Milano Film Festival 2018: Bilancio e Palmarès

La 23esima edizione di Milano film Festival, guidata dal nuovo direttore artistico Gabriele Salvatores – in co-direzione con Alessandro Beretta (in direzione dal 2011), si è chiusa domenica 7 ottobre.
Il pubblico di questa edizione è cresciuto di circa il 30% rispetto al 2017 e le sale hanno registrato una media di occupazione dei posti dell’80%.

Le diverse location, Spazio Oberdan, Piccolo Teatro Studio Melato, Anteo Palazzo del cinema e BASE Milano, sono state molto frequentate. Il festival è tornato ad essere dentro le sale cinematografiche e anche all’aperto con la struttura in Piazza Venticinque Aprile, realizzata grazie al sostegno di Lavazza, che ha ospitato tutte le sere concerti e dj set. Durante i dieci giorni del festival la piazza non è stata solo un luogo di passaggio, ma è tornata a svolgere una funzione pubblica di ritrovo e incontro, anche grazie al design dello studio milanese dotdotdot + Paolo Simeone e Johannes Klein, con le sue panchine e le sedute che invitavano i passanti a fermarsi.

Milano Film Festival in primo luogo è attento nella ricerca di nuovi talenti, ribadendo così la caratteristica di un festival che pur sapendo riconoscere i propri Maestri, è all’appassionata ricerca di nuovi linguaggi. Il Concorso Internazionale Lungometraggi, che ammetteva la partecipazione alle sole opere prime e seconde prodotte dopo il 1 gennaio 2017, e quello Cortometraggi sono da sempre il cuore pulsante. Ricordiamo che gli 8 lungometraggie i 38 cortometraggi in concorso sono stati selezionati tra moltissimi titoli arrivati da tutto il mondo: circa 800 lungometraggi e 1200 cortometraggi.

Il pubblico milanese ha dimostrato di apprezzare l’occasione offerta dal festival di vedere su grande schermo film celebrati a livello internazionale che difficilmente avranno distribuzione in sala. E’ il caso di Climax di Gaspar Noé, qui in anteprima italiana, che ha riempito la sala in tutte le proiezioni, o di The world is yours di Romain Gavras, di cui è stata aggiunta una proiezione per rispondere alle molte richieste. Questi due titoli in particolare hanno attratto un pubblico di giovanissimi. Da segnalare anche U-22 July di Erik Poppe, un’altra anteprima italiana, approdato qui dopo il successo alla Berlinale, e quella dell’ultimo film di Jean-Luc Godard Le livre d’image, per chiudere con il doppio spettacolo di Roma di Alfonso Cuaròn, che ha registrato già nel pomeriggio di sabato il tutto esaurito.

My Screen, la sezione pensata per il pubblico dei teenager, è stata un successo. Invece di un post, o di una bacheca di un profilo social, l’appuntamento era in sala, di fronte al grande schermo, per vivere insieme un’esperienza. L’operazione ha funzionato, le sale erano piene, segno che davanti ad un’ apertura anche il pubblico dei più giovani partecipa e risponde con entusiasmo. I due influencer che sono stati chiamati a invitare i propri follower in sala sono Francesco Lettieri, che ha presentato come film a sorpresa Una vita difficile di Dino Risi, e Camihawke che ha scelto Pomodori verdi fritti alla fermata del treno di Jon Avnet.

Grande successo anche per la sezione Ultra Reality,  prodotta da Milano Film Festival, BASE Milano e Proxima Milano (Partner di Milano Film Festival), con il supporto di Gruppo CAP e Fastweb Digital Academy. Il pubblico ha partecipato riempiendo la sala a BASE Milano e anche la stampa ha riconosciuto l’alto livello della selezione internazionale proposta.

Sono andati molto bene anche gli eventi speciali, tra cui la proiezione di Grease in versione restaurata 4K e in odorama,  in collaborazione con Logic, brand di vaping del Gruppo JTI che ha caratterizzato una parte di Piazza XXV Aprile con varie attività di intrattenimento, da coppie di ballerini in stile rockabilly ad acconciature e trucco in tema anni ’50.

