Intervista con Michele Rosiello, protagonista di “Mina Settembre”: “Con Giordano ho in comune un grande spirito di osservazione. E’ stato bellissimo girare questa serie a Napoli, ora sogno di dirigere una commedia romantica a Procida”

Michele Rosiello, affascinante e talentuoso attore, è tra i protagonisti della serie “Mina Settembre” in onda la domenica sera su Rai 1 in cui interpreta il barman Giordano che è stato assunto dal fratello di Titti (Valentina D’Agostino) come suo “uomo di fiducia” per tenerla a bada. Sotto la scorza burbera e imbronciata, si nasconde un uomo gentile e premuroso che riconosce le qualità della ragazza, alla quale riesce sempre a far aprire gli occhi sugli uomini e sulle sue conquiste, ma soprattutto su se stessa e sul proprio valore.

In questa piacevole chiacchierata Michele Rosiello ci ha parlato del suo personaggio ma anche della gioia di aver girato la serie a Napoli, la sua città, della sua passione per la musica e del sogno di dirigere una commedia romantica ambientata a Procida.

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Michele Rosiello e Valentina D’Agostino in “Mina Settembre” – credit foto ufficio stampa Rai

Michele, nella serie “Mina Settembre” interpreti il barman Giordano. Cosa puoi raccontarci riguardo il tuo personaggio?

“Giordano entra nella sfera di Titti e nei primi episodi percepiamo che tra lei e il fratello c’è una certa tensione perché non si fida di lei. Quindi mette subito le mani avanti pensando che Giordano sia lì per controllarla e si crea un attrito tra loro che non sarà semplice superare. In realtà lui è attratto dalla personalità particolare di questa ragazza. All’apparenza Giordano mostra una scorza burbera ma è una persona molto premurosa, che tiene al bene di Titti e vuole indirizzarla verso le scelte più giuste”.

Come ti sei preparato per interpretare questo personaggio?

“Di solito nel momento in cui devo interpretare un nuovo personaggio tendo a creargli una storia soprattutto quando non viene fornita, infatti non sempre nella sceneggiatura c’è un background definito che racconta da dove viene, la famiglia, l’estrazione sociale. Quindi per prima cosa ho fissato dei paletti non scritti che mi hanno dato una mano a costruire Giordano con l’aiuto della regista Tiziana Aristarco. Successivamente mi sono dedicato alla sua professione perché viene dipinto come un barman che salva il locale di Titti, quindi doveva avere una certa capacità. Grazie a due amici che hanno un bar a Napoli molto simile come struttura a quello in cui abbiamo girato, prima dell’inizio delle riprese sono stato da loro per studiare i movimenti e l’energia che deve avere un barman e ho imparato come si preparano alcuni drink. Ho fatto un lavoro profondo e interessante. Una delle cose belle di questo mestiere è proprio poter vivere più vite”.

Ci sono dei punti di contatto tra te e Giordano?

“La differenza principale è questa scorza dura che ha Giordano mentre io sono l’opposto. L’aspetto in comune è avere un grande spirito di osservazione e individuare quando una persona ha bisogno di aiuto e fare il possibile per farle aprire gli occhi”.

Com’è stato girare a Napoli, la tua città?

“Non ci contavo più, io vivo a Napoli, avevo lavorato nella mia città quando ho recitato in Gomorra e da allora benché siano stati girati molti progetti mi sono capitati pochissimi provini. Quando ho saputo che ero stato preso per interpretare Giordano e che la serie sarebbe stata realizzata a Napoli sono stato felicissimo. Abbiamo girato in luoghi che hanno fatto parte della mia adolescenza, il bar ad esempio era situato nella zona di San Pasquale, a Chiaia, che frequentavo da ragazzo e quindi conoscevo le persone e i negozi… C’era un clima molto famigliare”.

Qual è il tuo luogo del cuore di Napoli?

“Marechiaro, dove è cresciuta mia madre e dove i miei nonni avevano un pezzo di terra che coltivavano. Sebbene non abitassi lì ci ho trascorso gran parte della mia infanzia, frequentando la scuola materna, le elementari e le medie. Sono cresciuto tra quelle viuzze, ho fatto lì i primi tuffi al mare e tirato i primi calci ad un pallone… quindi è un luogo che porto sempre con me”.

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Michele Rosiello e Serena Rossi in “Mina Settembre” – credit foto ufficio stampa Rai

Come ti sei trovato sul set?

“Sono stato benissimo, si è creato un bel clima ed era piacevole anche vivere i momenti di pausa per approfondire la conoscenza degli altri attori. Ho avuto principalmente a che fare con Valentina D’agostino e in seconda battuta con Serena Rossi e Christiane Filangieri. Sono contento di aver conosciuto delle splendide persone. Quando si crea un rapporto di amicizia fuori dal set lo percepisce anche il pubblico a casa”.

