hanno nulla a che fare con la mia musica. Mi piacerebbe lavorare con Francesco De Gregori, Cristina Donà, ma anche con Salmo o Calcutta. Non ho mai avuto un cantante a cui ispirarmi nello specifico, non riesco ad avere un mito, ad essere un fan sfegatato, a parte Fabrizio De Andrè che ho scoperto aprendo un libro di musica e di accordi e appassionandomi al suo modo di scrivere i testi”.

Come ti sei avvicinato alla musica?

“Mi sono avvicinato nella maniera piu’ spontanea, nel mio paese d’origine, Catanzaro, era in voga il reggae, quindi ho iniziato a canticchiare le cose che pensavo su queste musiche giamaicane, da lì c’è stato questo sviluppo della canzone in rima, simile al rap, anche se io non mi definisco un rapper. Però so per certo che il rap ha preso questo modo di cantare dal reggae. Abbiamo questa radice comune ma ho continuato seguendo un percorso piu’ melodico, frutto della musica che ascoltavo in casa. Sentivo il bisogno di comunicare, di dire delle cose, infatti i primi brani che ho scritto sono in vernacolo, cantavo per la gente accanto a me, questo ha fatto in modo che in Calabria, un posto difficile in cui fare musica, non fosse valido il detto: nessuno è profeta in patria. Il mio pubblico mi è sempre stato accanto, mi ha spinto ad andare avanti. Mi hanno proposto di fare X Factor, anche quando ho firmato il contratto con la Sony. Mi chiedevo perchè delle persone che apprezzavano la mia musica mi chiedessero di cantare i brani di altri, quindi non l’ho mai voluto fare. Penso che ognuno debba seguire la sua strada, non voglio attaccare chi sceglie di fare i talent, ma non accetto che non si mandi avanti la musica italiana, che potrebbe svilupparsi anche all’estero ed avere degli introiti interessanti per chi la produce”.

Nel nuovo disco ci saranno brani in dialetto calabrese?

“No, la Calabria è costituita da varie zone e non è detto che il mio dialetto venga compreso da tutti, il rischio è parlare di cose che gli altri non capiscono”.

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Presenterai in anteprima live il nuovo album il 20 aprile al Largo Venue di Roma (Via Biordo Michelotti, 2 – ore 21.30) e il 27 aprile al Santeria Social Club di Milano (Viale Toscana, 31 – ore 21.30)…

“Presenteremo con queste due anteprime live il nuovo album, la gente avrà solo questo singolo per valutare se venire o meno a vederci. Chi ci conosce sa che se viene a sentirci si divertirà. Io solitamente sono critico nei confronti di me stesso, ma penso che questo album sia molto piu’ bello del precedente”.

È possibile acquistare i biglietti per i live di Eman a Roma e Milano su Ticketone (bit.ly/Eman_T1) e Vivaticket (bit.ly/Eman_VT).

a cura di Francesca Monti

 

credit foto Henrik Hansson

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