VENEZIA76: Intervista con Bonifacio Angius, regista del corto “Destino” fuori concorso alla 34a Settimana Internazionale della Critica: “Il cinema è quasi un esorcismo delle mie paure”

Il film “Destino” di Bonifacio Angius è stato presentato fuori concorso, in prima mondiale, alla 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia all’interno della 34a Settimana Internazionale della Critica.

Il regista sassarese, reduce dal recente successo del suo secondo lungometraggio Ovunque proteggimi, ha portato a Venezia il corto Destino, di cui ha curato regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio e produzione, e in cui ricopre anche il ruolo di attore protagonista, come un vero artigiano, nel solco della migliore tradizione del cinema italiano. Al suo fianco Marta Pintus, Andrea Carboni, Teresa Soro e Orlando Angius.

“Dopo molti anni ho voluto riprovare l’esperienza di fare cinema con lo spirito di quando avevo vent’anni”, dichiara il regista sassarese, “In questo film è stato fondamentale l’apporto collaborativo dei miei studenti ed ex studenti del corso cinematografia che tengo ormai da tre anni presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari Mario Sironi”.

La storia di Destino si sviluppa in una giornata ordinaria di un uomo senza qualità che nel succedersi degli eventi si misura con il senso di vuoto, la forza della superstizione, i sentimenti dell’angoscia e della paura in una dimensione dall’intensità quasi ancestrale, in cui troverà le conferme che stava cercando da tempo.

Il cortometraggio, realizzato con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, è prodotto da Il Monello Film, coprodotto da Sayonara Film e ha come distributore nazionale ed internazionale Elefant Film.

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Bonifacio, questa è la sua prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia. Ci racconta le sue emozioni? 

“E’ una bella sensazione, una grande emozione e felicità arrivare qui con un film la cui gestazione è stata senza travaglio”.

Com’è nata l’idea di questo corto?

“E’ nata da un racconto che avevo in mente già da un po’ di tempo, anch’io come il protagonista, anche se non ci credo molto, mi sono sottoposto una volta alla medicina dell’occhio e mi sono state dette le stesse cose che compaiono nel film. Inoltre tengo un corso di cinematografia all’Accademia di Belle Arti di Sassari Mario Sironi e ho utilizzato questo soggetto come lezione di sceneggiatura e come laboratorio per mostrare il mio metodo di lavorazione agli studenti che hanno fatto parte della troupe, e poi ho aggiunto delle caratteristiche di me stesso, come negli altri film, raccontando questo vuoto che poi in realtà è pieno, perchè il vuoto nasconde sempre l’angoscia, la paura del domani. Anche in questo caso si lega molto alla superstizione, perchè per me il cinema è quasi un esorcismo delle mie paure, quindi questo film, seppur breve fa un discorso simile a quello che ho affrontato nei lungometraggi”.

Una paura del domani che il protagonista alla fine riesce a superare andando a cercare le conferme necessarie…

“Secondo me la vita è come una storia d’amore, se hai paura che la storia non sbocci non sboccerà. Anche io nella vita ho le stesse conferme che il personaggio del film cerca, sono uno specialista nel dire quello che penso e quindi anche nel mettermi nei casini”.

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Quali sono i suoi riferimenti cinematografici?

“Ce ne sono tanti, sono amante del cinema fin da bambino, ho amato Fellini de La strada, Lo sceicco bianco, I vitelloni, Le notti di Cabiria e poi John Cassavetes, che era anche interprete dei suoi film. Il mio amore per il cinema è nato prima come appassionato e poi come attore attraverso una scuola di recitazione. In realtà non ho mai smesso di recitare anche se ora faccio il regista, infatti dirigo gli attori recitando prima la scena per mostrare loro come deve essere fatta e sperando che la interpretino meglio di me”.

Nei suoi film, da Perfidia a Ovunque proteggimi, la musica ha sempre rivestito un ruolo importante, mentre in “Destino” è meno preponderante…

“In questo caso la musica è minimale rispetto agli altri film anche perchè essendo un corto ho preferito inserire solo suoni elettronici, campionature da me realizzate, lasciandola in disparte per dare piu’ rilevanza al racconto stesso”.

A quali progetti sta lavorando?

“Sto lavorando a due progetti, uno è un film che racconta un’epopea famigliare che parte dagli anni ’50 e arriva fino ai giorni nostri, affrontando vicende che possono capitare a ciascuno di noi. E’ un film molto snello, rapido, per il pubblico, seppur tragico, in cui interpreterò un ruolo importante. Recitare in Destino  è stato un per me un allenamento in vista di questo nuovo progetto”.

di Francesca Monti

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