Papa Francesco è arrivato in Madagascar, nella capitale Antananarivo, seconda tappa del suo viaggio apostolico in Africa e ha voluto lanciare un appello importante ai leader mondiali per la salvaguardia dell’ambiente, piantando simbolicamente un piccolo baobab sperando che possa crescere e non essere distrutta come avvenuto per milioni di alberi bruciati per fare spazio alle colture intensive, mettendo a rischio la sopravvivenza di tante specie animali autoctone a partire dai lemuri.
Il Pontefice, da sempre molto sensibile alle questioni ambientali tanto da aver dedicato a questo tema anche l’enciclica Laudato Sì, ha detto: “La vostra bella isola del Madagascar è ricca di biodiversità vegetale e animale, ma questa ricchezza è minacciata dalla deforestazione a vantaggio di pochi e questo compromette il futuro del Paese e della Terra. Le foreste rimaste sono distrutte dagli incendi, dal bracconaggio, la biodiversità vegetale e animale è a rischio a causa del contrabbando e delle esportazioni illegali. E’ importante creare occupazioni e attività che possano generare reddito ma che siano rispettose dell’ambiente e aiutino le persone ad uscire dalla povertà”.
