GIORNATE DEGLI AUTORI 2020: All’Isola degli Autori Elisa Fuksas presenta ISOLA

Elisa Fuksas, regista e scrittrice, presenta alle Giornate degli Autori il suo ultimo film iSOLA nella sezione Notti Veneziane – L’Isola degli Autori, realizzata in collaborazione con Isola Edipo. Nel contesto del dramma collettivo del lockdown della scorsa primavera, l’autrice documenta riflessioni ed immagini che raccontano, con dolente ironia, la scoperta di avere un tumore, un fatto privato – quasi un tabù – che diventa il pretesto per raccontarsi a se stessa e al mondo. Il film, in programma il prossimo 4 settembre, ha anche un prequel nel libro Ama e fai quello che vuoi in uscita il 3 settembre. Edito da Marsilio, è il terzo romanzo dell’autrice nel quale lei stessa – una donna di 37 anni – stimolata dalla proposta di matrimonio del suo fidanzato, scopre la fede e decide di battezzarsi. Film e libro insieme sono dei viaggi – uno letterario e uno cinematografico – “da se stessa a se stessa”. 

“Il racconto è la mia salvezza” dice la regista mentre, in un flusso di coscienza pieno di vita e privo di pudore, parla della ricerca di se stessi, d’amore, di morte e di “quei momenti in cui non credevo davvero che la morte mi riguardasse.” 

iSOLA, tra un video selfie e il telefono che a volte non sta fermo, è un’autobiografia sincera e spiazzante in cui il volto della regista ricorre in quasi tutte le inquadrature mentre racconta la scoperta della malattia e il modo di affrontarla, proprio quando tutto il mondo è costretto dentro casa dalla pandemia e lei è tenuta ad uscire per curarsi per “la città senza città”. Accompagnata dal suo cane Stella e dalle immagini catturate col cellulare che rendono l’immediatezza del racconto, il settimo documentario della regista romana, non nasce come un film ma come un antidoto alla paura e alla solitudine. 

“Il contesto del lockdown di cui sentiamo ancora il peso”, dice Gaia Furrer, responsabile artistica delle Giornate degli Autori, “porta lo spettatore a empatizzare con la protagonista di questa storia tanto personale da essere universale. Chi non ha vissuto la malattia sulla propria pelle l’ha osservata attraverso la sofferenza di persone care che l’hanno patita. Elisa dimostra in questo film un coraggio spiazzante: svelarsi così è un atto di grande forza, un’analisi che non tiene conto di stilismi perché interessata all’urgenza del raccontare, quel processo necessario per la sopravvivenza.” 

“La forza nuda di quest’opera”, continua Silvia Jop, responsabile artistica di Isola Edipo, co-curatrice della sezione, “costituisce uno degli elementi caratterizzanti del tipo di sguardo che siamo interessate a mettere a valore con questa selezione. Dobbiamo fare incetta di lavori come questo, capaci di raccontare la realtà scavalcando la necessità di una performance che negli ultimi anni ha letteralmente saturato il nostro immaginario.”

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