Intervista con Giulia che ci presenta il nuovo singolo “Prescindere da te”: “Ogni persona all’interno di una relazione deve mantenere una sua individualità e non mettersi da parte per favorire l’altro”

“Prescindere da te” è il nuovo singolo di Giulia, prodotto dal Maestro Luca Chiaravalli per l’Etichetta Discografica Dischi dei Sognatori di Marco Rettani, distribuita da Artist First.

L’artista arriva dal grande successo di Mon Amour, col quale ha scalato le classifiche radiofoniche dell’estate ed è in rotazione nelle principali radio d’Oltralpe con la versione francese.

La protagonista di “Prescindere da te” è una donna forte e indipendente che sa esattamente chi è e quale sia il suo posto nel mondo. Giulia, che oggi è felicemente fidanzata, è consapevole di come nella vita di coppia sia importante conservare la propria individualità perché, come dice Khalil Gibran “La quercia e il cipresso non crescono l’uno all’ombra dell’altro”.

Il video che accompagna la canzone, la cui regia è di Mauro Russo, è ambientato in una stanza che diventa il simbolo ideale della convivenza di una coppia, dove la protagonista sfoga la sua rabbia distruggendo gli oggetti della loro quotidianità, testimoni di un amore ormai finito.

In questa piacevole chiacchierata Giulia ci ha parlato del suo nuovo singolo, del sogno di tornare al Festival di Sanremo da sola, del desiderio di collaborare con Tiziano Ferro, e ci ha regalato anche un ricordo del Maestro Gigi Proietti.

01 GIULIA

Giulia, è uscito il tuo nuovo singolo “Prescindere da te”. Ci racconti com’è nato?

“Nasce dal desiderio di voler lanciare un messaggio, come mi piace fare quando pubblico un brano. Volevo rivolgermi al mondo femminile in particolare, che è quello che sento a me più vicino e che nel mio piccolo voglio aiutare. Purtroppo viviamo ancora in una società in cui si giustifica la dipendenza della figura femminile da quella maschile, io non sono per niente d’accordo e ritengo che ogni persona all’interno della relazione, sia di sesso maschile o femminile, debba mantenere una sua individualità e non debba mettersi da parte per favorire l’altro. Credo sia importante mantenere ferme le proprie passioni, le attitudini e tutto ciò che rientrava nella propria sfera individuale prima di iniziare un rapporto di coppia. Questo discorso vale a tutti i livelli, anche nelle piccole cose. E’ un urlo per dire: non voglio prescindere da te, esisto anche se non ci sei tu, ho una mia identità”.

Attraverso questo brano lanci un messaggio a tutte le donne che vivono la fine di un amore. La necessità che hai sentito nell’affrontare questo tema è legato anche a una tua esperienza personale?

“Non è una canzone autobiografica ma è quello che direi a me stessa nel caso in cui terminassi una storia d’amore ed è il principio che regge la mia relazione, in cui ognuno non si annulla a causa dell’altro, perché deve essere un arricchimento e non una rinuncia, anche se è inevitabile che in una coppia si arrivi a trovare degli equilibri e magari anche dei compromessi”.

Il brano è accompagnato da un video diretto da Mauro Russo, in cui la protagonista distrugge tutti gli oggetti della quotidianità della coppia, testimoni del loro amore ormai finito…

“Quella è una metafora che mi ha aiutato a tirare fuori Mauro, che è un regista bravissimo, per dire di non tenersi niente dentro. Infatti c’è questo contrasto tra l’inizio del video in cui sono triste, malinconica, amareggiata e poi a un certo punto prendo in mano la situazione e comincio a rompere gli oggetti della casa. E’ una reazione positiva al fatto di aver terminato una storia ma comunque di voler ripartire da me, annullando tutto ciò che ricorda l’altra persona e ricominciando a vivere”.

