VENEZIA75: Intervista con Dora Romano, tra gli interpreti del film “Sulla mia pelle” e della serie tv “L’amica geniale”

Tra le stelle del cinema che sono sbarcate al Lido per la 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia c’è Dora Romano, grande attrice di cinema e teatro, che tra i tanti ruoli interpretati ha recitato nei panni di Madame Baldini, moglie di Dustin Hoffman nel film “Profumo – Storia di un assassino” diretto da Tom Tykwer, nello spettacolo teatrale “Sister Act” rivestendo il ruolo della Madre Superiora, ne “Il Mistero dell’Assassino Misterioso” insieme con Lillo e Greg e ne “Il Marchese del Grillo” con Enrico Montesano. In televisione, invece, ha partecipato alla fiction Rai “Madre, Aiutami!” con Virna Lisi.

La poliedrica attrice è tra gli interpreti della serie tv firmata da Saverio Costanzo dal titolo “L’Amica Geniale”, presentata in anteprima a Venezia, nel ruolo della Maestra Oliviero che scoprirà che una delle bambine più povere della sua classe, Lila, è un genio e a dispetto della sua condizione sociale ha un cervello talmente eccezionale che le consente di imparare da sola a leggere e scrivere. La Maestra inizierà, così, una battaglia personale per cercare di far uscire dalla povertà sia Lila che la sua amichetta Lenù.

Dora Romano ha preso parte anche al film sul caso Stefano Cucchi “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini, che ha aperto la sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia accolto da sette minuti di applausi, nel ruolo di uno dei medici che ha tenuto in osservazione Cucchi durante la degenza all’ospedale Pertini di Roma, nella sua ultima settimana di vita.

Abbiamo avuto il piacere di realizzare un’intervista con Dora Romano (grazie anche a Licia Gargiulo). Ecco cosa ci ha raccontato.

Dora Verticale

Buongiorno Dora, innanzitutto le chiedo quali sono le sue emozioni nel partecipare alla Mostra del Cinema di Venezia con due importanti lavori come Sulla mia pelle di Alessio Cremonini e L’amica Geniale di Saverio Costanzo?

“Buongiorno a lei. Innanzitutto l’emozione grande è stata quella di trovarmi in un posto che ha visto passare la storia del cinema e della cultura mondiale, il Festival del Cinema di Venezia…poi, per me è stata la prima volta, ed essere parte addirittura di due progetti è un grande privilegio. Mettiamoci pure che uno dei due progetti, la serie televisiva, è un evento mondiale, e il film su Stefano Cucchi è di scottante attualità oltre ad essere di grande impegno civile….beh…è una gioia incontenibile! Sono rimasta delusa solo da una cosa: il red carpet, me lo immaginavo molto più lungo! (ride)”.

sulla-mia-pelle

Partiamo proprio da Sulla mia pelle, un film intenso che racconta la tragica vicenda di Stefano Cucchi e che è stato accolto da grandi applausi alla proiezione. Lei interpreta una dottoressa che ha tenuto in osservazione Cucchi nel corso della degenza al Pertini di Roma. Ci può parlare del suo personaggio e di come si è preparata per interpretarlo?

“Come sempre, comincio a lavorare sulla memoria emotiva che mi conduce alla parte legata al corpo: alle movenze, alla postura e ai gesti del personaggio e quindi alla sua psicologia. Per quanto riguarda la Dottoressa Corbi, mi sono riferita alla mia memoria recente, dopo essere rimasta ricoverata per un mese e mezzo a causa di un brutto incidente in scooter, ho avuto molti esempi cui ispirarmi, ma la descrizione del personaggio che mi ha aiutato di più è stata quella che ne ha dato il regista, Alessio Cremonini. Mi ha detto che secondo le sue ricerche, la dottoressa Corbi è stata l’unico medico che si sia comportata in maniera più umana rispetto a tutti gli altri: ci ha provato ad aiutare Stefano, ma di fronte alle sue resistenze e alle pressioni esterne, non è riuscita ad andare fino in fondo. Ecco l’identità che ho dato al personaggio”.

L'AMICA_GENIALE_POSTER_def

Ne L’amica geniale invece è La Maestra Oliviero. Cosa può raccontarci a riguardo?

