L’incontro di giovedì 11 aprile – moderato da Fabrizia Centola, docente della Scuola – prenderà le mosse dalla visione di Ma l’amore c’entra?di Elisabetta Lodoli: un film che affronta il tema della violenza contro le donne nelle relazioni affettive ma a parlarne sono tre uomini in cerca di un cambiamento. Non sono arrivati a una violenza sanguinosa, di quelle di cui si parla tutti i giorni alla tv o sui giornali, ma le ferite per sé stessi e la famiglia sono state comunque molto gravi. Tre uomini normali, tre vite diverse ma legate da un problema comune, e che per questo si sono incrociate nel luogo dove tutti e tre hanno cercato aiuto: il centro LDV (Liberiamoci dalla Violenza) dell’USL di Modena.
Un viaggio durato per la regista, Elisabetta Lodoli, circa due anni: a raccogliere interviste e interviste tra gli ospiti del centro, ad ascoltare il percorso di quella “rabbia”, repressa, covata magari fin dall’infanzia, che poi esplode incontrollata proprio contro le persone che “si amano di più”.Scrive Elisabetta Lodoli: “L’idea del film è nata parlando con Annamaria Tagliavini, per molti anni direttrice della Biblioteca Italiana delle donne che mi suggeriva di fare un documentario sul tema della violenza di genere. La proposta non mi attraeva per niente, questione importante, senz’altro urgente, ma difficile da affrontare artisticamente. E poi c’era qualcosa che mi infastidiva: perché sempre noi donne a doverne parlare? Non era ora che ne parlassero gli uomini? (…). Nel centro LDV di Modena ho incontrato tre uomini che stavano portando a termine il loro percorso disponibili a farsi intervistare (…). A lavoro finito non so dire se posso più consideralo un documentario tradizionale. Per affrontare la sfida di un film in cui non potevo mostrare i protagonisti, ho lavorato su linguaggi e materiali visivi diversi che messi insieme hanno dato vita ai corpi, ai luoghi e alle storie dei tre protagonisti.”
Un viaggio durato per la regista, Elisabetta Lodoli, circa due anni: a raccogliere interviste e interviste tra gli ospiti del centro, ad ascoltare il percorso di quella “rabbia”, repressa, covata magari fin dall’infanzia, che poi esplode incontrollata proprio contro le persone che “si amano di più”.Scrive Elisabetta Lodoli: “L’idea del film è nata parlando con Annamaria Tagliavini, per molti anni direttrice della Biblioteca Italiana delle donne che mi suggeriva di fare un documentario sul tema della violenza di genere. La proposta non mi attraeva per niente, questione importante, senz’altro urgente, ma difficile da affrontare artisticamente. E poi c’era qualcosa che mi infastidiva: perché sempre noi donne a doverne parlare? Non era ora che ne parlassero gli uomini? (…). Nel centro LDV di Modena ho incontrato tre uomini che stavano portando a termine il loro percorso disponibili a farsi intervistare (…). A lavoro finito non so dire se posso più consideralo un documentario tradizionale. Per affrontare la sfida di un film in cui non potevo mostrare i protagonisti, ho lavorato su linguaggi e materiali visivi diversi che messi insieme hanno dato vita ai corpi, ai luoghi e alle storie dei tre protagonisti.”
Ma l’amore c’entra? è stato presentato in anteprima alla Festa internazionale del Cinema di Roma nel novembre 2017 e successivamente a diversi festival cinematografici in Italia e all’estero, tra cui ICFF Canada – Italian Contemporary Film Festival (Montreal); 1905 International Human Rights Film Festival (Hong Kong e Taipei); Festival Internazionale Sguardi Altrove (Milano).
MA L’AMORE C’ENTRA?
(Doc., Italia, 2017, 52’)
Regia di Elisabetta Lodoli
Da un’idea di Annamaria Tagliavini
Soggetto e sceneggiatura di Federica Iacobelli e Elisabetta LodoliUna produzione Maxman Coop – con la fondamentale collaborazione di Associazione Orlando – con la partecipazione di Marechiarofilm – HomeMovies Archivio Nazionale del Film di Famiglia – Aranciafilm – con la collaborazione non onerosa del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena- in collaborazione con Regione Emilia-Romagna – con il patrocinio di Comune di Modena- con il contributo di Cassa di Risparmio di Modena, Gruppo Unipol.La regista, Elisabetta Lodoli
Il suo amore per il cinema si consolida in percorso professionale dopo il Master in Regia cinematografica e televisiva al California Institute of the Arts di Los Angeles da cui si diploma col cortometraggio Off Season (1988) che si segnala al Festival Internzaionale di Torino (1988) e di Rotterdam (1989) e vince il Gabbiano d’Argento al Festival del cinema Italiano Indipendente di Bellaria (1989). Rientrata in Italia nel 1996 realizza il primo lungometraggio La Venere di Willendorf. Per RAI 1 dirige il tv movie Più leggero non basta con Giovanna Mezzogiorno e Stefano Accorsi e le serie tv Lui e Lei (2000) e Stiamo bene insieme (2002). Tra i suoi documentari si segnalano La pace a due voci (1992); Nirsansala, la Tranquilla (2002); PaperVision#1: CHIARA CARRER. Viaggio nell’illustrazione per bambini (2006); Nel 2013 Stolica (Sedia) sulla Bosnia 20 anni dopo la fine della guerra. Dal ritratto di Nirsansala ha sviluppato il suo primo romanzo per young-adults Questo mare non è il mio mare (Fabbri ed. 2007).
(Doc., Italia, 2017, 52’)
Regia di Elisabetta Lodoli
Da un’idea di Annamaria Tagliavini
Soggetto e sceneggiatura di Federica Iacobelli e Elisabetta LodoliUna produzione Maxman Coop – con la fondamentale collaborazione di Associazione Orlando – con la partecipazione di Marechiarofilm – HomeMovies Archivio Nazionale del Film di Famiglia – Aranciafilm – con la collaborazione non onerosa del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena- in collaborazione con Regione Emilia-Romagna – con il patrocinio di Comune di Modena- con il contributo di Cassa di Risparmio di Modena, Gruppo Unipol.La regista, Elisabetta Lodoli
Il suo amore per il cinema si consolida in percorso professionale dopo il Master in Regia cinematografica e televisiva al California Institute of the Arts di Los Angeles da cui si diploma col cortometraggio Off Season (1988) che si segnala al Festival Internzaionale di Torino (1988) e di Rotterdam (1989) e vince il Gabbiano d’Argento al Festival del cinema Italiano Indipendente di Bellaria (1989). Rientrata in Italia nel 1996 realizza il primo lungometraggio La Venere di Willendorf. Per RAI 1 dirige il tv movie Più leggero non basta con Giovanna Mezzogiorno e Stefano Accorsi e le serie tv Lui e Lei (2000) e Stiamo bene insieme (2002). Tra i suoi documentari si segnalano La pace a due voci (1992); Nirsansala, la Tranquilla (2002); PaperVision#1: CHIARA CARRER. Viaggio nell’illustrazione per bambini (2006); Nel 2013 Stolica (Sedia) sulla Bosnia 20 anni dopo la fine della guerra. Dal ritratto di Nirsansala ha sviluppato il suo primo romanzo per young-adults Questo mare non è il mio mare (Fabbri ed. 2007).
