E’ stata presentata la prima parte della stagione 2021/2022 del Piccolo Teatro di Milano

E’ stata presentata la prima parte della stagione 2021/2022 del Piccolo Teatro di Milano che presenta un cartellone vario e interessante.

“Dopo i lunghi mesi di confinamento della scorsa stagione e dopo le “escursioni” all’aperto dell’estate, oggi, complici gli ausili messi a punto dalla scienza, possiamo finalmente ripartire con la speranza e la volontà di lasciarci alle spalle la fase più critica dell’emergenza e di ricominciare a costruire il futuro. Tra i tanti verbi cui si potrebbe fare ricorso per nominare questo nuovo inizio, ripartire – appunto – è quello che più ci piace. Ripartire: perché nella sua ambiguità ha in sé l’idea di rimettersi in marcia, ma al tempo stesso ci parla della necessità di “con-dividere”, di “distribuire tra…”. È un verbo, insomma, che evoca il dinamismo di un presente che torna ad aprirsi al domani, ma che ci parla anche della comunità: vero cuore pulsante di ogni pratica teatrale realmente degna di questo nome. E se la comunità – con le sue aspirazioni, le sue debolezze, le sue paure, i suoi desideri e i suoi conflitti – è sempre al centro del gran gioco del teatro, tanto più lo è per noi in questa stagione – la stagione dedicata al ricordo di Giorgio Strehler, nella ricorrenza del centenario della sua nascita, ma anche la stagione in cui il Piccolo Teatro di Milano festeggerà i suoi settantacinque anni. 100 anni dalla nascita di Strehler, 75 anni dalla fondazione del Piccolo Teatro di Milano…
Nel tentativo di riscoprire tra le pieghe della nostra storia le mappe per navigare il futuro, è proprio dal giovanile e in certa misura rivoluzionario monito di Strehler e Grassi ad essere comunità che abbiamo scelto di ripartire, perché a distanza di decenni da quel 14 maggio 1947, con la sua folgorante prima rappresentazione dell’Albergo dei poveri, il Piccolo Teatro di Milano potesse ancora oggi essere «un teatro d’arte per tutti» – un luogo, cioè, che, sempre pronto a registrare le trasformazioni dei tempi, sempre attento a prendere posizione a petto della mutevole complessità del reale (fedele alla sua intima essenza “politica”), non rinunciasse, paradossalmente, né all’altezza selettiva dell’arte, né al desiderio di accogliere in sé tutti – anzi tutte e tutti, in ogni forma, natura, declinazione, colore e credo ciascuna esistenza possa manifestarsi, giorno dopo giorno. È tenendoci saldi a questa nostra tradizione inclusiva ed esigente insieme, senza rinunciare alla giovinezza del suo sguardo, che potremo liberamente e senza timori incontrare, scoprire e capire il “nuovo” che ci aspetta. Non si può dare, infatti, cambiamento o rivoluzione senza storia.
Desiderosi come sempre di esserci – e di esserci in sicurezza e al passo con i tempi –, quello che presentiamo ora è il primo tratto della stagione ’21-’22 – quello che va da ottobre a dicembre. Nel prossimo mese di novembre, presenteremo invece la seconda parte del programma, alla cui orchestrazione stiamo già attendendo, compresa tra gennaio e giugno. Ci è sembrato questo il modo più appropriato per aderire, con una certa tempestività, nella calendarizzazione degli appuntamenti, ai mutamenti che potrebbero darsi nelle prossime settimane circa le strategie di contenimento della pandemia, con la speranza che presto si possa ritornare ad un regime ordinario di fruizione degli spettacoli, libero da costrizioni. La vostra sicurezza è la prima nostra preoccupazione.
Nel definire la programmazione di questi primi mesi della nuova stagione siamo naturalmente partiti dalla richiesta di tenere fede agli impegni già assunti – richiesta che corrisponde in pieno, per altro, alla serietà della nostra Istituzione – cercando, al possibile, di proporre tutti quegli spettacoli, già previsti per i mesi scorsi, che l’epidemia da Sars-Cov-2 ci ha impedito di presentare. Un’occasione preziosa, e ci auguriamo appassionante, per fare il punto su dove eravamo e dove siamo, preparandoci ad un tempo a nuove avventure intorno a precisi fronti di lavoro. E quali siano i cantieri più attivi dei mesi a venire abbiamo voluto chiarirlo fin dagli esordi del programma che va a cominciare”, ha dichiarato il direttore Claudio Longhi.

