Si intitola “Transition” il nuovo album del rapper romano Marco Donisi, in arte Blayk, uscito venerdì 10 maggio per N.I.C. United, la neonata etichetta della Nazionale Italiana Cantanti, pensata per dar spazio a giovani artisti di talento e distribuita da Believe Digital.
Quello di BLAYK è un viaggio introspettivo in tredici tracce, il racconto in musica delle fasi di transizione di un artista che cambia pelle e lotta per conquistare i propri spazi senza cadere nella trappola del convenzionale. che qui il mondo non si muove/ Se il movimento non parte da dentro/ Si muore non combattendo. Questo fa BLAYK nel suo percorso, usa la sua dirompente delicatezza per comunicare la rivoluzione interiore.
“Trama”; “Intro”; “Transition”; “In Autostop”; “Le sorriderò (nonostante tutto)” feat. Fedy; “Cicatrici”; “Passo e chiudo / Rap Samuray freestyle”; “Tutto o niente”; “Astratto” feat. Twice; “Fino a perderci”; “Non sa amare”; “Non siamo solo questo” feat. Fedy; “Outro” sono i titoli delle canzoni che sintetizzano i concept del disco.
Tredici brani scritti con l’anima, fedeli e coerenti con i pensieri e i sentimenti dell’autore, per una completa immersione nel mondo di Blayk e delle problematiche di una generazione divisa tra speranza e disincanto, ambizioni e delusioni, alla ricerca della propria strada.

Marco, è uscito il tuo nuovo disco “Transition” pubblicato dall’etichetta N.I.C. United. Com’è nata questa collaborazione?
“E’ nata per caso, mi trovavo a Pietrelcina dove ero andato a vedere una partita della Nazionale Cantanti, sono sceso a bordo campo e stavo chiacchierando con gli artisti, finchè è arrivato il direttore generale Gianluca Pecchini e mentre parlavamo mi ha chiesto di fargli ascoltare qualche mio brano. Così gli ho inviato una mail con alcuni miei pezzi, lui li ha fatti sentire al direttore artistico Paolo Vallesi che ha apprezzato e quindi mi sono proposto con un lavoro già completo e loro mi hanno dato una mano nella distribuzione e nella promozione”.
E’ un disco che racconta le fasi di transizione di un artista che cambia pelle e cerca di conquistarsi uno spazio nel mondo musicale senza arrendersi, inseguendo i propri sogni…
“Io ho iniziato a scrivere questo disco un anno e mezzo fa quando nella mia vita quotidiana c’era qualcosa che non andava ma non riuscivo a capire quale fosse il mio malessere. La routine, i ritmi forsennati, mi hanno portato a non essere soddisfatto di quello che facevo e ho iniziato a trascurare la musica. Poi ho sentito il bisogno di tornare a scrivere per esprimermi e ho cominciato senza basi, senza riferimenti, quindi ho contattato qualche amico che in passato mi ha aiutato a fare musica e con il tempo e le sperimentazioni sia a livello sonoro che trattando tematiche inusuali per i rapper, ho voluto fare qualcosa di diverso, di innovativo, in cui possano rispecchiarsi le persone che vivono una vita di cui non sono soddisfatte ma che sono costrette ad accettare per sopravvivere”.
In un mondo musicale in cui si tende spesso all’omologazione vai in controtendenza scegliendo invece di diversificarti…
“C’è la voglia di uscire dall’ordinario e da questi schemi che ci impone la società. Come canto in un brano “il mondo non si muove se il movimento non parte da dentro”, il cambiamento parte principalmente da noi e deve portare a qualcosa di positivo solo che la società non ci agevola e quindi spesso accade che le persone si deprimano e non riescano a uscirne. Io racconto questo, è come se fosse un monito per dire state attenti a come vi ponete nei confronti del mondo, perchè poi è anche una questione di energie. La mia musica penso possa essere un esempio per qualcuno che vuole essere quello che desidera ma è prigioniero della società, è un modo per spronare la gente a muoversi e a inseguire i sogni”.
Qual è la traccia del disco a cui sei piu’ legato?
“La traccia numero 3, Transition, che ha dato il titolo al disco, è la prima che ho scritto e registrato e ha un significato particolare perchè racchiude tutto quello che provavo in quel momento in cui ho deciso di tornare a scrivere”.
Ascoltando “Transition” si ha la sensazione di entrare in un film con trama, intro e le altre tracce che vanno a raccontare storie diverse. Ti piacerebbe scrivere una colonna sonora per il cinema?
“Mi piacerebbe molto scrivere una colonna sonora ma anche realizzare un corto da attore. Per ora però penso ad affermarmi nella musica, poi si vedrà”.
Nel disco ci sono due featuring, con Twice e Fedy…
“Twice è un rapper di Torino, è un emergente molto promettente, ci siamo conosciuti quattro anni fa al Tour Music fest, dopo aver fatto entrambi uno stage al Cet di Mogol ed è scattata subito un’intesa. Essendo un album molto introspettivo ed intimo l’ho chiamato perchè lo stimo a livello artistico ma anche come persona. Fedy è la mia ragazza, il suo vero nome è Federica, in questo percorso mi è stata vicina e ho voluto darle un riconoscimento facendola partecipare al disco”.
Hai dei live in programma?
“Ho un live a Belluno in occasione della Partita del Cuore della Nazionale Cantanti che si giocherà il 18 maggio e poi probabilmente farò qualche data in Sardegna dove ho una casa essendo mia nonna di origine sarda”.
Parlando della Nazionale Cantanti, sei un appassionato di calcio e ti piacerebbe giocare con gli altri artisti?
“Sono appassionato di calcio, tifo Roma ma ultimamente mi sono un po’ distaccato perchè questo sport è diventato soprattutto business, ma la passione c’è sempre. Se la Nazionale Cantanti dovesse convocarmi in futuro sarò a disposizione per giocare”.
di Francesca Monti
