Il 22 novembre su Rai 1 prende il via la nuova serie “Blanca” con Maria Chiara Giannetta, Giuseppe Zeno e Pierpaolo Spollon. Le dichiarazioni del cast

Blanca, il crime drama liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Patrizia Rinaldi, racconta lo straordinario viaggio di una giovane donna non vedente che ha la possibilità di realizzare il sogno che aveva sin da bambina: diventare una consulente della polizia. La protagonista della nuova serie, interpretata da Maria Chiara Giannetta, in prima visione su Rai1 dal 22 novembre e in anteprima su RaiPlay da sabato 20 novembre, è vivace, solare e vitale, capace di sdrammatizzare tutto, a partire dalla sua condizione.

In commissariato dovrà scontrarsi con la diffidenza dei capi e dei colleghi, in un ambiente di lavoro maschilista e un po’ retrogrado. Dovrà relazionarsi con il commissario Bacigalupo, interessato solo ad arrivare alla pensione senza troppi problemi, e con l’ispettore Liguori, figlio di un nobile decaduto e di un’avvocatessa senza scrupoli. Per conquistare la fiducia di entrambi, Blanca dovrà dimostrare che può dare un contributo originale alle indagini, grazie alle sue capacità nel décodage, cioè la capacità di analizzare nelle telefonate e nelle intercettazioni suoni e rumori che sfuggono ad un udito meno sviluppato del suo riuscendo a fare della sua mancanza la sua forza.

“E’ una serie evento, vorrei sottolineare la bellezza e l’intelligenza di questo prodotto televisivo insita in questa forza di scrittura e nella grande maestria di Jan Michelini che ha fatto un lavoro straordinario. Desidero ringraziare anche i produttori Matilde e Luca Bernabei di Lux Vide. “Blanca” ci insegna che si può cambiare il punto di vista delle cose”, ha esordito in conferenza stampa la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati.

“Questo personaggio ha trasformato la sua disabilità in un piccolo superpotere, ed è quello che tutti dovremmo fare nella nostra vita. Ognuno di noi è disabile, nel senso che ad ognuno manca qualcosa, ma abbiamo la possibilità di vincere i nostri difetti. Blanca è ironica, ride di se stessa, inciampa, non è politically correct. In questo mondo in cui siamo tutti un po’ aggressivi lei non lo è. Zeno e Spollon hanno saputo inserirsi perfettamente in questo gioco”, ha dichiarato Luca Bernabei.

“In questa serie c’è un lavoro ulteriore di linguaggio visivo, musicale, di suono e abbiamo cercato di fare un prodotto che avesse un appeal per il mercato internazionale, infatti è già stato venduto in Spagna e in Francia”, ha aggiunto Matilde Bernabei.

“Quando ho visto la prima puntata l’ho trovata molto inerente allo stile di Rai 1, nel senso che è una serie semplice e immediata, strutturata con grande credibilità e quando c’è una capacità di raggiungere inclusione e creatività penso che sia la chiave vincente”, ha detto il direttore di Rai 1 Stefano Coletta.

Quindi la parola è passata al regista Jan Michelini: “E’ una serie molto innovativa, in cui c’è la voglia di andare un passo avanti nel linguaggio, è generalista e ci siamo divertiti tanto a girarla. E’ prima di tutto un progetto musicale, perchè i Calibro35 hanno descritto e raccontato il carattere di Blanca, la sua forza, l’ironia, il linguaggio che appartiene al funk. C’è un pezzo che si chiama Black Moon che è stato il peccato originale di Blanca, quando l’ho ascoltato ho chiamato Tommaso Colliva e abbiamo creato questa colonna sonora spettacolare. Girare le serie con gli animali non è semplice, e c’è bisogno di grande professionalità e professionisti bravi come Carolina Basile di DogStudios. Linneo, che nella realtà si chiama Fiona, interagisce con la protagonista, com il mondo e con la storia. Il seme della serie nasce da Patrizia Rinaldi che ha scritto i romanzi di Blanca. Il mondo della percezione della protagonista è legato al suono, con questa stanza nera per levare la distrazione della vista e continuare ad empatizzare con lei ed entrare nel suo campo visivo. Blanca ha perso la vista a 12 anni, ha un immaginario del mondo che la circonda e la stanza nera ci permette di entrare nella sua percezione amplificandola attraverso l’olofonia. La storia si svolge a Genova, la cornice perfetta per un crime e allo stesso tempo in alcune zone periferiche come Camogli c’era un paesaggio estremamente diverso da quello della città portuale. Genova è multietnica, colorata e può raccontare benissimo il mondo che viviamo oggi, con i vicoli, il porto con i suoi rumori, teatro perfetto per un’ambientazione sonora e Camogli che con i suoi pastelli ti riporta all’atmosfera romantica vicina al personaggio di Blanca e al suo passato che contiene delle fragilità”.

