La “Domenica Con” in compagnia di Luca Parmitano

Lo spazio percorso da Yuri Gagarin, sessant’anni fa, e quello delle missioni americane; lo spazio inventato da Isaac Asimov o Sir Charles Clarke e quello popolato da Goldrake o dal paladino Astolfo. Senza dimenticare lo spazio che lo ha visto protagonista, tra la “passeggiata” del 2013 e il comando della Stazione Spaziale Internazionale, nel 2019. E’ la rotta disegnata – tra scienza, fantascienza e letteratura – dall’astronauta dell’Esa Luca Parmitano, che domenica 11 aprile dalle 14 alle 24 su Rai Storia commenta per i telespettatori il palinsesto della “Domenica Con”, curata da Enrico Salvatori e Giovanni Paolo Fontana. Alla vigilia del “compleanno” dell’orbita percorsa da Gagarin, il palinsesto si apre con un “Quark” del 1981, vent’anni dopo il viaggio del cosmonauta russo, in cui Piero Angela incontra anche Isaac Asimov, uno dei padri della fantascienza. Il pomeriggio, poi, è attraversato dall’inchiesta firmata da Gianni Bisiach nel 1959 sulla futuristica Medicina “spaziale”; dalle selezioni degli aspiranti astronauti raccontate ancora da “Quark”; dalla corsa allo spazio di Usa e Urss; dai “segreti” della Nasa a Houston, e dagli incontri di Sergio Zavoli con Werner Von Braun, lo scienziato che ha aperto l’era della missilistica e dell’esplorazione spaziale, con Frank Borman, comandante dell’Apollo 8. E non può mancare la “diva” dello spazio, la missione Apollo 11, la prima a portare l’uomo sulla Luna.
Luci, ma anche ombre: come quella tragica dello Shuttle Challenger, raccontata da Enzo Biagi nel 1986.
In serata lo spazio si fa “animato”: dopo le 20 Luca Parmitano racconta la sua passione per la fantascienza, per gli “anime” giapponesi e i cartoni animati come Goldrake, datato 1978 e talmente innovativo da essere al centro di un’inchiesta insieme ad altri suoi “colleghi”. In carne e ossa, invece, è la fantascienza di “Spazio 1999”.
In prima serata l’astronauta italiano presenta il documentario “Bajkonur, Terra” dedicato alla base in Kazakistan dalla quale, da 60 anni, decollano i vettori delle missioni prima sovietiche e ora russe. Lui stesso è partito proprio da qui, a bordo di un lanciatore Soyuz il 28 maggio 2013 verso la Stazione Spaziale Internazionale.
La chiusura del palinsesto pensato insieme a Parmitano ha suggestioni letterarie: la prima è una rara intervista all’autore di fantascienza e inventore britannico Sir Arthur Charles Clarke (autore di “2001 – Odissea nello spazio”) mentre la seconda è “Il viaggio di Astolfo”, con l’Ariosto riletto da Bernardino Zapponi nel 1971. E’ l’occasione per rivedere due grandi: Gigi Proietti che è Astolfo, il paladino cugino di Orlando, e Renato Rascel che è un delizioso “Pierrot lunaire”, perché è proprio sulla luna che Astolfo lo incontrerà, lì dove secondo il poeta, finisce ciò che si perde sulla Terra. Anche il senno degli esseri umani. 

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