Claudio Baglioni racconta “In questa storia che è la mia”: “Questo disco rappresenta un invito a rileggere la nostra storia”

“Dal punto di vista compositivo mi sono bloccato durante il lockdown, è come se questa vicenda mi avesse paralizzato. In questa grande confusione sono stato fermo 3-4 mesi, tanto che ho temuto di non riuscire a concludere il disco che sono poi riuscito a terminare e rappresenta un invito a rileggere la nostra storia. Questo album ha come padre Oltre e come madre Strada Facendo. Erano sette anni che non facevo un progetto di inediti forse perchè andando avanti si ha un po’ meno da dire e si cerca di dirlo meglio in quanto dobbiamo combattere con una storia dietro. E’ come mettere un punto, per andare a capo e iniziare altro”. “In questa storia che è la miaè il nuovo attesissimo album di Claudio Baglioni, il sedicesimo realizzato in studio nella sua cinquantennale carriera, che arriva a sette anni di distanza da “ConVoi” e che uscirà il 4 dicembre.

14 brani, 1 ouverture, 4 interludi piano e voce, 1 finale: un “concept” che disegna la parabola dell’amore, sia personale che universale, riflettendo sul modo nel quale questa forza straordinaria che tutti viviamo senza conoscerla mai veramente, travolga le nostre esistenze, rendendole esperienze uniche e sempre degne di essere vissute.

“Gran parte della produzione passata ha come contenuto l’avventura e la disavventura del vivere e dell’amore. Tolti il primo e l’ultimo brano sono tutte canzoni che parlano d’amore e ho cercato con un teleobiettivo di raccontare le tante sfumature di questo sentimento, di questa ruota gigantesca che forse è l’unico argomento che mi abbia interessato nella vita. Cantarlo oggi significa molto in un momento particolare come quello che cui stiamo vivendo. Le arti popolari come la musica devono astrarsi da quello che è il succedersi degli eventi di cronaca e in questo senso è pensato tutto il lavoro“, ha raccontato Claudio Baglioni in un incontro stampa in streaming su Zoom.

Baglioni_cover_ph Alessandro Dobici_m

Un album ideato e composto come una volta fatto a mano e interamente suonato, al quale l’artista ha dedicato tutto me stesso, a partire dalla scrittura, strutturata come non accadeva da tempo, su linee melodiche e processi armonici che la musica popolare sembra offrire sempre meno: “Il proposito era tornare ad avere nella timbrica un’energia che fosse riconoscibile, è un disco in costume, è come un film girato raccontando con abiti, auto e scene un’epoca precedente perchè le sonorità acustiche ed elettriche sono prodotte da strumenti e da musicisti che suonano insieme come si faceva negli anni Settanta, tranne l’ultima parte in cui abbiamo lavorato in remoto, con l’intervento di solisti come ad esempio Danilo Rea al pianoforte. Il vantaggio di fare questo mestiere è pensare che ci sarà sempre qualcosa da sperare, confidare nel fatto che una volta che la tua voce tacerà, la tua commedia verrà meno, ci sarà qualcosa che resisterà. Non posso lamentarmi di questo viaggio, lasciare un segno è stato il motivo conduttore di questo lavoro“.

Tra le tracce presenti nel disco c’è “In un mondo nuovo”: Un mondo nuovo dovrebbe essere più semplice, il mondo è troppo pieno di cose e chi nasce oggi fa una fatica incredibile a infilarsi in qualche spazio, tanto che i tentativi di farsi notare a volte sono drammatici e si va a coltivare quella consolazione magari attraverso i social che non ti porta alla soglia della felicità. Ho cercato come linea guida le emozioni. Ho fatto spesso fatica a mettere insieme parole e musica perchè è difficile unire qualcosa di concreto con qualcosa di impalpabile. La parola è una scienza esatta e cerco di scegliere le migliori”.