“Avrei tanto da raccontare, a partire dal primo provino/incontro con la maestra Oliviero. Come ho detto pocanzi il mio approccio con tutti i miei personaggi è innanzitutto fisico, per esempio, cosa avrebbe indossato la maestra. Contemporaneamente comincia a farsi strada lo studio e le ipotesi sulla sua identità psicologica. Comincio scrivendo la sua storia, quanti anni ha, da che famiglia proviene, quali sono stati i suoi traumi, perché ha scelto la sua professione e via discorrendo. Ma andando avanti nello studio e rileggendo il romanzo mi è piaciuto subito il suo desiderio di andare oltre il semplice insegnamento che le competeva. Lei voleva di più: voleva salvare queste bambine dal futuro spento e senza luce che sicuramente le aspettava una volta finite le elementari. Erano gli anni della guerra e anche mia madre aveva solo la licenza elementare, era siciliana e ha sempre saputo che il suo destino sarebbe stato quello di sposarsi e fare dei figli…nulla più. Ma ha fatto di tutto per far studiare tutti e quattro i suoi figli, risparmiando ogni lira e togliendosi il pane di bocca per pagarci l’istruzione… La maestra è una donna determinata, appassionata del suo lavoro che per lei è una vera missione e infatti riesce a condurre al diploma Elena, mentre vivrà come una sconfitta personale la devastante scelta di vita di Lila. Questi aspetti del personaggio mi hanno immediatamente affascinata e ho cercato di renderlo credibile e il più fedele possibile al romanzo. Di mio ho aggiunto ciò che dalle mie insegnanti, dall’infanzia fino all’adolescenza, mi sarebbe piaciuto ricevere. Psicologicamente l’ho creato mettendo insieme i ricordi, ancora vivissimi, di tre delle mie insegnanti: la maestra elementare, la professoressa delle scuole medie e quella del ginnasio. Erano tutte autoritarie, severe…troppo severe secondo me e quindi ho mitigato le loro forti personalità con ciò che io, se fossi stata un’insegnante, avrei voluto vedere nel loro insegnamento: maggiore dolcezza, intuizione, ascolto delle differenze e tanta passione nel trasmettere il sapere”.

Nella sua straordinaria carriera ha studiato con Vittorio Gassman e lavorato con altri grandi personaggi come Eduardo De Filippo e Virna Lisi. Che ricordo ha di loro?

“Non c’è più nessuno di loro, purtroppo, e vi comprenderei anche Ermanno Olmi…. Non so se si possa definire straordinaria la mia carriera, forse sarebbe meglio dire fortunata. Da questi grandi ho potuto apprendere un mestiere che oggi è cambiato tanto, ma sono stata comunque fortunata perché stando a stretto contatto ho potuto entrare un po’ nelle pieghe di quelle personalità gigantesche e sempre cercavo in loro, come nei miei personaggi, il lato più umano, cercando di intuirne le semplicità e le complicazioni…insomma è stato proprio come leggere un libro: il libro di ognuno di loro”.

Dora Bianco e Nero

C’è un ruolo che piu’ ha amato interpretare tra i tanti impersonati?

“Ho amato molto la Signora Gibbs, in Piccola città di Thornton Wilder, la Madre Superiora del musical Sister Act e (però non so se vale) proprio la maestra Oliviero”.

Rispetto ad altri Paesi, in Italia abbiamo grandi talenti nel teatro come nel cinema ma non vengono abbastanza valorizzati. Cosa ne pensa a riguardo?

“Quando si vive in un paese che anno dopo anno, trascura le sue bellezze naturali, la sua cultura e i retaggi della sua storia, i monumenti, le arti visive, il teatro, si diventa un po’ esterofili, perché è vero che all’estero, seppure il mio sia un mestiere durissimo in ogni paese, gli attori vengono considerati professionisti di tutto rispetto, al pari di tutti gli altri professionisti di ogni settore….qui sembra sempre che noi siamo degli hobbisti un po’ scapestrati, molto vanesi e senza una vera identità professionale… e vorrei fermarmi qui”.

In quali progetti la vedremo prossimamente?

“Sto per iniziare le riprese di una serie comica molto divertente targata sempre Rai Uno-Rai Fiction, e reciterò in un film in cui sarò la mamma di un attore che è stato Padrino qui a Venezia… di questi due progetti non posso dire di più al momento, mentre da ottobre sarò in scena al Teatro Nazionale Che Banca nello spettacolo MARY POPPINS, il Musical… ci vediamo lì?”.

di Francesca Monti

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