Lo spettacolo “Il padre” di Florian Zeller, con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere, in prima tv su Rai5 sabato 2 maggio alle 21.15

Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere raccontano con ironia, delicatezza e intelligenza lo spaesamento di un uomo affetto da Alzheimer, la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Rai Cultura propone in prima visione la drammaturgia di Florian Zeller, “Il padre”, con la regia di Piero Maccarinelli, in onda sabato 2 maggio alle 21.15 su Rai5 (canale 23). Andrea (Alessandro Haber) è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Sua figlia Anna (Lucrezia Lante Della Rovere), che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporre al padre di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. Con grande abilità l’autore fa vivere empaticamente le contraddizioni in cui il protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, coinvolge emotivamente il pubblico in questo percorso dolorosamente poetico.

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