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credit foto ufficio stampa Rai

A dare il volto a Blanca è Maria Chiara Giannetta: “E’ stata un’esperienza stupenda. Passato il provino con Jan abbiamo iniziato a informarci e lavorare sulla cecità. Un giorno mi ha portato da Andrea Bocelli, è stato molto emozionante. Siamo stati a casa sua per capire come un non vedente si muove in un ambiente che conosce alla perfezione e dove può trovare tutto quello che gli occorre. Prima di andarcene Andrea ha iniziato a correre per le scale, e quella è stata la dimostrazione che si può fare tutto. Noi facciamo vedere il limite degli esseri umani, non quello di Blanca in quanto non vedente. Per quanto riguarda il suono abbiamo lavorato sull’ecolocalizzazione che rimbalza sugli oggetti per capire dove sono gli ostacoli, infatti schiocca le dita per captare il ritorno di suono degli ambienti. L’acqua è un altro elemento molto importante nella serie, ho letto il libro Il dono oscuro di John Hull in cui si dice che la pioggia è fondamentale per i ciechi perchè sbattendo sugli oggetti li crea, li forma. Ed è quello che fa Blanca”.

zeno

Giuseppe Zeno interpreta l’ispettore Michele Liguori: “Ho cercato di trovare strade valide, credibili. Prima delle riprese abbiamo avuto un confronto con Jan. Il bello è stato rendere l’interazione con Blanca perché lei è non vedente, ma per un attore il campo visivo è fondamentale. Questo primo step mi è stato utile. E’ stato un piacere far parte di un progetto ambizioso e innovativo e aver lavorato con Maria Chiara che è stata straordinariamente brava, donandosi al 100% quotidianamente, anche nei controcampi, aiutando l’attore che stava dall’altra parte e aveva bisogno del suo apporto. Jan Michelini è riuscito a dare un taglio, un’impronta, una cifra registica personale a questa serie. Ogni progetto che fai ti porta ad esperienze nuove, l’entusiasmo è tantissimo”.

spollon

Pierpaolo Spollon è invece Nanni, un giovane chef: “L’esperienza è stata non ordinaria perchè interagire con una persona non vedente non è usuale, se c’è una cosa che può insegnare “Blanca” è il modo diverso di relazionarsi alla disabilità. L’ironia è un modo per scardinare delle barriere. Dal punto di vista attoriale è stato impegnativo ma il mio bagaglio personale e professionale si è sicuramente arricchito grazie a questa serie”.

Enzo Paci è il commissario Mauro Bacigalupo: “Blanca è la portatrice di una luce in questo commissariato buio, grigio, e dà l’occasione di fare un passo avanti dal punto di vista umano ai suoi colleghi e alle persone che interagiscono con lei”.

