CALCIO FEMMINILE: intervista con Silvano Cozza, direttore generale del Football Club Femminile COMO 2000

Il calcio è lo sport più bello del mondo e parallelamente al blasonato e seguitissimo campionato maschile, esiste una altrettanta importante e interessante realtà femminile che ancora non gode dell’attenzione mediatica dovuta. Oggi vi raccontiamo la storia del Football Club Femminile COMO 2000, società di calcio femminile con Presidente Armando Taroni e vicepresidente Martino Brumana.

Nel 1990 due ragazzine si presentano sul campo a 7 di Moltrasio (Co) chiedendo di poter giocare a calcio all’allora allenatore della società, tutta maschile, Antonio Aquilini. Da quel giorno le ragazzine che hanno giocato nella squadra comasca sono aumentate permettendo alla società di iscriversi al campionato C.S.I. a 7, disputato fino alla stagione 1997-98. Il terzo anno ha sancito l’entrata nella F.I.G.C., con la serie D è partita l’ascesa della società: quattro campionati di ottimo livello poi l’assorbimento del settore femminile della Vigor Grandate. La stagione 1996-97 è stata disputata, per questo motivo, con il nome Vigor Coop 2000, ma dal campionato successivo è nata l’attuale società e denominazione: Football Club Femminile COMO 2000, fortemente voluto da Aquilini, all’epoca Direttore Sportivo. Al termine di un eccezionale campionato, la formazione bianco-azzurra ha conquistato l’approdo in serie B, e nel corso della terza stagione nel campionato cadetto è arrivata la promozione in Serie A.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Silvano Cozza, direttore generale del FCF Como 2000 per andare alla scoperta di questa società che negli ultimi anni ha investito molto sul vivaio per plasmare una squadra giovane e dalle grandi qualità.

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credit foto sito ufficiale FCF Como 2000

Partiamo dalla stagione appena conclusa con il nono posto in Serie B e nel campionato Primavera, il quarto posto tra le Giovanissime e il secondo nella categoria Esordienti… 

“L’anno scorso eravamo in serie A, poi siamo scesi in B e quest’anno c’è stata la riforma dei campionati chiesta dal Consiglio Federale a Roma che ha portato ad avere una serie A e una serie B a dodici squadre, di cui la maggior parte legate a società maschili professioniste, come la Juventus, il Sassuolo, l’Empoli, la Fiorentina, il Verona. Soltanto tre squadre restano però in B e le altre scendono nel nuovo campionato interregionale diviso in 4 gironi. Due anni fa abbiamo smantellato una rosa costosa e dato che non c’era la certezza matematica di essere tra le tre squadre che sarebbero rimaste in B abbiamo deciso di fare una politica per la quale tutta Italia si è complimentata, abbiamo preso 5-6 giocatrici della nostra Primavera e altre da quella dell’Inter femminile e abbiamo creato una squadra che sulla carta doveva fare 10 punti. I primi tre mesi sono stati difficilissimi, invece nel ritorno nelle ultime 12 partite abbiamo fatto 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, e creato la squadra del futuro. La Primavera con alla guida il signor Cincotta ha plasmato il serbatoio per la prima squadra senza puntare alla vittoria del campionato, ma con l’intento di arrivare a metà classifica. Le Giovanissime hanno sbalordito con un quarto posto e l’accesso alla fase nazionale finale in cui siamo usciti perché abbiamo perso con l’Inter. Le Esordienti ci hanno dato una gioia immensa con il secondo posto contro i maschietti, e per le ragazze, si sa, battere i ragazzi è come aver vinto una battaglia. E’ stato per noi una sorta di anno zero, siamo stati contentissimi di questa scelta e l’anno prossimo avremo le squadre giovani ma rodate”.

Quali sono dunque gli obiettivi per la prossima stagione?

“Risalire in Serie B, far tornare la Primavera ai livelli degli scorsi anni e fare bella figura con le Giovanissime e le Esordienti. La Primavera diventa un serbatoio dove cercare giocatrici per la prima squadra decimando in questo modo le spese. Gli anni scorsi si badava al calciomercato, si cercava di formare una squadra di lusso, ma le campionesse vengono e vanno perché dopo un anno passano alla squadra che offre loro più soldi. Porteremo quindi avanti la politica di avere nelle nostre fila tante giovani di qualità senza aver bisogno di ingaggiare altre giocatrici famose”.

Indubbiamente quello dei vivai è un problema attuale del nostro calcio, a cominciare da quello maschile…

“Basta vedere quanto successo alla Nazionale maschile che non si è qualificata ai Mondiali di Russia 2018. Oggi nelle squadre professioniste giocano 3-4 calciatori italiani, quindi c’è stata un’involuzione in questo senso. La Nazionale femminile al contrario, dopo anni di torpore è in crescita e l’8 giugno giocherà il big match con il Portogallo per qualificarsi ai Mondiali a cui non partecipa da 20 anni. L’Under 17 e l’Under 19 stanno facendo buoni risultati. Tutto questo è sicuramente legato alla nuova politica che stanno seguendo le società, che hanno poche giocatrici straniere in squadra. Con questa riforma dei campionati sarà inoltre possibile dare uno stipendio che permetta a una giocatrice di vivere di calcio, di allenarsi in orari decenti e non alle 9 di sera come succede ora. Il gentil sesso è trattato male da questo lato, nessuno parla del calcio femminile, c’è poca attenzione mediatica. Noi ad esempio non siamo appoggiati da nessuna leadership maschile, siamo una provinciale che si autosostiene, e fa quello che può”.

Anche a livello di business e di sponsor il mondo del calcio femminile è penalizzato rispetto a quello maschile…

“Le ragazze giocano per passione, la maggior parte prende solo il rimborso spese. È ora che venga valorizzato il calcio femminile. Le calciatrici che vengono ad allenarsi a Fino Mornasco (Co) arrivano da lontano, da paesi come Tremezzo, Dongo, e insieme alle loro famiglie che le accompagnano fanno enormi sacrifici per giocare, sapendo di avere delle soddisfazioni personali e sportive ma non certo economiche. Nonostante ciò mettono in ogni allenamento e in ogni partita cuore e grinta, perchè mosse da una grande passione per questo sport. Un impegno che andrebbe premiato con una maggiore attenzione verso il calcio femminile. Invitiamo tutti all’Open Day che faremo domenica 3 giugno a Fino Mornasco per conoscere da vicino il Football Club Femminile COMO 2000. Inoltre stiamo organizzando anche un campus estivo”.

di Francesca Monti

 

 

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