LE FOTO DELLE OLIMPIADI 1956 AI MONDIALI DI CORTINA 2021

Uno spettacolo nello spettacolo. Un filo rosso che attraversa 65 anni di storia d’Italia e del mondo. È questo l’effetto che suscitano le foto delle Olimpiadi invernali del 1956 posizionate alla finish area dei Mondiali in corso: scatti in bianco e nero che immortalano alcuni momenti delle prime Olimpiadi invernali disputate in Italia. E poi ancora… grandi pannelli in bianco e nero nella Lounge Tofana, a Rumerlo, dove 300 ospiti ogni giorno hanno la fortuna di seguire le gare.

Uno sposalizio fra passato e presente, apprezzato dal Commissario di Governo Valerio Toniolo e dal direttore Comunicazione dell’Istituto Luce-Cinecittà, Giancarlo Di Gregorio. Racconta Toniolo: «Ci è sembrato naturale collegare questi due momenti così strategici per l’Italia, entrambi di rinascita e di ripartenza. Il primo, dell’Italia della ricostruzione, il secondo dell’Italia piegata dalla pandemia. In entrambi i casi, lo sport si conferma volano per l’economia e l’immagine Italia». 

Aggiunge Giancarlo Di Gregorio: «L’Istituto Luce Cinecittà ha un patrimonio di testimonianze visive senza eguali. È un forziere di ricordi e di storia d’Italia e del mondo. Abbiamo voluto dare il nostro contributo, gratuito, a questo evento che fa onore all’Italia, perché è stato organizzato malgrado tutte le difficoltà dovute alla pandemia».

L’onere e l’onore di organizzare i Campionati del mondo di sci alpino è di Fondazione Cortina 2021, centralina operativa della manifestazione. Valerio Giacobbi ne è l’amministratore delegato. Le sue parole: «Queste foto in bianco e nero, così cariche di storia e di passate emozioni, sono un arricchimento prezioso per questi Mondiali e danno un senso di continuità al rapporto fra Cortina, lo sport e lo sci».

Continuità che è già nelle cose, perché nel 2026 la Regina delle Dolomiti ospiterà le prossime Olimpiadi invernali. Valerio Toniolo avanza un auspicio: «Se siamo riusciti a dare vita a questi Mondiali, è grazie al forte lavoro di squadra che c’è stato, all’incontro fra pubblico e privato, al rispetto dei ruoli e delle competenze. Questi Campionati del mondo servono cioè anche da esempio: l’Italia vince quando fa sistema, quando riesce a far parlare e lavorare insieme vari soggetti, istituzionali e non».

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