A Speciale Tg1 “Un uomo giusto”, dedicato al giudice Rosario Livatino

Trenta anni fa l’omicidio mafioso del giudice Rosario Livatino. Assassinato a 38 anni da quattro giovani killer, il 21 settembre 1990 sulla statale per Agrigento, Rosario Livatino doveva decidere, proprio quel giorno, in Tribunale alcune misure di prevenzione che pregiudicavano gli interessi mafiosi.
A “Speciale Tg1” di domenica 20 settembre, alle 23.40 su Rai1, Maria Grazia Mazzola ripercorre le inchieste del magistrato e i momenti cruciali di dodici anni in toga. Documenti e testimonianze svelano fatti inediti: Livatino indagava e collaborava a stretto contatto con il giudice Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che aveva assunto come punti di riferimento costanti, circostanza sconosciuta fino ad oggi. Livatino era consapevole del difficile contesto nazionale nel quale indagava. In Sicilia erano gli anni della mattanza mafiosa: osteggiato nell’ambiente del Palazzo di Giustizia di Agrigento, non si arrese mai e non si fece fermare, come testimoniano i suoi appunti nelle agende conservate ancora oggi. Considerato servo di Dio dalla Chiesa cattolica e prossimo alla beatificazione, il giudice Rosario Livatino riteneva l’accertamento della verità un dovere costituzionale ed evangelico nello stesso tempo.
Nel 1978, anno del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro, Rosario Livatino entra in magistratura: prima con ruolo inquirente e poi come giudice del Tribunale delle misure di prevenzione. Mette in crisi quella zona grigia di interessi complici della mafia, dalla politica corrotta, alla massoneria, ai colletti bianchi, fino ad arrivare agli intrecci tra la mafia di Agrigento e i suoi legami internazionali. A Livatino e ai pochissimi colleghi che indagarono con lui, si deve nel 1987 il primo maxiprocesso contro le cosche agrigentine, con centinaia di anni di carcere ai boss fino ad allora ritenuti intoccabili. Livatino insedia il primo nucleo di polizia giudiziaria presso la procura di Agrigento. Il processo sull’omicidio del giudice Livatino si concluse con l’ergastolo ostativo per il gruppo di fuoco e per i mandanti, tutti riconducibili alla Stidda che in quegli anni era in guerra con Cosa Nostra. In realtà con l’omicidio Livatino, la Stidda saldò gli interessi di tutte le mafie. A Speciale TG1 le interviste a Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, al professore Nando Dalla Chiesa autore del libro “Il giudice ragazzino”, al Fondatore e Presidente di Libera don Luigi Ciotti, al postulatore della fase diocesana della causa di canonizzazione don Giuseppe Livatino, ai magistrati Ottavio Sferlazza e Salvatore Cardinale e al Direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato Francesco Messina.

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