Le riprese della serie sono state interrotte a causa della pandemia. Com’è stato tornare sul set dopo mesi?

“Si girava per location e io avevo dei blocchi lunghi al locale. Avevo iniziato da tre giorni e c’è stato il lockdown. A fine febbraio le riprese sono state bloccate e sono ripartite a luglio, io ho ricominciato a settembre. La cosa incredibile in particolare è che erano rimaste alcune inquadrature in sospeso di una scena che quindi è stata completata dopo quasi sette mesi! Il ritorno sul set grazie ai protocolli è stato in sicurezza, purtroppo non ci si abitua mai al tampone. Noi attori in qualche modo, non dovendo indossare le mascherine quando giravamo, eravamo più o meno liberi però c’erano dei reparti come il trucco o il parrucco che lavoravano in condizioni estreme, soprattutto in location dove la temperatura molto calda non aiutava. Ovviamente c’è sempre il timore di incontrare una persona nel momento sbagliato e prendersi questo virus bastardo però sul set devi lasciarti andare e non farti bloccare dalla paura”.

Ti abbiamo visto anche nel ruolo di Daniele in un’altra serie di grande successo in onda su Rai 1, “La compagnia del cigno”. Cosa puoi anticiparci riguardo gli sviluppi del tuo personaggio nella seconda stagione?

“Ho girato in contemporanea “Mina Settembre” e “La Compagnia del Cigno 2″ le cui riprese sono terminate a inizio novembre. Credo che andrà in onda in primavera. Nella seconda stagione proseguirà il rapporto tra Daniele e lo zio di Matteo che si chiama anche lui Daniele ed è interpretato da Alessandro Roja, e ci sarà uno sviluppo importante rispetto alla prima serie e alla tematica affrontata. Le difficoltà sono state tante perché quando c’è stato il lockdown stavamo girando a Milano, le riprese sono state bloccate e non si capiva se saremmo potuti tornare a casa. Alla fine sono tornato sul set a luglio”.

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credit foto Alessandro Peruggi – Instagram Michele Rosiello

La musica ha un ruolo centrale all’interno della serie. Cosa rappresenta per te questa arte?

“Se potessi tornare bambino studierei musica e un giorno quando arriverà, vorrei dare a mio figlio gli strumenti necessari per vedere se si appassiona a quest’arte che è alla base di tutto. Io per il momento, mi limito semplicemente a strimpellare la chitarra! Utilizzo la musica per rilassarmi, per svagarmi, per concentrami, è una parte fondamentale della mia vita e del mio lavoro. Grazie alla serie ho approfondito le conoscenze sulla musica classica e nelle scene in cui ascoltavamo i ragazzi nelle loro esibizioni a teatro restavo rapito perché sono dei musicisti eccezionali e si creava come una bolla che ci separava dal resto del mondo”.

Che tipo di musica ti piace ascoltare?

“Pino Daniele e Lucio Dalla accompagnano le mie giornate da sempre, poi vario a seconda dei periodi. Ora ad esempio sto ascoltando tanto Bob Dylan, nella sua musica c’è quel contrasto tra nostalgia ed energia e poi i suoi testi non sono mai scontati o banali. Vabbé…stiamo parlando di Dylan!”.

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A quali progetti stai lavorando?

“Sono in preparazione per un nuovo progetto, che si girerà lontano da Napoli, di cui sarò il protagonista maschile, ma non posso ancora svelare nulla”.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare nel 2021 o in futuro…

“Innanzitutto mi auguro che si possa tornare alla normalità e che ci sia una stabilità e una serenità per tutte le persone perché con la pandemia ogni cosa è stata messa ancora di più in dubbio e non si possono fare progetti di alcun tipo, né nel nostro campo lavorativo né in generale. Rispetto al lavoro mi piacerebbe fare un ruolo d’azione alla James Bond o un cattivo perché finora ho dato vita a personaggi di indole buona che interpreto sempre con piacere e a cui il pubblico si affeziona, ma per un attore è bello sperimentare anche impersonando antagonisti o ruoli estremi dal punto di vista estetico cambiando fisicità, taglio di capelli o colore. C’è però un desiderio in particolare che spero di realizzare presto. Mi sono avvicinato al cinema perché avevo una grande passione per la recitazione ma anche per la regia cinematografica e nel tempo libero metto nero su bianco osservazioni e idee. Un giorno vorrei girare una commedia romantica da regista a Procida perché è la mia seconda casa, ci vado ogni estate da trenta anni e ho una particolare attenzione per l’isola. Lì ho iniziato a filmare i primi corti mentre ero in vacanza con gli amici. E poi Massimo Troisi, che a Procida ha girato Il Postino, è nel mio cuore e mi piacerebbe riportare il cinema su quest’isola meravigliosa e ricca di storia che non a caso è stata scelta come Capitale della Cultura Italiana 2022. Sarebbe il coronamento di un sogno”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Alessandro Peruggi – Instagram Michele Rosiello

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