Intervista con Carlotta Gilli, l’atleta italiana più vincente ai Giochi Paralimpici di Tokyo2020 con cinque medaglie conquistate nel nuoto: “Ho realizzato il sogno di una vita”

“E’ stata un’esperienza unica, stratosferica e indimenticabile”. Carlotta Gilli è stata la Regina italiana del nuoto ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, dove ha conquistato ben cinque meravigliose medaglie in cinque gare: due ori nei 100 farfalla e nei 200 misti, due argenti nei 100 dorso e nei 400 stile libero e un bronzo nei 50 stile libero.

La campionessa azzurra, tesserata per Rari Nantes Torino, 20 anni, studentessa di psicologia, ha iniziato a nuotare da piccola e sogna di diventare la prima atleta paralimpica arruolata nella Polizia di Stato, come ci ha raccontato in questa intervista che ci ha gentilmente concesso.

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credit foto profilo Facebook Carlotta Gilli Atleta

Carlotta, ai Giochi Paralimpici di Tokyo2020 ha conquistato ben cinque splendide medaglie. Può raccontarci le emozioni che ha vissuto per ognuna di esse?

“Sono state tutte medaglie emozionantissime. Vincere i 100 farfalla è stato bellissimo, è stata la prima gara, il primo oro mio e di tutta la delegazione italiana, qualcosa di fenomenale, con tanto di record paralimpico. Ai Mondiali di Londra 2019 ero arrivata seconda per un problema alle piastre e non avevo mai digerito quella medaglia e quindi era una scommessa con me stessa e condividere il podio con Alessia Berra è stato stratosferico. Lei ha più esperienza di me e mi ha aiutato tanto. La mattina in camera di chiamata pensavo di morire, ero agitatissima ma ho chiuso un cerchio molto importante, perché alla mia prima gara ai Mondiali ho vinto un oro, idem agli Europei e alle Paralimpiadi. Per quanto riguarda i 100 dorso sono contenta dell’argento perché fino a qualche anno fa era uno stile che non nuotavo e ora sono sul secondo gradino del podio olimpico. Non sono molto soddisfatta del riscontro cronometrico ma sono felice per la gara nel complesso. I 400sl non volevo farli e vincere un argento con record italiano è stato qualcosa di grande. Ai 50 sl sono arrivata da non favorita, ero quarta-quinta in ranking, ho sperato di prendere una medaglia fino all’ultima bracciata e sono arrivata terza, ad un solo centesimo dal secondo posto. Nell’ultima gara, i 200 misti, ho centrato oro e record del mondo ed ero felicissima”.

Quella di Tokyo è stata la sua prima Paralimpiade. Che esperienza è stata?

“E’ stata un’esperienza unica, stratosferica e indimenticabile, che sicuramente ricorderò per tutta la vita. Ho capito che l’Olimpiade è davvero diversa da tutte le altre gare, è tutto più grande, il villaggio olimpico è fantastico, stare con gli atleti di tutte le discipline e di nazioni diverse è bellissimo. Ho realizzato il sogno di una vita che avevo fin da bambina quando ho iniziato a fare sport. Crescendo ho capito che solo pochissimi lo avrebbero realizzato ma non ho mai smesso di crederci ed è diventato realtà, prima con la qualificazione a Tokyo e poi con la vittoria dei due ori, dei due argenti e del bronzo”.

Quali difficoltà ha riscontrato nella preparazione dei Giochi, dopo il rinvio e la pandemia?

“L’anno scorso siamo stati fermi da aprile a giugno, non mi era mai capitato di stare così tanto lontana dalla piscina. Quando abbiamo ricominciato a nuotare abbiamo deciso di concentrarci sulle parti tecniche e le prime gare di questa stagione sono state un disastro, non c’erano i riscontri cronometrici, non c’erano le sensazioni giuste, non ero soddisfatta. Il mio allenatore mi ha sempre rassicurata, però sinceramente non ero così convinta. Poi fortunatamente i campionati Europei sono andati bene, ho vinto quattro ori e due argenti e questo mi ha dato la spinta per continuare gli allenamenti e arrivare a Tokyo”.