Milano Film Festival – una produzione di esterni – è realizzato con il supporto del Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con Lavazza, Main Partner, e CHILI, Digital Partner.

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PALMARÈS

Best Feature Film Award
Denmark
Kasper Rune Larsen
Motivazione:  “Per il coraggio della semplicità, la scrittura invisibile, la sincerità, il racconto di un amore senza romanticismo, perché sa parlare di sentimenti senza sentimentalismi. Infine, per l’ottima realizzazione del nulla, il premio del concorso internazionale lungometraggi va a Denmark di Kasper Rune Larsen”

Best Feature Film Award
Special Mention
The Third Wife
Ash Mayfair
Motivazione:  “Per la grazia e la delicatezza con cui è riuscita a parlarci di Libertà, pur avendo scelto di raccontarci il tragico destino delle spose bambine nella società rurale del Vietnam dell’800, educate a compiacere e a procreare in una condizione di ovattata , inscalfibile schiavitù la giuria conferisce una menzione speciale al film The Third Wife e alla regista Ash Mayfair”.

Best Short Film Award
Second Best
Alyssa McClelland
Motivazione:  “Spesso, soprattutto nei cortometraggi, si vedono delle scelte di stile molto spettacolari, che non sempre però si rivelano utili all’impianto narrativo.
In questo caso, invece, tutto è in funzione della storia: dalla regia, statica e grandangolare, alla scenografia, perfetta nel sottolineare in maniera ironica le grottesche contraddizioni interne al contesto familiare, fino alla recitazione e la sceneggiatura, volutamente semplice e costellata di esilaranti silenzi. Il premio del concorso internazionale cortometraggi va a Second Best di Alyssa McClelland.”

Best Short Film Award
Special Mention
Tungrus
Rishi Chandna
Motivazione: “Per l’originalità della storia, sicuramente. Ma non solo. Perché non basta immaginarsi una famiglia indiana alle prese con un gallo per essere divertenti. Questa è la folle idea alla base del cortometraggio, ma da premiare sono soprattutto i dialoghi, il montaggio, la scelta del mockumentary come struttura, spesso abusata ma in questo caso necessaria ed estremamente funzionale. La menzione speciale della giuria va a Tungrus di Rishi Chandna.”

Best Short Film Award
Special Mention
Aquathlon
Alexey Shabarov
Motivazione: “Per tanti motivi, per la regia, la scrittura e la direzione degli attori, sempre complicata con attori adolescenti, ma soprattutto per la capacità di raccontare senza alcuna retorica e in maniera originale, un tema inflazionato come quello del bullismo. La seconda menzione speciale della giuria va a Aquathlon di Alexey Shabarov.”

Aprile Award
Best Feature Film
LUZ
Tilman Singer
Motivazione: “Per l’altissima qualità della realizzazione tecnica (sorprendente in un film di diploma) unita a un’intelligente rivisitazione dei luoghi topici dell’horror. Per il carattere indipendente e non banalmente indie del film – iconoclasta ma mai pretenzioso – il premio Aprile per il miglior lungometraggio va a Luz di Tilman Singer.”

Aprile Award
Best Short Film
PALOOKAVILLE
Sem Bucman, Pim Algoed
Motivazione: “Una commedia che sa affrontare a ritmo di jazz le molte fragilità nascoste del mondo maschile, che raramente vengono sottolineate e che invece dovremmo sempre tenere in considerazione, oggi più che mai. Per il ritratto ironico e pungente di una situazione quanto mai attuale, la doppia crisi della mascolinità e della figura paterna, il premio Aprile per il concorso cortometraggi va a Palookaville di Sem Bucman, Pim Algoed.”

Audience Award
powered by Hot Corn
Best Feature Film
Thunder Road
Jim Cummings

Audience Award
powered by Hot Corn
Best Short Film
Tracing Addai
Esther Niemeier.

Staff Award
Hamama & Caluna
Andreas Muggli
Motivazione: “Al cortometraggio che ha saputo commuoverci portando con delicatezza sullo schermo l’amicizia inaspettata di due giovani rifugiati attraverso un intimo viaggio verso la libertà, consegniamo il premio dello staff al cortometraggio Hamama&Caluna di Andreas Muggli.”

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