Dal al Roberto Andò rilegge La tempesta di Shakespeare attraverso il fluire, grandiosamente malinconico, della mente di Prospero. Per il ruolo del protagonista sceglie Renato Carpentieri, «un attore che è giunto all’essenza del suo grandissimo talento», affiancato da un cast di eccellenti interpreti del teatro italiano.
Roberto Andò cominciò a nutrire il desiderio di allestire La tempesta di Shakespeare quando si accingeva a girare il film Il manoscritto del principe, dedicato a Tomasi di Lampedusa, intuendo un filo sottile a collegare Prospero e Don Fabrizio Salina, protagonista de Il gattopardo.
«Leggevo – spiega – quel che lo stesso Lampedusa aveva scritto della Tempesta per raccontarla ai suoi allievi. Ne parlava come di un ultimo slancio dell’immaginazione, da Shakespeare affidato a un brio indiavolato. La tempesta appartiene a quel florilegio di opere accomunate dalla tardività, attraverso cui autori molto diversi tra loro hanno espresso in forma drammatica il proprio rapporto col mondo e col tempo. Ma nel capolavoro di Shakespeare tutto sembra conciliato – non a caso si tratta di una favola – e l’autore vi trasfonde uno spirito nuovo, di riconciliazione e serenità ».
Nel ruolo di Prospero Renato Carpentieri «un attore – continua il regista – che è giunto all’essenza del suo grandissimo talento ».
