Carlo Urbani, il medico eroe, protagonista della puntata di “Ossi di Seppia” disponibile dal 29 marzo su RaiPlay

Sono passati diciotto anni da quando Carlo Urbani ha isolato il virus della Sars. Ha lanciato l’allarme per primo e per primo ha individuato la sindrome respiratoria sospetta e allora sconosciuta. E alla fine è stato ucciso dalla stessa malattia che stava studiando, dopo essere stato contagiato da un paziente che aveva contratto la polmonite atipica.

Un medico eroe che si è battuto per creare un protocollo di sicurezza, ormai adottato dall’Oms per altre crisi e oggi anche per l’emergenza Covid.

Nella dodicesima puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria”, dal 29 marzo in esclusiva su RaiPlay, sarà Giuliana Chiorrini, moglie dell’infettivologo a ripercorrere la sua storia. La storia di Carlo Urbani, capo dell’unità investigativa pandemica dell’Oms,  morto a Bangkok il 29 marzo del 2003,  a causa della primissima forma di Sars. Proprio grazie al suo lavoro, all’aver individuato i sintomi, alla consapevolezza che si trattava di una malattia virale contagiosa capace di evolvere in tempi brevi in polmoniti potenzialmente letali, ha permesso di salvare migliaia di vite.

La storia di una tragedia scampata arrivata all’improvviso, nel passato come nel presente, e da tenere ancora viva in questo intreccio fatale di situazioni tanto simili quanto drammatiche.

“Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” racconta quegli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia italiana attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta.

In tutte le ventisei puntate un filo intreccia il passato al presente e si fonde proprio nell’impensabile, in quel qualcosa appunto che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere e che invece finisce per sconvolgere completamente la nostra esistenza.

Un racconto seriale emozionale e immersivo, rivolto alla Generazione Z e ai Millennials, un antidoto per frenare la perdita della memoria collettiva. Ed è questo l’obiettivo principale della serie prodotta da 42° Parallelo per la piattaforma OTT del Servizio Pubblico.

In ogni episodio la memoria di ieri viene recuperata, attraverso le immagini delle teche Rai e le fotografie d’archivio, e riconnessa all’oggi grazie al racconto di testimoni d’eccezione, protagonisti all’epoca dei fatti.

Tra le ventisei puntate quella sul metodo Di Bella, il primo caso mediatico che ha visto le persone schierate contro gli esperti, e la vicenda di Carlo Urbani, il primo medico ad identificare un virus sconosciuto e letale persino a lui, la Sars. Si ripercorrono inoltre la tragedia di Rigopiano e le dimissioni di Papa Benedetto XVI. E ancora la morte improvvisa del calciatore Davide Astori e quella di Dj Fabo. Non si dimenticano il disastro nucleare di Fukushima e l’incidente di Seveso, due immani tragedie ambientali che attraverso le immagini d’archivio (le tute bianche che bonificano il terreno, l’istituzione di una zona rossa e l’invito delle autorità a restare a casa) ci riportano immediatamente all’oggi e al momento che stiamo vivendo.

Tutti eventi impensabili che hanno segnato il corso della Storia e il nostro modo di guardare il mondo. Eventi che, riletti alla luce di nuovi indizi e dettagli preziosi, permettono di comprendere in modo più chiaro e consapevole anche l’attuale presente segnato dalla pandemia.

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