Alla vigilia del match amichevole contro l’Irlanda in programma martedì 9 aprile alle 18,30 allo Stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia, abbiamo realizzato un’intervista con Milena Bertolini, ct della Nazionale femminile dall’agosto 2017, dopo una brillante carriera come calciatrice e allenatrice di club, che ha riportato l’Italia ai Mondiali venti anni dopo l’ultima partecipazione.
Con lei abbiamo parlato non solo della rassegna iridata che prenderà il via in Francia a giugno ma anche dei grandi passi in avanti fatti dal calcio femminile (grazie a Francesca Vitullo).
Mancano due mesi all’inizio dei Mondiali di Francia. Che indicazioni ha tratto da questa serie di amichevoli in cui l’Italia ha collezionato una striscia di risultati positivi e dalla Cyprus Cup chiusa al secondo posto?
“Ho tratto indicazioni molto positive, stiamo facendo crescere tutte le giocatrici. Le ragazze hanno sempre fatto buone partite, hanno messo tanto entusiasmo e qualità, approcciandosi ad ogni sfida come se fosse una finale. Questi test sono importanti perchè mi permettono di capire quali potranno essere le 23 giocatrici da portare al Mondiale”.
Ha già un’idea della rosa?
“Stiamo lavorando su una rosa di circa 30 giocatrici, da lì usciranno le 23 azzurre che convocherò per la rassegna iridata”.
L’Italia torna a disputare i Mondiali dopo 20 anni. Con quali obiettivi andrete in Francia?
“Il girone in cui è stata inserita l’Italia è impegnativo, Australia e Brasile sono due squadre molto forti e la Giamaica è dotata di grande fisicità. Noi ci stiamo preparando nel migliore dei modi. L’obiettivo piu’ concreto è provare a passare il turno, ma il sogno che punteremo a realizzare è vincere il Mondiale”.
Era presente al match della Serie A femminile Juventus-Fiorentina che si è disputato all’Allianz Stadium davanti a 40.000 spettatori. Che emozione è stata?
“E’ stata una grande emozione, soprattutto per chi come me e le mie colleghe veniva da anni in cui giocavamo davanti a pochissimi spettatori. Vedere l’Allianz Stadium con 40.000 persone a seguire una partita di calcio femminile ci ha ripagato di tutti i sacrifici fatti negli anni passati, quelli un po’ piu’ bui. L’accelerazione che ha portato al cambiamento è avvenuta quando la Federazione ha obbligato le società maschili ad avere una squadra femminile giovanile. Sassuolo, Fiorentina e Juventus sono state le prime che hanno deciso di avere una formazione femminile anche in Serie A”.
Oggi in Italia c’è finalmente un maggiore interesse, anche da parte dei media, nei confronti del calcio femminile. Cosa manca per fare il definitivo salto di qualità e superare quei pregiudizi che ancora esistono?
“Mancano i numeri, bisogna aumentare la base, adesso siamo 23-24 mila tesserate, dobbiamo arrivare a 100-200 mila come negli altri paesi. Quando cominci ad avere tante bambine che giocano a calcio insieme ai maschi è chiaro che la percezione cambia e cadono anche i pregiudizi”.
di Francesca Monti
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