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Blanca ha perso la vista quando era poco più che una bambina, in un drammatico incendio in cui è morta la sorella maggiore. In quell’occasione la sua testimonianza era stata decisiva per identificare il colpevole e ristabilire la giustizia, unico conforto nel primo periodo della sua cecità. Da allora ha fatto molta strada: ha imparato a muoversi con l’aiuto del suo fedele cane guida Linneo, a orientarsi al buio, a decodificare gli stimoli tattili, sonori e olfattivi, a ricostruire nella sua mente spazi e punti di riferimento. Quando qualcosa dell’ambiente circostante attira la sua attenzione è come se entrasse in una “stanza nera”, in cui isola il suono prodotto da una cosa o una persona, mentre tutto il resto scompare. Questo perché la vista tante volte distrae, mentre non vedendo si può andare più velocemente al cuore di cose, persone, situazioni. Sono doti che appaiono come dei veri e propri superpoteri, ma a cui deve ricorrere per riuscire ad essere una ragazza normale anche se lei normale non sarà mai, perché è proprio la sua condizione a renderla straordinaria. Per questo arriva a sconvolgere la vita del commissariato e dei suoi nuovi colleghi con una ventata di energia e con la carica della sua musica preferita, il funk che ascolta a tutto volume a casa e per le strade della città.

Ogni episodio è incentrato su un caso giallo con un’ambientazione legata a Genova e racconta uno specifico ambiente sociale, quartieri abitati da ceti diversi, rivelando il carattere multiforme di questa città, ancora poco esplorata dalla fiction televisiva. Oltre ai gialli verticali, la serie racconta la vita sentimentale di Blanca, attratta e divisa tra due uomini, il collega Liguori e l’amico Nanni, il suo rapporto con Lucia, figlia dodicenne della vittima del primo caso di puntata, e con il padre. Attraverso flashback del suo passato si racconteranno il legame con la sorella e l’incendio in cui ha perso la vita, un evento accidentale che continua ad alimentare i sensi di colpa della protagonista. Lungo l’arco di tutta la serie Blanca dovrà fare i conti con il suo passato: alcuni dei personaggi coinvolti nella morte della sorella torneranno a farsi vivi con lei, fino alla scoperta di un’altra verità. Oltre a essere innovativa per i contenuti è anche la prima serie televisiva ad aver utilizzato una speciale tecnica di registrazione del suono, l’olofonia, che permette di riprodurlo in modo simile a come viene percepito dall’apparato uditivo umano: ascoltando la serie con semplici cuffiette, per lo spettatore sarà come essere al posto di Blanca, sentire come lei sente e ricostruisce il mondo. Una vera e propria novità nel panorama delle produzioni televisive.

A rendere Blanca ancora più speciale la duplice consulenza del Maestro Andrea Bocelli che non solo ha descritto agli sceneggiatori il ‘mondo dei non vedenti’, ma ha fatto anche un piccolo training alla protagonista. La lezione fondamentale trasmessa da Bocelli è stata quella di affrontare le sfide di ogni giorno con spirito “combattivo”, lottando per vivere una condizione di “normalità”, ricordando, ad esempio, che sin da bambino imparò ad andare in bicicletta e a cavallo e, da adulto, addirittura a lanciarsi con il paracadute. Nessuna compassione per la propria condizione, ma tanta voglia di farcela, prendendosi in giro quando serve con una grande dose di autoironia, tratti del carattere che sono fondamentali anche del personaggio di Blanca.

La colonna sonora della serie è firmata da Calibro 35: “Ci siamo messi alla prova su un linguaggio musicale calato nell’oggi al cento per cento, sia per quanto riguarda le modalità di lavoro che per il contenuto musicale. C’è tanto funk ma ci sono anche molte texture sonore, ambient, glitch, romance: dal soul classico a brani più in linea con le nostre produzioni recenti, spruzzate di campionatori e synth. Questo è il mix che compone la soundtrack della serie e che riflette a pieno le nostre peculiarità personali e professionali. Un anno di lavoro per noi è stato davvero uno step in avanti: siamo cresciuti molto, sia personalmente che come band. Scrivere brani cantati con interpreti di provenienze assai diverse, per un prodotto che parte dall’Italia per avventurarsi in altri Paesi, è stata una sfida che siamo stati felici di accogliere insieme alla produzione. Siamo molto soddisfatti del risultato”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa Lux Vide

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