Intervista con Massimo Stano, oro nella 20 km di marcia ai Giochi Olimpici di Tokyo2020: “Non sono ancora riuscito a trovare le parole adatte per poter descrivere un’emozione così grande”

In un caldo pomeriggio d’agosto, Massimo Stano è entrato nella leggenda dell’atletica leggera italiana compiendo un’impresa straordinaria, vincendo l’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 nella 20km di marcia, 17 anni dopo il trionfo di Ivano Brugnetti ad Atene 2004.

Una gara tatticamente perfetta quella dell’azzurro, 29 anni, originario di Palo del Colle (Ba), che al 12° chilometro ha preso il comando, dopo aver raggiunto il cinese Wang, insieme a Yamanishi e Ikeda e agli spagnoli Garcia e Martin. Al 16° km Stano ha provato l’allungo creando un terzetto con i due giapponesi e all’ultimo chilometro è riuscito ad andare in fuga e a tagliare in solitaria il traguardo con il tempo di 1h21:05. L’argento è andato a Koki Ikeda, staccato di 9” e il bronzo a Toshikazu Yamanishi a 23”.

In questa intervista Massimo Stano ci ha raccontato le emozioni provate a Tokyo, ma anche di come si è avvicinato alla marcia e dei suoi sogni nel cassetto, tra cui quello di con quella gentilezza e quell’umiltà che sono proprie dei grandi campioni.

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Massimo, partiamo dallo strepitoso oro vinto nella 20 km di marcia ai Giochi di Tokyo2020. Ci racconta l’emozione che ha provato nell’istante in cui ha tagliato il traguardo?

“Ad oggi non sono ancora riuscito a trovare le parole adatte per poter descrivere un’emozione così grande. Appena tagliato il traguardo ho provato un mix di gioia ed incredulità”.

Cosa rappresenta questa medaglia per lei?

“Questa medaglia per me rappresenta il coronamento di un sogno che avevo fin da bambino ma anche la giusta ricompensa per il lavoro svolto per raggiungere un tale risultato”.

Qual è stato il momento in cui ha capito che avrebbe potuto vincere l’oro?

“Ho capito che avrei potuto vincere l’oro soltanto a pochi metri dal traguardo”.

Quanto è stata complessa la preparazione in vista dei Giochi?

“Questa preparazione ai Giochi di Tokyo è stata senza dubbio faticosa e più lunga del solito, ma ne è valsa la pena (sorride)”.

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A Tokyo2020 l’atletica leggera ha portato all’Italia ben cinque medaglie d’oro e la Puglia ha brillato in modo particolare, è un segno che finalmente è in atto una rinascita anche per questa disciplina?

“Quest’anno abbiamo dimostrato che “Impossible is nothing” non è solo uno slogan ma può diventare realtà! Probabilmente sarà una rinascita del Movimento Atletica e spero anche del settore Marcia perché abbiamo bisogno che la nostra disciplina venga considerata alla pari delle altre”.

Al suo ritorno in Italia è stato accolto da una grande festa. Si aspettava questo affetto?

“In aeroporto a Roma c’è stata un’accoglienza incredibile! Devo invece ancora tornare nel mio paese d’infanzia, mi sto facendo desiderare…”.

Com’è nata la sua passione per la marcia?

“E’ nata grazie al mio primo allenatore, Giovanni Zaccheo, che mi ha spinto “con delicatezza” su questa disciplina di cui poi mi sono innamorato, e che mi ha regalato tante gioie e tanti dolori… Ovviamente anche le Fiamme Oro hanno consentito che questa mia passione si trasformasse in lavoro, e mi hanno dato la possibilità di coronare questo sogno! Tra l’altro un mio grande desiderio è quello di diventare un poliziotto cinofilo”.

Quante ore si allena giornalmente?

“Le mie sedute di allenamento sono molto variabili in base al periodo di preparazione e possono oscillare tra l’ora e le 3,5 ore. Bisogna considerare che mi alleno di media 10-11 volte a settimana, quindi niente domenica libera e qualche giorno di doppia seduta”.

La scorsa domenica ha seguito nel paddock il Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza. Che esperienza è stata?

“Partecipare al Gran Premio a Monza è senza dubbio un’esperienza diversa da quelle a cui sono abituato, e nonostante io non sia un grande appassionato di motori, sentire quel suono soave è davvero fantastico”.

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A inizio settembre ha invece sfilato sul red carpet, insieme alla sua famiglia, alla Mostra del Cinema di Venezia. E’ appassionato di cinema?

“Il Red Carpet è stata un’emozione altrettanto diversa e poterla fare insieme a mia moglie Fatima e alla mia bellissima Sophie è stato un valore aggiunto. Del cinema mi piace un po’ tutto…”.

Quali sono i suoi prossimi obiettivi?

“Di sicuro il prossimo Main Goal sono le Olimpiadi di Parigi 2024, nel mezzo ci saranno delle tappe di passaggio come Europei e Mondiali, e i vari Campionati continentali e iridati a squadre di marcia. Ci sono degli obiettivi che preferisco non svelare al momento, essendo io un tipo da profilo basso, ma spero li possiate scoprire insieme a me (sorride)”.

Un sogno nel cassetto…

“Il mio cassetto dei sogni non resterà mai vuoto, professionalmente ci sono i Giochi di Parigi 2024, personalmente invece vorrei dare un fratellino o una sorellina alla mia Sophie. Sono sogni abbastanza banali ma che riempiono il mio cuore di gioia”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Instagram Massimo Stano

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