SANREMO 2019 – Intervista con Motta, in gara con la canzone “Dov’è l’Italia”: “E’ la rappresentazione di un disincanto innamorato nei confronti del nostro Paese”

Motta prenderà parte alla 69a edizione del Festival di Sanremo con “Dov’è l’Italia”, brano scritto e composto interamente da lui, che uscirà su tutte le piattaforme digitali per Sugar subito dopo l’esibizione sul palco dell’Ariston, accompagnato da un video diretto da Alberto Molinari e Candido Torchio.

Motta è un cantautore originale che racconta il mondo che lo circonda attraverso i suoi occhi. Quello che fa in “Dov’è l’Italia”, una riflessione intima e personale sulla società di oggi che diventa universale raccontando quel senso di disorientamento che ognuno di noi vive e il timore che si possano perdere i principi di umanità e civiltà che dovrebbero costituire le fondamenta per una convivenza possibile.

MOTTA

credit foto Claudia Pajewski

Il cantautore toscano arriva da un 2018 eccezionale in cui ha vinto la Targa Tenco con il disco “Vivere o morire”, ha fatto un tour di successo e quattro concerti evento sold out insieme a “Les Filles des Illighadad”, gruppo femminile proveniente da un piccolo villaggio del Niger. Ora è pronto a portare la sua musica sul palco dell’Ariston.

Desideravo fortemente poter presentare al Festival della canzone italiana “Dov’è l’Italia”, il brano su cui ho lavorato di più nella mia vita. Non so dove stia andando l’Italia, non sono ancora riuscito a rispondermi, ma sento la responsabilità di esserci e non mi sento fuori contesto. Ho cantato su tanti palchi ma quello dell’Ariston è speciale, quindi c’è un po’ di ansia e una maggiore responsabilità. Ho sentito l’urgenza di scrivere questa canzone e di proporla a Sanremo. Ci sono stato per ritirare il Premio Tenco e per le prove con l’Orchestra, è stato emozionante“, ha raccontato Motta.

motta_dov'è l'italia_cover

Una canzone nata in viaggio:L’idea di questa canzone è nata durante un viaggio che ho fatto a Lampedusa dove ho conosciuto il capitano di un caicco che ha ispirato il testo. Di solito scrivo i brani quando torno da un viaggio, in questo caso invece l’ho composto quando ero lontano dall’Italia. Mi hanno ispirato sia Lampedusa che New York perchè quando vedi qualcosa che non vivi direttamente riesci ad avere una visione piu’ lucida. Ci sono dei parallelismi con Lampedusa e New York, in entrambe le città ho conosciuto persone straordinarie. Non c’è una sola interpretazione per questo pezzo, ho cercato di raccontare allo stesso tempo il mio disincanto, quello di mio padre, ma anche la speranza verso l’essere umano. E’ la rappresentazione di un disincanto innamorato nei confronti di un Paese che è malato perchè manca la civiltà, l’educazione, c’è la violenza, ma in cui voglio continuare a stare. C’è anche il tema dei migranti, ma in senso umano, non politico. E’ un Paese in cui manca il rispetto verso le idee altrui, in cui tutto viene strumentalizzato, è successo anche con le dichiarazioni di Baglioni. Il cantautorato deve dire la verità, deve trovare una sintesi per arrivare a descrivere quello che succede. All’inizio la ricerca verso il proprio essere è rivolta alla ricerca dei nemici, poi questi piano piano spariscono e rimani con la tua solitudine, quindi arriva il momento di uscire di casa, quello che sto vivendo adesso“.

Dov’è l’Italia è l’inizio di un nuovo disco che uscirà prossimamente:Non farò un repack di Vivere o morire. Ci sarà un progetto nuovo ma non so ancora la data di uscita”.

Abbiamo realizzato una video intervista con Motta, ecco cosa ci ha raccontato.

Quali sono le tue sensazioni a pochi giorni dal tuo primo Festival di Sanremo?

“Mi sento bene, sono sempre piu’ convinto della canzone e spero di essere all’altezza”.

Sul palco dell’Ariston porterai la canzone Dov’è l’Italia. Com’è nato questo pezzo?

“E’ nato attraverso dei viaggi che ho fatto e dall’urgenza di voler raccontare quello che vedo. Il fatto di conoscermi meglio mi ha portato anche a descrivere a modo mio quello che succede intorno”.

Arrivi da un anno di successo, in cui tra le altre cose hai fatto quattro concerti speciali con “Les Filles des Illighadad”. Che esperienza è stata?

“Una delle piu’ belle della mia vita, le ho conosciute a Berlino e una volta tornato in Italia ho chiesto di organizzare questo tour. Non sapevamo bene quello che saremmo andati a fare e quando ci siamo trovati in sala prova abbiamo capito che l’unica cosa che potevamo fare era metterci a suonare, dato che non parliamo la stessa lingua e io non conosco il francese. E’ stato meraviglioso e ho imparato un sacco di cose”.

Motta
credit foto Claudia Pajewski

Firmerai le musiche anche del film di Milena Cocozza “Letto numero 6″…

“Ci sto ancora lavorando, mi sta dando una mano il tastierista Leonardo Milani. E’ meraviglioso fare le colonne sonore. Ce la sto mettendo tutta, c’è la rilassatezza nel non dover scrivere il testo che è già scritto ma anche la responsabilità di coccolarlo con la musica. E’ un lavoro stimolante”.

Cosa puoi anticiparci riguardo il tour?

“Ci sarà un tour che partirà a fine maggio e saremo in giro per tutta l’estate. Ho tanta voglia di suonare. Ci vediamo su palchi”.

di Francesca Monti

 

 

 

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