VENEZIA76: Intervista con Riccardo Biadene, direttore artistico della rassegna Isola Edipo e presidente della Kama Productions

Alla Mostra del Cinema di Venezia, a bordo della Edipo Re, la barca a vela che fu del pittore Zigaina e dell’amico Pier Paolo Pasolini, è andata in scena Isola Edipo, una rassegna di cinema, eventi culturali e artistici ispirati ai principi della cooperazione sociale, del rispetto dell’ambiente, della persona e della sostenibilità.

Caratteristiche principali di Isola Edipo sono la connessione con i territori e la totale indipendenza e autosufficienza economica: è infatti il Social Food Festival, diretto da Sibylle Righetti e Enrico Vianello, fondatori della Edipo Re s.r.l. sociale, in collaborazione tra gli altri con Coldiretti e Agrichef, a costituire l’anima di questa avventura attraverso la creazione di un circuito imprenditoriale virtuoso capace di mettere in relazione, attraverso la filosofia del contratto di rete, il mondo cooperativo della piccola produzione eno-agro-alimentare a chilometro etico di tutto il paese, con il mondo internazionale del cinema dando vita non solo a un luogo inclusivo ma a una vera e propria filosofia pratica.

Promossa dalla Edipo Re e Res-Int con MYmovies, con il patrocinio della Regione Veneto, del Comune di Venezia e dell’Università degli Studi di Padova, realizzata in collaborazione con Kama Productions, sotto la direzione artistica di Silvia Jop e Riccardo Biadene, Isola Edipo per il secondo anno è stata presente alla Mostra del Cinema con un un premio ufficiale collaterale: il Premio per l’Inclusione Edipo Re, conferito a BOŻE CIAŁO/CORPUS CHRISTI di Jan Komasa, da una giuria di tre figure rappresentative di uno sguardo culturale e artistico di grande valore: l’attrice Ottavia Piccolo, il regista Giuseppe Piccioni e il reporter Giuliano Battiston.

Il premio consiste nella distribuzione del film premiato in 5 sale in 5 città italiane (Roma, Venezia, Palermo, Milano e Firenze), oppure, in presenza di una distribuzione italiana del film già definita, in un pacchetto comunicazione di accompagnamento dell’opera in sala in Italia targato MYmovies. Il film premiato inoltre verrà proiettato ad ottobre, in collaborazione con il Fondaco dei Tedeschi di Venezia – nuova istituzione sul territorio veneto, dal respiro internazionale e recentemente restaurato dall’architetto Rem Koolhaas – nella rassegna “Contaminazioni Culturali”, alla presenza del regista.

La programmazione dell’edizione 2019 è stata inoltre caratterizzata da una collaborazione ampia con le Giornate Degli Autori, mossa dal desiderio di creare un vero e proprio ponte di eventi capaci di tenere una linea di tensione costante tra territorio e altrove, attraverso la programmazione di appuntamenti, corti e mediometraggi dedicati all’indagine del rapporto tra cinema e arti e al cinema d’autore restaurato.

Appuntamento centrale del calendario è stato il conferimento del Premio per l’Inclusione Edipo Re alla carriera, realizzato con il sostegno e la collaborazione delle Giornate Degli Autori,  alla regista tedesca Margarethe Von Trotta.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Riccardo Biadene, direttore artistico di Isola Edipo e presidente della Kama Productions che ha portato a Venezia76 due corti: Il Prigioniero e “Parola chiave: Mambor”.

teolo con Paolo_IL PRIGIONIERO

Riccardo, avete presentato a Venezia76 due progetti molto interessanti prodotti da Kama Productions. Iniziamo da Il Prigioniero…