Claudio Baglioni ha poi parlato dell’attuale situazione del mondo della musica e dello spettacolo:Siamo rimasti tutti appiedati, conosco le storie personali di molti lavoratori con cui sono cresciuto. La famiglia si è molto allargata e poi nei miei concerti era davvero numerosa perchè si mischiavano tante discipline ed erano necessarie parecchie persone. Non ho ricette e credo non le abbia nessuno, se non operare immediatamente ma senza firmare appelli ai Governi, possiamo farlo ma bisogna anche rimboccarsi le maniche e cercare di provvedere privatamente. Io e altri lo abbiamo fatto con sottoscrizioni personali creando fondi di sostegno fino a che non si smuoverà la situazione. In questo settore è venuto a mancare il 100% del lavoro e rispetto ad altri è ancora più in difficoltà. Oltre ai sostegni di tipo economico penso ci sia il dovere di cercare nuove forme di live, in streaming o in tv, ne ho fatti in passato e bisogna trovare una formula accattivante. E’ chiaro che non sia la stessa cosa perchè la musica dal vivo, se sostenuta da strumentazioni acustiche, dà un’emozione diretta ma se riuscissimo a creare nuove dinamiche e letture dei concerti sarebbe una possibile alternativa. Il dopoguerra era un momento in cui l’amore esplodeva nelle comunità e si costruiva il domani sapendo che sarebbe stato meglio del presente, invece oggi non c’è un’idea di questo tipo, quindi bisogna ripartire non da un amore utopico ma da un piccolo amore che piano piano germoglia basato sul fatto che ogni cosa debba passare da un altro perchè da soli non si va da nessuna parte“.

Su un suo possibile ritorno al Festival di Sanremo il cantautore ha dichiarato:Prima di diventare direttore artistico c’ero stato solo due volte, la prima per prendere il premio per la canzone del secolo con Questo Piccolo Grande Amore e poi come ospite nel secondo Sanremo di Fazio. Potrei tornare come ospite, ma come mi ha fatto notare qualcuno non si può uscire papi e rientrare cardinali”.

Ripensando al periodo del lockdown c’è un’immagine che ha colpito particolarmente Baglioni: “Vedere Papa Francesco solo in Piazza San Pietro, una piazza così importante e centrale per la storia del mondo, è stato emotivamente forte. Ho avuto l’occasione per un concerto che si sarebbe tenuto nell’aula Paolo VI per raccogliere fondi a favore di un ospedale in Centro-Africa, di cantare in una Piazza San Pietro deserta. Rivedere quell’immagine e quelle delle piazze vuote è stato commovente. Durante il lockdown dal punto di vista personale la mia vita è cambiata poco perchè non sono uno che esce molto però ho pensato che sarebbe un peccato, un disastro e una bestemmia se non sapessimo prendere il meglio da questa drammatica situazione e pensare di fare le cose in modo diverso, rivedendo e correggendo quello che non va”.

CB_2020__3912_ph Alessandro Dobici_m

Credito fotografico Alessandro Dobici

Claudio Baglioni tornerà sulle scene live nel 2021 con lo spettacolo “Dodici Note”, in cui la musica e le parole del cantante e compositore italiano si fonderanno in una dimensione live di pop-rock sinfonico che unirà grande orchestra classica, coro lirico, big band e voci moderne.

Il tour partirà dalle Terme di Caracalla di Roma, dal 4 al 18 giugno 2021: 12 serate con l’orchestra sinfonica, il coro lirico, il suo gruppo di solisti e coristi.

“Sono fiducioso in vista dei prossimi concerti di Caracalla, 12 live per un totale di 60 mila persone, è la prima volta che un artista non lirico fa tante rappresentazioni in questo meraviglioso posto. Voglio fare un grande concerto con un organico composto da un centinaio di musicisti, inserendo anche dei passaggi antologici della mia carriera“.

A questi 12 concerti, seguiranno 4 appuntamenti live in due teatri luoghi d’arte unici al mondo: il 16 e 17 luglio al Teatro Greco di Siracusa e l’11 e 12 settembre all’Arena di Verona.

I biglietti sono disponibili su TicketOne.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali. I tagliandi già acquistati per le date inizialmente previste per il 2020 rimangono validi per le nuove date corrispondenti. Per informazioni: www.friendsandpartners.it e www.ticketone.it

Questa la tracklist di “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”:

capostoria

altrove e qui

  1. non so com’è cominciata

gli anni più belli

quello che sarà di noi

in un mondo nuovo

  1. al pianoforte ogni giorno

come ti dirò

uno e due

mentre il fiume va

  1. e firmo in fede un contratto

pioggia blu

mal d’amore

reo confesso

  1. adesso è strano pensare

io non sono lì

lei lei lei lei

dodici note

uomo di varie età

finestoria

di Francesca Monti

Credito fotografico Alessandro Dobici

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...