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credit foto profilo Facebook Carlotta Gilli Atleta

A chi dedica questa cinquina di medaglie?

“Alla mia famiglia, ai miei genitori che mi hanno buttato in acqua da piccolissima, a mia nonna, che è la mia prima tifosa e che esaudisce ogni mio desiderio, al mio allenatore Andrea Grassini, al mio preparatore atletico Pier Carlo Paganini, a tutto lo staff che mi segue, alle Fiamme Oro, alla Rari Nantes Torino, agli sponsor che mi supportano. Sono state medaglie di gruppo e io sono andata solo a ritirarle”.

Qual è stata la prima cosa che ha fatto quando è rientrata in Italia dopo i Giochi?

“Sono andata al mare perché avevo bisogno di staccare. Sono atterrata alle 22 all’aeroporto di Caselle e fino alle 3 e mezza di notte ho disfato le valigie e le ho rifatte per partire la mattina seguente e andare a fare un giro in gommone”.

Com’è nata la sua passione per il nuoto?

“Da piccola volevo giocare a calcio ma i miei genitori mi hanno consigliato il nuoto perché è uno sport completo, che faceva bene alla crescita, quindi sono stata buttata in acqua, ho seguito lezioni singole e collettive, corsi di nuoto con la scuola, e vasca dopo vasca è nata la mia passione. Dopo aver fatto la prima gara ho capito che era quello che avrei voluto fare da grande”.

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credit foto profilo Facebook Carlotta Gilli Atleta

Sta studiando psicologia all’Università di Torino, come mai ha scelto questo percorso accademico?

“Vorrei fare il master in psicologia dello sport ma prima c’è la triennale di psicologia e ho già superato alcuni esami. La mia madrina ha preso la seconda laurea in questa materia, ho visto i temi che affrontava e mi sono appassionata”.

A Tokyo2020 l’Italia ha conquistato ben 69 medaglie, segno che il movimento paralimpico italiano è in forte crescita…

“Credo che siamo arrivati ad un punto altissimo, forse non ci saremmo mai aspettati di vincere tutte queste medaglie. Ora vogliamo solo goderci i risultati e li abbiamo festeggiati a Roma con la FIN. Quando si ricomincerà la Federazione cercherà di sistemare quello che eventualmente non ha funzionato al meglio”.

Quali sono i prossimi obiettivi sportivi?

“Sicuramente ricominciare ad allenarmi e pianificare il percorso che ci porterà innanzitutto ai Mondiali di Funchal, in programma il prossimo anno”.

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credit foto profilo Facebook Carlotta Gilli Atleta

Un sogno nel cassetto…

“Il mio grandissimo sogno nel cassetto era partecipare ai Giochi di Tokyo e l’ho realizzato, ma ne ho anche un altro. Faccio parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro ma noi atleti paralimpici a differenza dei colleghi olimpici non siamo arruolati. Ora è passata la legge e da gennaio in teoria potremo esserlo e dunque vorrei diventare la prima atleta paralimpica arruolata nella Polizia di Stato in modo da potermi mettere al servizio di tutti gli italiani, non solo attraverso lo sport ma a 360 gradi. Sono anche onorata di essere ambassador di Telethon e della Procter & Gamble per i Giochi di Tokyo2020 e testimonial della campagna “La bontà è la tua grandezza” in quanto credo fortemente che noi atleti possiamo trasmettere un messaggio importante ai giovani, agli sportivi, agli adulti, al mondo al di fuori dello sport, a chi vive un momento difficile, facendo capire che si deve cercare il modo di aggirare e superare gli ostacoli che la vita pone davanti. Collaborerò anche con la Croce Rossa per consegnare in giro per l’Italia dei pacchi di P&G, per l’igiene della persona e della casa, alle famiglie in difficoltà”.

di Francesca Monti

Grazie all’ufficio stampa di Carlotta Gilli

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