Intervista con Federica Infante: “Nel disco Non Importa ho raccontato molto di me ed e’ stata come un’autoterapia”

“Non importa” è il titolo del nuovo album della cantautrice piacentina Federica Infante, composto da 8 eleganti brani in stile pop, due dei quali in lingua inglese. Le tracce contenute nel disco raccontano il percorso di maturità della talentuosa autrice, attraverso canzoni semplici e dirette, coinvolgenti e ricche di emozioni, cantate con la sua voce calda e potente, che rappresentano l’anima genuina, determinata e appassionata di Federica.  “Non importa” è un disco che parla di amore, per se stessi e per gli altri, di libertà, di disperazione, di forza, di coraggio, di sogni e di paure.

Ecco cosa ci ha raccontato Federica Infante riguardo il nuovo disco e i prossimi progetti.

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Ciao Federica, è uscito il tuo nuovo disco “Non importa”,  che affronta diverse tematiche, dall’amore alla libertà, al coraggio e ai sogni. Ci racconti com’è nato questo progetto?

“Questo progetto ha preso vita dopo un periodo un po’ buio e di smarrimento, mi ritrovavo in un vicolo cieco ed un giorno la musica mi ha salvata: sono riuscita a sfogarmi scrivendo … ho raccontato molto di me…ed e’ stata come un’autoterapia”.

Il primo singolo estratto “Non importa” è un brano intenso e molto bello, accompagnato da un video toccante che vede la presenza della ballerina Sara Giannatiempo e che è stato girato all’interno del Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda (Pc)…

“Non importa e’ il brano che ha dato vita a tutto: scritto dopo la perdita di mia mamma in un momento di grande dolore. Parla di un abbandono, di rimpianti, di rabbia e di consolazione. Mentre lo scrivevo ho immaginato subito il video ed ho scritto a Sara, mia compagna delle elementari, ballerina e coreografa, che vive all’estero da anni ormai. Lei ha condiviso con me ogni parola, ogni emozione ed ha danzato ed interpretato magistralmente questo brano. La sua partecipazione e’ stata la realizzazione di un mio sogno”.

Nel disco ci sono anche due pezzi in inglese. C’è l’idea di un lancio dell’album anche sul mercato internazionale?  

“Anche se non ho scritto in inglese a questo scopo, ma solo perché l’idea iniziale di queste canzoni aveva in testa un groove ben preciso dato sopratutto dalla lingua inglese, che amo tantissimo, ammetto che mi piacerebbe molto far ascoltare la mia musica all’esterno e non è detto che questi due brani non siano di aiuto”.

Come ti sei avvicinata alla musica?

“Sin da piccolissima cantavo e gli strumenti erano i miei “giochi” preferiti…ne ero molto attratta ed avevo una predisposizione naturale! Ricordo che rubavo la diamonica a mia sorella (più grande) e la suonavo di nascosto ed un giorno mi sono lamentata con mio padre perché non suonava … perché non potevo schiacciare più di due note insieme: non sapevo nemmeno di cosa stavo parlando ma sapevo che mi mancava una nota per formare quel suono che anni dopo ho scoperto essere un accordo. Ricordo che mio padre in quel momento capì che doveva mandarmi a scuola di musica. Avevo 5-6 anni (ride)… peccato che ero troppo irrequieta per spartiti e didattica e quindi ho, ripeto purtroppo, continuato da sola, ad orecchio sia con il piano che con la chitarra. Se potessi tornare indietro studierei perché il talento da solo non basta”.

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Quali sono i tuoi artisti di riferimento e la musica che ti piace ascoltare?

“Ascolto ed ho ascoltato generi svariati: da piccola ho imparato a suonare il piano con Jerry Lee Lewis e quindi ho ascoltato un po’ di tutto di quel periodo, poi passavo i pomeriggi con i 33 giri di mio padre dei Beatles, Bennato, Pink Floyd, sono rimasta ipnotizzata da Morricone guardando Nuovo Cinema Paradiso, alle scuole medie ho avuto una “fase molto rock” ed ho “macinato” la musicassetta degli Aerosmith, in casa si cantava Vasco, Pino Daniele. Ricordo mia madre cantava tutte le canzoni degli anni ’80 italiane. Ho sempre trovato il canto e la musica una culla della mia irrequietezza. Penso però che la mia svolta sia arrivata con Tracy Chapman…il suo album Collection mi ha stregata, ipnotizzata, ho passato pomeriggi infiniti con la chitarra a suonare e cantare le sue canzoni”.

Presenterai il disco con dei live?

“Il palco ed il contatto diretto con l’ascoltatore e’ il posto che amo di più al mondo. Sto fissando qualche data e spero arrivino altre proposte da tutta italia. Viaggiare con la musica e’ sempre stato il mio sogno. Man mano che arrivano aggiorno la mia pagina Facebook. Se siete in zona vi aspetto ed aspetto i vostri messaggi e pareri sull’album”.

Grazie Federica!

“Grazie ed un saluto a tutto il vostro staff e a tutti i lettori! A presto”.

di Francesca Monti

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