“Sono due progetti molto diversi, curati da Kama Productions. Il prigioniero è un corto che è stato selezionato dalle Giornate degli Autori e con nostra grande gioia verrà riproiettato sabato 7 settembre alle 21,30 sia al cinema Rossini di Venezia che al cinema Img di Mestre ed è stato inoltre selezionato per Venezia a Roma, con proiezione al Cinema Farnese domenica 15 settembre alle 21,30 e venerdì 20 settembre alle 20. Questo è un passo importante per Kama Productions perchè abbiamo in qualche modo confermato la serietà del lavoro fatto nei precedenti progetti rispondente al desiderio di avere le attività produttive incentrate nel Veneto, utilizzando una troupe del territorio. Per Il Prigioniero infatti abbiamo alla regia Federico Olivetti, regista padovano affermato in Italia e all’estero chiamato alla sua decima prova da autore di cortometraggio, sono state utilizzate maestranze venete e le riprese sono state effettuate in una cantina di Padova, ma anche in altri luoghi della città e sui Colli Euganei. Inoltre sono stati scelti artisti di grande livello, accolti con calore alle Giornate degli Autori, da Paolo Musio, rinomato attore di teatro alla prima performance cinematografica, a Sabrina Impacciatore, meravigliosa interprete, a Franco Lamera, noto in ambito teatrale. Presentare Il Prigioniero a Venezia76, all’Excelsior, è stata un’esperienza straordinaria così come poterlo offrire al vivace e vitale pubblico dell’Isola Edipo”.

E poi c’è “Parola chiave: Mambor”…

“Di “Parola Chiave: Mambor” se n’è parlato non solo in Veneto ma su scala nazionale. Il film è uno sguardo intimo e inedito sulle opere e la biografia di Renato Mambor, artista della Scuola romana di Piazza del Popolo, che si svela nella sua interezza e nella sua singolarità. Essendo il ritratto realizzato da Gianna Mazzini molto intenso abbiamo pensato di restituire quell’intensità raddoppiandola, giocando su alcune parole chiave, tenendo per buono il concetto di autenticità, interrogando alcune figure che hanno scelto di mettersi in gioco come l’attore Fabrizio Gifuni a Roma, lo scrittore Emanuele Trevi a Milano, il musicista Andrea Satta a Palermo e il poeta Stefano Dal Bianco a Firenze, creando momenti di incontro in cui dialogano con Mambor, parlando nel contempo di se stessi. L’appuntamento di Venezia è stato il momento conclusivo condiviso dai quattro artisti che hanno creato una performance bellissima”.

edipo

Lei è anche direttore artistico della rassegna “Isola Edipo” che ha riscosso un grane apprezzamento da parte del pubblico…

“Con la rassegna Isola Edipo siamo riusciti a dare vita a un’offerta variegata e di spessore selezionando dodici splendide opere in base ad un criterio legato allo sguardo inclusivo anche dal punto di vista dei linguaggi impiegati. La giuria di quest’anno era composta da Ottavia Piccolo, Giuseppe Piccioni e Giuliano Battiston. E’ stato inoltre conferito il Premio per l’Inclusione Edipo Re alla carriera, realizzato con il sostegno e la collaborazione delle Giornate Degli Autori, alla regista tedesca Margarethe Von Trotta, cui è stato offerto anche un itinerario esperienziale nel cuore della laguna di Venezia a bordo della Edipo Re. La grande regista è stata omaggiata inoltre con la proiezione di due suoi celebri film, Rosenstrasse e Hannah Arendt”.

A quali progetti sta lavorando?

“Tra i progetti a cui stiamo lavorando c’è la realizzazione del lungometraggio de Il Prigioniero, stiamo cercando di finire una sceneggiatura portata avanti da tempo con il cambiamento dell’intreccio della storia, incentrata sul tema dell’obbedienza, sul conflitto con le istituzioni. L’ottima fotografia di Nicola Cattani restituisce al film dei toni legati al cinema non realistico per parlare di temi attuali. L’intenzione è di mantenere il nucleo centrale di questo lavoro e sviluppare il progetto sul territorio veneto, con le maestranze locali, sperando di avere il supporto della Film Commission”.

di Francesca Monti

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