Venerdì primo ottobre, con Il mio mestiere è raccontare storie, la stagione ’21-’22 è introdotta, né poteva essere altrimenti, con una serata di omaggio a Strehler: un caleidoscopico mosaico di letture, musiche e testimonianze, per tentare di fissare, sotto diverse angolature, il profilo inimitabile di uno dei più significativi Maestri della scena del secolo scorso, ed insieme il “prologo” (in teatro) del “Progetto Strehler100”, il composito montaggio di iniziative volte ad interrogare l’eredità del grande regista che ci accompagnerà fino al 14 agosto 2022.

A riprova dell’interesse che il Piccolo Teatro di Milano nutre e coltiva per la nuova drammaturgia, la stagione vera e propria comincerà poi la sera successiva al Teatro Studio Melato con la prima di Edificio 3, la creazione di Claudio Tolcachir – una delle figure di punta del teatro argentino, ma non solo – provata lo scorso novembre alle soglie del secondo lockdown e finalmente consegnata all’abbraccio del pubblico. Un’impalpabile trama, poetica, misteriosa e divertente, di desideri, ferite e sogni per raccontare in sguincio la complessa geografia interiore dei rapporti umani, così come un esempio efficace, nella sua vertiginosa condensazione di spazi e tempi, delle nuove possibilità della scrittura per la scena contemporanea, al centro anche dei successivi sviluppi della stagione. In assoluta continuità con il “Progetto Strehler 100”, il 12 ottobre riapre quindi le porte il Teatro Grassi con l’intramontabile Servitore di due padroni: il più longevo spettacolo del teatro italiano, così come la mirabile sintesi del divenire della poetica strehleriana e del rapporto del regista con il gioco inesauribile e prodigioso dell’attore; una straripante festa di teatro, sulle fragilità e le miserie della vita, a ricordarci che sulle nostre scene la vigile attenzione per il nuovo non recide mai i legami vitali e vivificanti con il repertorio. In ultimo, il 14 ottobre, il sipario del Teatro Strehler si alza su Everywoman, l’ultima creazione firmata dal regista Milo Rau per la Schaubühne di Berlino. Sulle tracce dell’Ognuno di Hofmannsthal, uno degli artisti più interessanti della scena internazionale interroga al femminile il mistero della vita e della morte, mai come oggi al centro delle nostre esistenze. Dopo il successo de La Reprise – Histoire(s) du thèâtre (1), il ritorno di Milo Rau sulle scene del Piccolo in apertura di stagione, in coppia con una straordinaria interprete come Ursina Lardi.
Il magistero di Strehler, la nuova drammaturgia, il repertorio, il grande teatro internazionale: ecco gli scintillanti fili rossi della stagione che verrà, nel suo primo tempo, non diversamente da quanto accadrà anche nella seconda parte del suo corso, in un fantasmagorico e minuzioso montaggio di situazioni, figure, temi per osservare e tentare di capire il mondo che ci circonda nelle sue infinite sfaccettature. Oggi lo scavo del quotidiano o la riflessione sulle implicazioni etiche degli sviluppi della scienza e della tecnica, domani l’esame di coscienza collettivo intorno alle luci e alle ombre della storia più o meno recente del nostro Paese o l’inquieto e militante interrogarsi sul futuro del pianeta.

“Anche per il cartellone ’21-’22, infatti, come in passato del resto, il disegno del nuovo programma è partito da voi, dal confronto incessante con quello che crediamo, speriamo, vorremmo fosse la vostra risposta alle nostre proposte, in uno strano dialogo asimmetrico che strutturalmente, per mesi, si consuma in vostra assenza, riflesso nel nostro tentativo di decifrare, con la maggiore onestà possibile, i vostri pensieri e le vostre emozioni. Ed ora, dopo settimane e settimane di lavoro intenso, arriva il momento più emozionante, quello dell’irripetibile e irrinunciabile incontro in presenza: la trama è pronta e viene consegnata nelle vostre mani… Ci auguriamo, ancora una volta, di aver colto nel segno.
Il teatro, si diceva, si fa insieme. Vi aspettiamo, allora, in sala, pronti a “ripartire” con voi e tra di voi, convinti che oggi il nostro presente, per affrontare consapevolmente le sfide che lo aspettano, abbia un disperato bisogno di comunità, ossia uno struggente e lancinante bisogno di teatro”, ha chiosato Longhi.

Qui il programma completo:

https://www.piccoloteatro.org/it/seasons/2021-2022

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