Terza puntata, domenica 22 aprile alle 21.20 su Rai3, di Sono Innocente, il programma condotto da Alberto Matano

Terza puntata, domenica 22 aprile alle 21.20 su Rai3, di Sono Innocente, il programma condotto da Alberto Matano. Storie di errori giudiziari, di innocenti condannati ingiustamente, persone dapprima detenute, poi scarcerate e infine risarcite dallo Stato. La prima storia farà rivivere il dramma di Maria Vittoria Pichi. Ha 27 anni e lavora come dipendente in una farmacia quando, il 17 dicembre del 1981, a Verona, un commando delle Brigate Rosse rapisce il generale della Nato James Lee Dozier. In poche ore la notizia fa il giro del mondo. La risposta delle forze dell’ordine è immediata. Perquisizioni e posti di blocco si alternano senza sosta in ogni angolo della città. A 10 giorni dal rapimento vengono arrestati alcuni giovani: tra loro c’è anche Maria Vittoria che, in quel periodo, fa parte di un movimento studentesco. Con il sequestro lei non ha niente a che fare eppure, prima di dimostrarlo, dovrà trascorrere quasi tre mesi nel carcere della Giudecca a Venezia.
La seconda storia parla di casi giudiziari che hanno avuto una grande risonanza mediatica. In particolare in studio con Alberto Matano ci sarà Patrick Lumumba, accusato del delitto di Meredith Kercher. Arrivato a Perugia per studiare all’Università per Stranieri, conosce una ragazza polacca con la quale mette su famiglia. Abbandona gli studi e apre un piccolo locale frequentato particolarmente da studenti. Conosce Meredith Kercher e Amanda Knox perché lavorano nel suo pub. E’ probabilmente questa la ragione del suo coinvolgimento in uno dei casi di cronaca nera più clamorosi della nostra storia recente. Lumumba viene accusato da Amanda Knox di avere ucciso Meredith. Trascorre due settimane in carcere prima di essere scagionato e prima di vedere Amanda condannata per calunnia. Adesso Patrick vive in Polonia ed è tornato in Italia per raccontare a Sono Innocente quei terribili giorni.
L’ultima testimonianza vede protagonista Alberto Ogaristi. A Casal di Principe, nel 2002, è in atto una vera e propria guerra di camorra. A febbraio avviene un omicidio per il quale è condannato un ragazzo del posto di 25 anni, Alberto Ogaristi. Viene identificato da un testimone ma lui, con il fatto di sangue, non c’entra nulla. In quel momento si trovava alla festa di compleanno della nipote. Nessuno gli crede e, dopo vari processi, viene condannato all’ergastolo. Ma la famiglia di Ogaristi non si arrende. I suoi parenti si attivano e riescono a scoprire la verità grazie alla testimonianza di un camorrista che aveva partecipato realmente all’omicidio. Le sue parole scagionano Alberto che, dopo un tormentato processo di revisione, viene assolto per non aver commesso il fatto.

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