“Ero Romantica” è il nuovo album di Arisa, il primo pubblicato da indipendente con la propria label Pipshow, che contiene undici tracce fra romanticismo e bisogno di libertà, carnalità e spiritualità.
Il disco si apre con la titletrack, dal sound dance con accenni voguing, che gioca con le parole erotica e romantica, seguita dalla trascinante “Psyco”, un invito ad essere indipendenti, a fregarsene dei giudizi degli altri e ad essere fieri e felici di quello che si è, e da “Agua de coco”, dalle sonorità house, un inno alla bellezza della prosperità femminile.
Si prosegue con “Altalene”, brano electro-pop che racconta di un uomo narcisista che rende schiava una donna disponibile a farsi sottomettere, e con “Maddalena”, la peccatrice, la strega da mandare al rogo, che racchiude un fraseggio rap con cui Arisa rivendica il diritto a essere donna, guerriera, libera. “Licantropo” funge invece da spartiacque tra le due parti del disco, introducendo ai pezzi più romantici e proponendo una riflessione sul senso di precarietà dell’esistenza, sull’importanza di amarsi perché tutti “siamo esseri creati, siamo polvere di stelle, siamo incastri di molecole coi segni sulla pelle”.
“Cuore” è un’intensa e malinconica ballad, tra pianoforte e chitarra e l’iniziale suono del battito del cuore, che racconta di “un’anima che scarta i regali e si sente libera” tra le mani della persona amata, perché “qui c’è un posto sacro per noi due, si chiama Cuore” e “non ho più paura se sei vicino a me”. Atmosfere sognanti fanno da cornice al brano “La casa dell’amore possibile” che sta “sulla collina di pan di zenzero e fior di farina, con davanzali pieni di colori dove crescono fiori al posto degli errori”, incentrata sul rimpianto per quello che poteva essere una storia d’amore e che invece non sarà più. In “Ortica”, in cui l’artista canta in napoletano e in italiano, protagonista è un amore grande che quando finisce lascia dietro di sé un dolore simile a quello provocato dal contatto con un’ortica.
“Ero romantica” si chiude con “Potevi fare di più”, il brano scritto da Gigi D’Alessio e portato in gara da Arisa a Sanremo 2021 e con “L’arca di Noè”, una dolce ballad chitarra, pianoforte e voce, nata durante la pandemia, che parla di un amore messo in salvo dalla fine del mondo (“ho prenotato l’Arca di Noé, un posto in terza classe han detto c’è, insieme a due farfalle, io e te”).
Un album piacevole da ascoltare che racchiude le diverse anime di Arisa, quella più romantica, sognatrice e struggente e quella più sensuale, travolgente ed estroversa, sottolineate da sonorità variegate che spaziano dalla dance al pop al rap, alternando ritmi lenti e onirici ad altri sfrenati e trascinanti.
Le tracce celebrano la femminilità, l’amore e l’umanità in tutte le sfumature, esaltando la straordinaria voce dell’artista, tra le più belle del panorama musicale italiano, che entra nell’anima e ne fa vibrare le corde più profonde. Sì perché Arisa, nella musica o sulla pista del dance show “Ballando con le stelle” in cui ha stregato pubblico e critica in coppia con il maestro di ballo Vito Coppola, non smette mai di stupire e di mettersi sempre in gioco con entusiasmo, semplicità e intelligenza. Come solo i grandi Artisti sanno fare.
di Francesca Monti
