Un tempo fuori dal tempo… Così FABRIZIO CONSOLI racconta l’emozionante tour in Russia, che si concluderà il 21 ottobre

Ci sono viaggi che lasciano il segno, incontri che aprono nuove porte, emozioni da descrivere con parole e suoni nuovi… Questo secondo tour di FABRIZIO CONSOLI in Russia si sta rivelando uno di quei viaggi in cui ci si perde e ci si ritrova…

Tante infatti le esperienze che resteranno nella memoria del cantautore, che con la sua preziosa combinazione di jazz, tango, ritmi sudamericani, ironia e cantautorato sta riuscendo a parlare al pubblico russo senza bisogno di traduttori o, come si dice ora, di una “mediazione linguistica e comunicazione interculturale”. Tant’è che nel suo concerto “più a nord”, all’Art Center di Pečenga, porto su un fiordo del Mar Glaciale Artico… “la gente era entusiasta. Tra l’altro sono stato il primo artista italiano a essere arrivato lassù! E mi è stato espressamente chiesto di ‘moderare’ il concerto in Italiano, perché nessuno aveva mai sentito parlare nella nostra lingua da loro!”

Un esempio di curiosità e apertura culturale che caratterizza il popolo russo più di altri, e che colpisce l’artista occidentale che si trova a incontrarlo. Un esempio evidente sono state le masterclass che Fabrizio Consoli ha tenuto in questi giorni: “Le Masterclass all’università di Kolomna e nei college of art sono state un successo oltre ogni mia aspettativa. Non avrei mai immaginato che ragazzi così giovani (abituati ad ascoltare ben altri generi) potessero provare un’empatia così entusiasmante rispetto al mio mondo sonoro… In queste occasioni i ragazzi, incredibilmente, riescono a rendermi sempre più di quanto io dia loro. Un esempio. Una delle domande, fra le molte di cui sono stato sommerso all’università di Kolomna, è stata la seguente: “Io scrivo canzoni, ma sembra difficile far sì che qualcuno se ne accorga; come superi la depressione che deriva dall’indifferenza che il mondo sembra avere rispetto a chi produce arte?” Che responsabilità e che ‘funambolismo’ rispondere a una domanda così, e rispondere da un’angolazione psicologica ma anche e soprattutto da un punto di vista in qualche modo ‘tecnico’…”

Prosegue quindi con stanchezza ma immenso entusiasmo questo viaggio di Fabrizio Consoli in uno scenario surreale per gli occhi italiani: “architetture sovietiche e città militari perse nel nulla della Tundra, graffiata da fiordi e laghi connessi tra loro e derivanti dal mar Artico. La luce bassa e fioca rende tutto ciò… un altro mondo, bellissimo e inquietante.”

Inquietante anche a causa della stranezza climatica di quest’ottobre temperato e senza neve… E queste sono le note dolenti, in un’ottica più universale del ‘sollievo’ soggettivo per un clima più favorevole ai tanti spostamenti del nostro viaggiatore…

Prosegue, dicevamo, dopo i concerti ‘importanti’ nei club moscoviti, nell’imponente Philarmonic Hall di Murmansk, nella nelle università e centri d’arte di Kolomna, Egorievsk e Iglinskij Rajon, nel remoto Prijutino dell’oblast di Leningrado, questo tour in formazione duo, accompagnato da Jacopo Mazza al pianoforte.

 

 

 

Ecco le prossime tappe:

 

18 Ottobre 2018         Saint Petersburg, JFC Club

19 Ottobre 2018        Pskov, club T.I.R.

20 Ottobre 2018         Saint Petersburg, JFC Club

21 Ottobre 2018         Saint Petersburg, Griboedov Club

 

 

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