Intervista con Iaia Forte, tra le interpreti di “Vivi e lascia vivere”: “La serie racconta l’opportunità di rilanciarsi in un nuovo modo dopo un periodo difficile”

Giovedì 23 aprile su Rai 1 prende il via la nuova serie “Vivi e lascia vivere”, un light drama ambientato a Napoli e diretto da Pappi Corsicato, che vede tra le interpreti Iaia Forte, attrice solare e poliedrica, che dà il volto a Marilu’, una cantante che per un evento tragico ha interrotto la sua carriera e si trova in difficoltà economiche, ma grazie a sua cognata Laura (Elena Sofia Ricci) darà una svolta positiva alla sua vita.

In questa piacevole chiacchierata Iaia Forte ci ha parlato di “Vivi e lascia vivere”, ma anche degli incontri artistici piu’ importanti della sua carriera e del sogno di interpretare un personaggio della tragedia greca, come Cassandra o Clitemnestra.

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Iaia, in “Vivi e lascia vivere” interpreta Marilu’. Può presentarci il suo personaggio?

“Marilu’ è la cognata di Laura, faceva la cantante e per un evento tragico ha interrotto la sua carriera trovandosi in una situazione di grande difficoltà economica, tanto che cerca di arrangiarsi come può portando a spasso i cani. Grazie all’iniziativa di Laura che decide di aprire uno street food modificherà la sua esistenza proiettandola verso una prospettiva migliore”.

Come si è trovata sul set di questa serie?

“Penso sia interessante che una serie in onda su Rai 1 metta al centro della storia donne mature, con canoni diversi da quelli che spesso le fiction utilizzano. E’ stata una bellissima esperienza di lavoro non solo perchè ho recitato diverse volte al cinema in film diretti da Pappi Corsicato e c’è un legame particolare, privilegiato con lui, ma anche per l’incontro straordinario artisticamente e umanamente con attrici quali Elena Sofia Ricci, Bianca Nappi, Teresa Saponangelo, Orsetta De Rossi. Spesso si dice che le donne quando lavorano insieme sono un disastro, non è affatto così. Come accade nella serie l’unione fa la forza e rappresenta per ognuna un’occasione di rinascita”.

C’è qualche caratteristica di Marilu’ in cui si rivede?

“Cerco sempre di interrogare i personaggi anche rispetto a quello che sono io, sicuramente le alternanze di umore mi appartengono ma ho una natura piu’ solare e propositiva rispetto a Marilu’. Adoro il fatto che sia una cantante perchè anche a me sarebbe piaciuto esserlo”.

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“Vivi e lascia vivere” racconta una storia di rinascita e cambiamento, temi molto attuali. Che funziona pensa possa avere in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo?

“Secondo me è una serie che è perfetta per questi tempi tragici, se pensi che in cinese l’ideogramma crisi si legge in un duplice modo, come crisi ma anche come opportunità, questo periodo può rappresentare anche una possibilità per ripensare ad alcune cose. La serie incarna l’opportunità di rilanciarsi in un modo nuovo, attraverso crisi profonde che ognuna di noi vive in forma diversa. Questa tragedia che stiamo vivendo magari servirà per diminuire i consumi, per amare di piu’ la Terra, per rispettare la natura. Se dovesse accadere questo periodo così complicato avrà avuto un senso ancora piu’ profondo”.

C’è stato nel corso della sua carriera un incontro o un evento che ha cambiato in meglio la sua vita?

“Ho avuto la grande fortuna di fare grandi incontri a teatro, con personaggi come Toni Servillo, Carlo Cecchi, Luca Ronconi, Federico Tiezzi, che mi hanno dato modo di ripensare non solo al mio modo di essere attrice ma anche ai miei affetti. Leggere Proust è stata un’altra occasione di cambiamento, di crescita. Quindi sia gli incontri umani che quelli letterari permettono di vedere te stessa, la tua vita, gli obiettivi in maniera diversa”.

La serie è ambientata a Napoli, la sua città…

“Vivo a Roma da trenta anni e poter rimanere a Napoli per tutto questo tempo è stato stupendo, la città è in gran forma ultimamente. Forse non vivendoci mi è sembrata piena di energia, con un’identità così definita e poi è bello ritrovare da adulti un luogo che costituisce la tua radice. E’ passato tanto tempo da quando ci vivevo e si torna con un piacere enorme, è come andare a trovare la propria nonna, la propria madre, è un modo per ricongiungersi con una parte di te”.

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A quali progetti stava lavorando prima dello stop per la pandemia?

“Prima della pandemia ero sul set del film di Martone “Qui rido io” con Toni Servillo che racconta la vita di Eduardo Scarpetta, poi ho girato un film di Vito Zagarrio sull’editoria, e “Oltre il confine”, diretto da un regista esordiente leccese che si chiama Alessandro Valenti, in cui io e Nicola Rignanese siamo gli unici adulti insieme a tanti bambini africani. Non è un film prettamente politico ma è scritto e girato con una grande sensibilità. Ha come tema la diversità e il disagio che provano questi bambini nel vivere in una terra che non è la loro. E’ un film poetico che ho amato molto interpretare”.

Lei è anche regista, c’è un personaggio o un’opera che le piacerebbe portare in scena?

“Ce ne sono tantissimi ma devo dire che mi sono tolta anche parecchie soddisfazioni, nel senso che ho interpretato un uomo nello spettacolo di Sorrentino “Hanno tutti ragione”, ma anche regine, suore. Mi piacerebbe molto fare un personaggio della tragedia greca, come Cassandra, Clitemnestra, perchè adoro i classici”.

Quale futuro pensa possano avere il cinema e il teatro dopo la pandemia?

“Credo che noi saremo l’ultima categoria a tornare al lavoro ma mi piacerebbe mettere l’accento non solo sulla riorganizzazione economica ma anche su quella delle energie creative, che nel teatro sono molto spente. Bisogna invece approfittare di questa crisi per ritornare alle radici necessarie del fare teatro e cinema, nel senso che gli spettacoli non devono essere solo prodotti che aiutano l’evasione ma che mettano anche la necessità creativa al centro”.

Come sta trascorrendo queste giornate?

“A me non dispiace questa pausa perchè facendo teatro e film sto pochissimo a casa, quindi questa sospensione della socialità è un’opportunità per avere un rapporto piu’ profondo con se stessi. In questi giorni ho pulito casa, dipinto pareti, poi sto leggendo libri per i quali finora non ho avuto tempo, come “Limonov” e “Il regno” di Emmanuel Carrère, uno scrittore che mi ha conquistato, e Jung che mi aveva sempre incuriosita. Poi ho visto le tre stagioni della serie molto shakesperiana “The Crown” sulla Regina Elisabetta, che è interpretata da attori bravissimi”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

 

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