La Sardegna nel nuovo videoclip di Patrizia Cirulli “Il mare immenso”

Patrizia Cirulli rilegge Bungaro. In uscita il 15 ottobre il videoclip de “Il mare immenso”, canzone già contenuta nell’album “Sanremo d’Autore”(Egea Music, 2018).

Nella versione intensa e minimale della cantautrice milanese il brano si carica di accenti inediti.

La vocalità profonda ed irradiante di Cirulli sembra aprire una breccia nei possibili e consentirci, oltre l’apparenza, un attraversamento intimo e fortemente autentico, tra le maglie di un sentimento universale.

“Ho deciso di interpretare questo brano- spiega Patrizia Cirulli- realizzandone una versione acustica, più vicina al mio sentire e alla mia modalità interpretativa. C’è una bellissima frase nella canzone: “È troppo tempo che non si fa più l’amore”.  Personalmente, lo interpreto non solo come un rimando al corpo e alla sessualità, ma ad una necessità di “essere” nell’amore, di essere nella passione della vita.  La passione può essere una delle chiavi per poter riabbracciare il “nostro” mare immenso, la nostra parte più profonda. Anche la malinconia o la mancanza che segue la fine di un sentimento, se abbracciata e accolta, può diventare punto di partenza per nuove possibilità”.

La chitarra è suonata da Massimo Germini (storico chitarrista di Roberto Vecchioni) e la produzione artistica è di Lele Battista.

Il video, per la regia del sassarese Gianpaolo Stangoni, è stato girato in Sardegna, tra la zona di Costa Paradiso (che affascinò tra gli altri, negli anni, Francis Ford Coppola e Michelangelo Antonioni) e l’Argentiera.

Nel video compare anche il longboarder italiano Marco “Bonga” Pistidda: classe 1982, Best LongBoard Rider 2017, membro della nazionale italiana ai Mondiali di Surf Portogallo 2008, nonché modello e volto di importanti campagne pubblicitarie.

“Per il videoclip de “Il Mare Immenso”- racconta il regista Gianpaolo Stangoni- Patrizia ed io ci siamo confrontati per capire come tradurre in immagini l’atmosfera che la canzone, nella sua particolare rilettura, suggeriva.   Alla fine ci siamo fatti guidare dall’elemento chiave; il Mare.  Sicuramente un lavoro basato sulla rievocazione riflessiva, trasformativa ed emozionale di un rapporto passato. A prevalere è un senso di nostalgia, bagnato dalla luce del tramonto, da sempre metafora della conclusione, ma anche promessa di una nuova alba”.

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