Il precedente singolo “Mon Amour” ha riscontrato un grandissimo successo ed è stato acquisito anche dal mercato francese…

“E’ avvenuto tutto in maniera naturale e siamo rimasti sorpresi perché nessuno aveva pensato ad un mercato straniero. Il destino a volte gioca le sue carte e fa le cose al posto tuo. Un discografico francese era in vacanza in Italia quest’estate, ha acceso la radio, ha sentito Mon Amour e il ritornello in francese l’ha incuriosito. Vedendo un potenziale nella canzone ha contattato il mio discografico. Successivamente ho tradotto la mia parte dall’italiano al francese. Devo fare un plauso alla radio perché oggi si dà importanza principalmente allo streaming invece è tuttora il mezzo principale per diffondere la musica perché la ascoltano grandi e piccini. Mon Amour sta scalando le classifiche francesi nei maggiori network e per me è una soddisfazione immensa”.

Quando la situazione a livello globale sarà migliore ti piacerebbe presentare il brano in Francia?

“Magari, sarebbe davvero stupendo poter presentare “Mon Amour” in Francia”.

Come vedi il futuro della musica?

“Sono felice che continui a uscire nuova musica, certo è che al pubblico e a noi artisti manca moltissimo il live, incontrare le persone, i fan, il contatto vero e proprio. Quando vai a fare gli incontri dal vivo, quando canti sul palco i brani e vedi le persone sotto il palco entusiaste, quello è il valore aggiunto di chi fa questo mestiere. A me è dispiaciuto non poter presentare dal vivo quest’estate Mon Amour, sarebbe stato bellissimo vedere le persone cantare quel brano visto anche il successo che ha riscosso. Detto ciò dobbiamo rimboccarci le maniche. Tanti artisti stanno pensando di portare in streaming ciò che avrebbero fatto live, non sarà la stessa cosa ma in questo momento meglio qualcosa di nulla. Se si può aiutare l’industria musicale in questo modo perché no? Il mio pensiero va agli operatori dei live, a chi si occupava della parte tecnica, per loro questo momento è un dramma e mi auguro che abbiano i sussidi adeguati da parte dello Stato”.

Un sogno nel cassetto…

“Tornare al Festival di Sanremo, mi sono presentata per l’edizione 2021 perché a differenza degli anni passati credo di avere dei prodotti validi. Ora dipenderà dal direttore artistico. Per me sarebbe un sogno poter calcare di nuovo quel palco, stavolta da sola”.

Un artista con cui ti piacerebbe collaborare…

“C’è un artista che amo alla follia: Tiziano Ferro. Lo stimo da sempre, è stato suo il primo concerto che ho visto da adolescente, quando iniziavo a vivere le emozioni del live. Tiziano è un artista prezioso, in grado di usare le parole come un pittore utilizza un pennello, ha un’umanità rara. Ho visto anche il suo documentario, “Ferro”, e mi ha colpita molto”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Sto continuando a lavorare sulla parte musicale che voglio portare avanti a prescindere da Sanremo. In questo momento con le restrizioni vigenti è complicato anche andare in studio e scrivere pezzi ma sono fiduciosa di poterlo fare non appena sarà possibile”.

Hai prestato la voce nel cantato ad una principessa moderna nel film “Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria” disponibile su Netflix. Che esperienza è stata?

“E’ stato bellissimo, ho iniziato con il doppiaggio a 9 anni, l’ho ritrovato da poco ed è un mondo che mi affascina perché entri in una dimensione magica e soprattutto in questo momento penso ce ne sia bisogno. Sono contenta di aver letto dei riscontri positivi sul film, è stato bello cantare la canzone Volo via e dar voce alla protagonista Fei Fei”.

Nel 2015 hai preso parte a “Tale e Quale Show” e tra i giudici c’era Gigi Proietti. Ti va di regalarci un ricordo del grande Maestro?

“Ho un ricordo straordinario, quando ho interpretato Edith Piaf ero terrorizzata perché c’era in giuria un attore del suo calibro. Avevo 21 anni ed era una responsabilità grande. Sapevo che se non fossi riuscita a fare un buon lavoro avrei fatto una brutta figura davanti a lui. Invece ricordo che dei tre giudici è stato quello che più si è sbracciato. Gigi aveva questo modo di giudicare tipico del suo stile, serio ma comico, usava dire “po” e mi disse: “per te questa volta non un solo “po” ma cinque “po””. Lo ricordo con grande affetto, traspariva dai suoi occhi la sua bellissima umanità”.

di Francesca Monti

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