Tante stelle azzurre hanno illuminato l’incontro “Donne di sport 2” organizzato da Il Sole 24 Ore e dedicato allo sport al femminile. Dichiarazioni e foto della serata

Lunedì 28 ottobre a Milano nella sede de Il Sole 24 Ore si è tenuta una serata speciale  dedicata allo sport al femminile, nell’ambito dell’iniziativa Donne di Sport 2, che ha portato anche alla pubblicazione da parte di AlleyOop di un e-book in cui vengono raccontate le storie di alcune donne vincenti dello sport italiano.

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La serata, moderata da Monica D’Ascenzo, si è aperta con la premiazione di Simone Barlaam, campione di nuoto paralimpico che al momento vanta sette titoli iridati e quattro europei, cui è stato consegnato il premio “Proud of you”: “I recenti Mondiali di Londra mi hanno regalato emozioni bellissime, salire poi sul podio con Federico Morlacchi, conquistando l’oro con lo stesso tempo, è stato incredibile, è la prima volta che accadeva un risultato simile”, ha detto il nuotatore azzurro.

Sul palco è poi salito per il saluto istituzionale il direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini seguito da Alessandro Benetton, Presidente della Fondazione Cortina 2021, che ha dichiarato: “Ciascuno di noi quando è piccolo impara le cose attraverso l’emulazione. Il mondo dello sport è uno spaccato straordinario per questo tipo di comunicazione di valori ed è importante avere atlete di questo calibro che portano in alto il tricolore nel mondo e ci rendono orgogliosi.  Spesso ci dimentichiamo che senza i giovani non c’è futuro. Le Olimpiadi 2026 e prima ancora i Mondiali di sci di Cortina 2021 saranno due eventi straordinari per l’Italia. Si può vincere solo se si fa gioco di squadra”.

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La prima rounde table dedicata agli sport individuali e intitolata “La forza dei numeri primi” ha visto protagoniste quattro eccellenze dello sport italiano quali l’arbitro di rugby Maria Beatrice Benvenuti, Arjola Trimi (nuoto paralimpico), Ayomide Folorunso ed Eleonora Giorgi (atletica leggera).

La prima a raccontare la sua esperienza è stata Maria Beatrice Benvenuti: “Stando in campo ho imparato una cosa: rispetta e sarai rispettato, sii autorevole ma mai autoritario. Non devo paragonarmi a un uomo, sono un arbitro prima di tutto e sono lì per arbitrare e far giocare due squadre. Ero l’unico arbitro donna italiana di rugby ai Giochi di Rio 2016, è stata una grande responsabilità e un grande onore. L’Olimpiade è un sogno per ogni sportivo”.

Quindi ha preso la parola Ayomide Folorunso: “Io corro i 400 ostacoli, prima di cominciare la gara cerco di non pensare dove sono, contro chi sto gareggiando, ma di concentrarmi sul percorso, dopo aver saltato il primo ostacolo è tutto in discesa, bisogna solo distribuire bene le energie. Nella gara di Napoli ad esempio dovevo difendere il titolo e le avversarie erano agguerrite, al terzo ostacolo ho sentito nella mia testa la voce del mio allenatore che diceva di accelerare, l’ho fatto e ho vinto. L’obiettivo ora è andare ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 con il coltello tra i denti cercando di fare del mio meglio e di lottare per un grande risultato”.

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Eleonora Giorgi, medaglia di bronzo nella marcia 50 km ai recenti Mondiali di Doha, ha detto: “E’ stata un’avventura e l’ho vissuta come un’impresa. Prima della gara mondiale a Doha pregavo di sopravvivere perchè c’erano 30 gradi e l’80% di umidità. Durante la corsa sono stata male e ho avuto delle crisi ma ho cercato di gestire le forze e non ho mollato finchè ho tagliato il traguardo”.

Arjola Trimi, campionessa di nuoto paralimpico, campionessa mondiale ed europea, argento a Rio 2016, ha spiegato come si è avvicinata allo sport: “In acqua sto bene e questo si riflette nei risultati. Ho sempre fatto sport, anche a livello agonistico, poi nel 2012 ho scoperto di avere una brutta malattia e il nuoto è stato un’ancora a cui aggrapparmi. Stando in acqua capivo le reazioni del mio corpo e così ho deciso di dedicarmi a questa disciplina, unendo l’utile al dilettevole. Io vado oltre la malattia, lavoro in banca, nuoto, faccio quello che mi va”.

Quindi è stata la volta della seconda tavola rotonda dedicata agli sport di squadra dal titolo “Let’s make it happen, girls” che ha visto protagoniste aaltre sei eccellenze azzurre quali Nausicaa Dell’Orto, capitano della Nazionale di football americano, Manuela Furlan, capitana della nazionale di rugby, Ilaria Galbusera capitana della Nazionale volley sorde, Marta Gasparotto (softball) Serena Ortolani (pallavolo) e Ilaria Panzera (basket Under 18).

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Nausicaa Dell’Orto ha raccontato il suo approccio al football americano: “Quando ho iniziato a praticare questo sport le ragazze non giocavano al football americano. Ci allenavamo al Sempione perchè avevamo chiesto di poter formare una squadra femminile ma essendo visto come uno sport prettamente maschile non era stata presa in considerazione questa idea. Poi col passare del tempo sono nate diverse squadre. Ho scelto il football americano perchè mi piace menare gli altri, in campo ovviamente (scherza). Lo sport mi ha dato la forza per inseguire i miei sogni e lottare contro le paure”.

