Il thriller The Burnt Orange Heresy diretto da Giuseppe Capotondi (La doppia ora) è il film di chiusura, fuori concorso, della 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel cast troviamo Claes Bang, Elizabeth Debicki, Mick Jagger, Donald Sutherland.
Il mondo dell’arte e quello della malavita si scontrano nel thriller neo-noir The Burnt Orange Heresy, ambientato nell’Italia odierna. Il carismatico critico d’arte James Figueras (Claes Bang) seduce l’affascinante turista Berenice Hollis (Elizabeth Debicki). I due nuovi innamorati raggiungono la lussuosa proprietà sul Lago di Como del potente collezionista d’arte Cassidy (Mick Jagger). Questi rivela di essere il mecenate dello schivo Jerome Debney (Donald Sutherland), una sorta di J.D. Salinger del mondo dell’arte, e avanza ai due una strana richiesta: rubare a qualsiasi costo uno dei capolavori di Debney dallo studio dell’artista. Ma appena la coppia inizia a conoscere il leggendario Debney, comprende che nulla di quel personaggio e della loro missione è ciò che sembra.
Attesissimo al Lido, Mick Jagger in conferenza stampa, ha dichiarato: “Si tratta sempre di una performance, sia cantare su un palco sia recitare sul grande schermo sono entrambe, ma uno è live, l’altro non lo è. Quando sei sul set usi una parte diversa della tua sensibilità. Il dovere di un artista è indossare più maschere per non rivelare se stesso. Il mio personaggio è molto affascinante in un film che è alla ricerca della verità“, ha detto il leader dei Rolling Stones che ha poi espresso il proprio supporto agli ambientalisti dei comitati “No grandi navi” che fin dall’alba hanno occupato il red carpet davanti al Palazzo del Cinema: “Sono felice che lo facciano, sono quelli che erediteranno il pianeta. Negli Usa i controlli ambientali che avrebbero aiutato a proteggere il clima sono stati annullati dall’ultima amministrazione. Sono felice che le persone vogliano manifestare ed esprimo loro il mio supporto“.
Queste le parole del regista Giuseppe Capotondi: “Mi piace che in questo film si parli di verità, un tema molto importante oggi. Trovo affascinante esaminare il modo in cui la mente umana si relaziona alla verità”.
Donald Sutherland interpreta Jerome Debney: “Questa sceneggiatura mi ha sedotto: il mio personaggio è davvero affascinante, è qualcuno che si rende conto che ha bisogno di lavorare per se stesso, vuole dipingere senza dipingere“.
di Francesca Monti
credit foto La Biennale
