Intervista con i Fantastic Fiatella: “Daje Corazon è un invito a lasciarsi andare verso una nuova esplorazione di luoghi, emozioni, ritmi e conoscenze”

“Daje Corazon” è il nuovo, travolgente singolo dei Fantastic Fiatella, disponibile su tutte le piattaforme digitali per astralmusic.

Il duo romano, composto da Emi Zapata e Luca Hunter, torna con un brano che non farà smettere un attimo di ballare. “Daje Corazon”, prodotta da Max Dedo, è una cumbia contemporanea in lingua italo-spagnolo-romanesca che rende omaggio alle latin band d’oltreoceano. Le travolgenti performance dei Fantastic Fiatella sono caratterizzate da danze scatenate e una grande ricchezza di ritmi in cui la potenza sonora e vibrante della musica passa attraverso i fiati, i cori e le suggestioni di uno stravagante dj/vocalist.

Ad accompagnare il singolo, il videoclip d’animazione realizzato da Pollister Animation, da un’idea di Andrea Gianfelice e Alessandra Pierozzi: un racconto scanzonato e assurdo di una giornata qualunque che diventa metafora dell’eterna lotta tra il male e il bene. Protagonisti improbabili di questa giornata due malcapitati antieroi che si ritrovano ad affrontare vicende, più o meno surreali, anch’esse metafora infinita di una visione del mondo che costringe all’idea dell’altro come male.

Abbiamo realizzato un’intervista con i Fantastic Fiatella per parlare di Daje Corazon ma anche dei prossimi progetti.

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E’ uscito il vostro nuovo singolo “Daje Corazon”, un brano allegro, estivo, in lingua italo-spagnolo-romanesca. Com’è nato?

“Aprile 2019: eravamo di ritorno dagli USA dove abbiamo visitato cinque stati on the road, percorso km lungo le rive del Mississippi sino a New Orleans. Abbiamo avuto dei problemi burocratici per il rientro che ci hanno fatto fare una leggera deviazione per Bogotà (Colombia). Di lì la scoperta del loro genere musicale più importante e folkloristico, la Cumbia. È subito scattato l’amore. Rientrati a Roma colmi delle esperienze appena vissute abbiamo voluto ricordare così questo viaggio, come i tattoos fatti a NOLA (New Orleans – Lousiana è così che viene chiamata negli States), realizzando un pezzo che voleva essere un incitamento a lasciarsi andare verso una nuova esplorazione di luoghi, emozioni, ritmi e conoscenze”.

La canzone è accompagnata da un videoclip d’animazione incentrato sulla metafora dell’eterna lotta tra il male e il bene. Cosa ci raccontate a riguardo?

“Il videoclip è un racconto scanzonato e assurdo di una giornata qualunque che diviene metafora dell’eterna lotta tra il male e il bene. Protagonisti improbabili di questa giornata sono due malcapitati antieroi che si ritrovano ad affrontare vicende, più o meno surreali, anch’esse metafora infinita di una visione del mondo che costringe all’idea dell’altro come male. I due si lanciano in questa crociata contro la brutalità di certa cultura che viene farsescamente rappresentata e ridotta ad operetta semantica. La fuga della donna, guida e salvatrice, la leggerezza del brano nonché l’uso degli ottoni, strumento principe, rappresentano sia un inno che una chiamata all’azione in cui i nostri antieroi diventano protagonisti e testimoni dell’evidenza che tutto può trasformarsi e che in tutto e tutti c’è del buono. Attraverso delle mentine magiche, in un mondo costellato di distorsioni, la bufferia diventa l’unica arma contro il dramma: così avidi e scaltri politici vengono trasformati in asceti, vampiri in uomini comuni, un mostriciattolo di sabbia in un bimbo sorridente. Il diavolo, metafora e strumento di un nemico astratto e ineluttabile, diviene emblema dell’assurdo contro cui i nostri eroi non hanno soluzioni. Infine come in apertura del video, sconfitti ma speranzosi, come spesso capita nella vita dell’uomo comune, i nostri antieroi, come in un gioco di specchi, si trovano loro malgrado ad essere i nuovi protagonisti di una migrazione involontaria”.

Durante il lockdown avete invece lanciato il brano “Er ballo della Quarantena” che ha riscosso un grande successo…

“Un pezzo estemporaneo che parlava esclusivamente di quel momento storico e che ci ha resi molto contenti del successo riscosso: ad essere sinceri non ci aspettavamo una risposta così. Ne approfittiamo per ringraziare tutte le persone che hanno partecipato attivamente alla realizzazione del video”.

Quanto le esperienze a Cuba e a New Orleans hanno influenzato la vostra musica?

“Moltissimo, come tutto del resto: quando suoniamo, quando facciamo musica, quando scriviamo testi, raccontiamo storie di vita vissuta, la nostra, e quindi come ogni esperienza che ci portiamo dentro, la stessa ci segue ovunque, sul palco, dietro un microfono, dentro un taccuino degli appunti e così è stato per quel magnifico periodo in cui abbiamo avuto l’onore di poterci esprimere musicalmente in due luoghi culto per noi. Nola poi, con la sua magia ed il suo funky delle MarchBand, è stata la pietra miliare che ha canalizzato la nostra musica verso quello che è oggi. Ci è stata di ispirazione, ascoltando i rumori di quelle strade anche nel cercare di creare un linguaggio nuovo che fondesse varie lingue del mondo, da qui l’idea della lingua Italo-spagnola-portoghese-romanesca”.

Come si è formato il vostro duo?

“Ci siamo conosciuti suonando in un gruppo di musica popolare del nordest del Brasile. È scattato immediatamente un feeling fantastico, poi col passare del tempo trovando sempre più connessioni positive abbiamo deciso di suonare insieme la “nostra” musica. Da lì è nata la necessità di trovare il nostro linguaggio musicale che nasce proprio da quei ritmi ma che fonde dentro di sé tutte le nostre esperienze”.

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“Daje Corazon” farà parte di un disco?

“È il nostro sogno! Ci stiamo già lavorando con grande entusiasmo! Chissà.. forse in questo momento ci staranno leggendo il nostro magnifico produttore Max Dedo e quel bellissimo uomo, nonché nostro editore, cioè Giordano Tittarelli (incrociamo le dita)!”.

Quali sono i vostri progetti per questa insolita estate?

“Ci piacerebbe svegliarci domani con una Breaking News che ci racconti la fine di questo maledetto virus con il ritorno alla normalità per tutti e per noi e con il ritorno ai concerti dal vivo senza restrizioni! Ci piacerebbe molto poter ritrovare il contatto con il pubblico e quell’empatia che ci spinge a creare la nostra musica”.

di Francesca Monti

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