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Manuela Furlan, capitana dell’Italrugby, ha dichiarato: “Abbiamo conseguito risultati importanti ma c’è ancora tanta strada da fare, il bacino da cui attingere gli atleti è ampio e l’obiettivo è alzare il trofeo mondiale. Quando l’allenatore mi ha chiesto se volessi diventare la capitana della squadra ho tentennato, non sapevo se accettare o meno, poi ha prevalso l’orgoglio di rappresentare l’Italia e cercare di essere un buon esempio”.

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Ilaria Galbusera è la capitana della Nazionale di volley sorde che ha conquistato l’oro europeo: “Siamo diventate famose grazie a un video sui social in cui cantavamo l’inno nel linguaggio dei segni dopo la finale del 2017 in cui abbiamo vinto l’argento alle Olimpiadi dei Sordi di Samsun. La conquista dell’oro europeo nel 2019 ha fatto sì che il nostro movimento silenzioso potesse crescere, diventare finalmente visibile e iniziare a fare rumore. Da sette anni mi occupo del sociale, ogni anno organizziamo campus per bambini con l’obiettivo di farli divertire ma anche di integrare bimbi udenti e non udenti. Lo sport è un mezzo potentissimo per raggiungere questo obiettivo”.

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Marta Gasparotto, catcher e interno della Nazionale di softball, Campione d’Europa e qualificata per i Giochi Olimpici di Tokyo, titolare del Bussolengo campione d’Italia, ha detto: “La vittoria all’Europeo ci ha dato una carica incredibile e la forza per battere l’Olanda e qualificarci ai Giochi di Tokyo 2020. Saremo sei squadre a lottare per il titolo olimpico, le piu’ forti sono Stati Uniti e Giappone, noi punteremo come minimo al bronzo. Il softball è uno sport che ti insegna ad essere forte mentalmente, a non abbattersi dopo una sconfitta ma a restare concentrati sui propri obiettivi”.

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Serena Ortolani, schiacciatrice e opposto nella ProVictoria Monza, ha raccontato: “Sono entrata in Nazionale a 17 anni e ho vinto subito l’argento all’Europeo, poi ho fatto anche tanta panchina ma ogni volta che si indossa la maglia azzurra è un’emozione magica. L’attuale Italvolley femminile è composta da giovani di grande talento, l’allenatore lo conosco bene (Davide Mazzanti è suo marito, ndr) ed è in gamba, sono sicura che ci regaleranno tante soddisfazioni. Per quanto riguarda i miei obiettivi con il club, vogliamo provare a vincere tutto”.

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Infine la giovanissima Ilaria Panzera, stella della Nazionale di basket Under 18: “Spero di entrare a far parte della Nazionale maggiore, giocare al fianco di grandi campionesse è uno stimolo a far sempre meglio. Purtroppo l’Italia non si è qualificata per i Giochi di Tokyo 2020, quindi l’obiettivo è tornare ad alti livelli il prima possibile. Essendo giovane gioco con spensieratezza e cerco anche di divertirmi in campo”.

La serata si è conclusa con l’incontro dedicato al calcio femminile “Svolta Mondiale, il calcio entra nel futuro” cui hanno preso parte Cristiana Girelli (attaccante della Juventus e della Nazionale) e Laura Fusetti (difensore del Milan e della Nazionale).

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Laura Fusetti ha raccontato le emozioni vissute al Mondiale di Francia 2019 e gli obiettivi stagionali con la squadra rossonera: “Il calcio è stato il mio primo grande amore e sono felice di aver potuto seguire questa passione. La vittoria piu’ grande che l’Italia femminile ha ottenuto dopo i Mondiali è stata far vedere che il nostro calcio non è brutto come spesso è stato definito. Arrivare al Mondiale e vedere gli spalti pieni di tifosi è stato bellissimo, io ero in panchina ma immaginavo quanta emozione stessero provando le mie compagne che scendevano in campo. Essere un modello per tante giovani calciatrici è una responsabilità, dobbiamo fare del nostro meglio per trasmettere valori positivi. Due anni fa quando sono arrivata al Milan e dovevo scegliere il numero di maglia ho detto che avrei voluto il 6 o il 16. Poi ho scoperto che per usare il 6 serviva il permesso di Franco Baresi perchè quel numero era stato ritirato, per fortuna me l’ha concesso. Baresi è stato una bandiera del Milan ed è motivo di orgoglio per me indossare questa maglia. La Juventus è forte ma cercheremo di fare del nostro meglio e di lottare fino alla fine per lo scudetto”.

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Cristiana Girelli, fresca vincitrice con la Juventus della Supercoppa Italiana femminile e capocannoniere della Serie A, ha dichiarato: “Segnare tre reti in una partita del Mondiale è un sogno, è qualcosa di impensabile. Quelli contro la Giamaica sono stati gol anche fortunosi ma la fortuna a volte aiuta. L’esperienza iridata è stata bellissima e ci ha permesso di abbattere molti pregiudizi che c’erano nei confronti del calcio femminile. In due anni il movimento calcistico italiano è cresciuto molto anche grazie a club come Juventus, Milan, Roma, Fiorentina che mettono a disposizione capitali e possibilità per allenarci e migliorarci. Il calcio è da sempre la mia passione, sono juventina e il mio idolo è Alessandro Del Piero. Quando durante i Mondiali mi hanno fatto arrivare un suo video in cui mi salutava e faceva i complimenti è stata una bella emozione. Alle ragazze che vogliono giocare a calcio consiglio di inseguire i loro sogni e ascoltare il loro cuore, perchè nessuno potrà mai dirvi che non potere fare una cosa o che il calcio è solo per maschi”.

di Francesca Monti

credit foto FM

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