Lavoratori dello spettacolo: cosa prevede la proposta di Riforma

La proposta di legge elaborata è suddivisa in due parti distinte. La prima punta ad incrementare le tutele per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, che hanno pagato a caro prezzo la pandemia anche a causa di un’impostazione culturale e normativa che non restituisce la dignità al loro lavoro. La seconda parte, invece, ha l’obiettivo di arrivare ad una semplificazione amministrativa e fiscale del settore. Il tutto “favorendo l’emersione del lavoro sommerso e lo sviluppo di una riconoscibilità sociale del lavoro nel mondo dello spettacolo”, sottolinea la parlamentare Chiara Gribaudo.

In particolare, il primo articolo della proposta di legge, rivede la normativa in materia di maternità e di malattia, abbassando le soglie per accedervi e innalzando l’indennità ricevuta.

E’ nell’articolo 2, però, che si concentra forse la misura più importante. Il tentativo è di consentire ai lavoratori dello spettacolo l’accesso alla Naspi, cioè al sussidio di disoccupazione, rivedendo al ribasso i requisiti di accesso, in particolare per le giornate lavorate.

Allo stesso modo, all’articolo 3 si prevede un’indennità specifica per i lavoratori discontinui dello spettacolo, in modo da contrastare i cali di reddito attraverso percorsi di riqualificazione professionale.

L’articolo 4, inoltre, riconosce l’insegnamento come un’attività organica della professione artistica, le cui ore consentono di accumulare contributi pensionistici. L’articolo 5, ultimo della prima parte, si preoccupa infine di trovare le coperture finanziarie per i provvedimenti di tutela, in particolare introducendo una piccola aliquota contributiva, pari allo 0,5%, a carico del datore di lavoro.

Il secondo capo della legge, quello che punta alla semplificazione, prevede di istituire presso l’Inps uno sportello unico nazionale, anche allo scopo di contrastare il lavoro nero. Allo stesso scopo si vuole poi introdurre un credito d’imposta per i lavoratori dello spettacolo, per le spese sostenute dai committenti.

L’articolo 8 riguarda il pagamento delle tasse, cambiando le regole che impongono il pagamento di acconti basati sui redditi dell’anno precedente, dal momento che l’artista vive una incertezza costante ogni anno.

Altre misure prevedono la riduzione dell’Irap al 50% per alcune imprese e l’equiparazione delle lezioni private alle ripetizioni scolastiche con una tassazione agevolata al 15%.

Nel calcolo di chi ha elaborato la proposta di legge si stima che servano 50 milioni di euro per avviare tutte le misure ma, sottolinea Gribaudo, “siamo sicuri che negli anni si ripagheranno per investimenti in cultura e per esternalità positive che l’arte e lo spettacolo possono avere per le nostre comunità”.

Qui il video della conferenza stampa:

https://webtv.camera.it/evento/17099?fbclid=IwAR3a2lXnRRBsALStK3vX-GuagL-t2Gko8kHZ7gG00f0pkcirinT4c9IUUDQ

di Emanuela Cassola Soldati

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...