Paolo Calabresi è tra i protagonisti del film “Mollo tutto e apro un Chiringuito”, distribuito da Medusa Film, al cinema dal 7 dicembre, in cui interpreta Brusini, eccentrico imprenditore a capo di un impero economico, che per una ragione assurda fa saltare quello che per l’Imbruttito (Germano Lanzoni) è l’affare della vita, facendolo cadere in depressione, in quanto non riesce più a trovare una ragione per svegliarsi al mattino.
A margine della presentazione del film al The Space Cinema Odeon di Milano abbiamo realizzato una videointervista con Paolo Calabresi:
Paolo, cosa puoi raccontarci riguardo il tuo personaggio, Brusini?
“E’ un meteorite che arriva in un mondo completamente astratto per lui, è inattendibile, inaffidabile e come spesso succede nella vita reale quello che conta è l’immagine che dai, la posizione sociale che hai. Diamo incarichi anche importanti a chi maschera un’inaffidabilità con una finzione social molto acqua e sapone”.
E’ un personaggio originale, particolare, molto attento a suo modo alla tematica ambientale. Cosa ti ha più divertito nell’interpretarlo?
“L’aspetto ecologista di Brusini è inattendibile perché passa da una posizione all’altra in un centesimo di secondo, ma dietro questo suo essere così particolare c’è una certa purezza e ingenuità che mi hanno colpito”.

Parafrasando il titolo del film, hai mai pensato di mollare tutto e aprire un chiringuito?
“Spesso, ma ogni volta che ci ho pensato ho capito che era impossibile avendo quattro figli. E’ un sogno infranto in partenza”.
Prima di girare il film conoscevi già il personaggio del Milanese Imbruttito?
“Sono arrivato su questo progetto completamente ignaro del suo passato che ho capito essere importante, soprattutto qui a Milano, ed è stata la mia fortuna poter analizzare la sceneggiatura e la proposta completamente scevro da qualsiasi tipo di condizionamento, in positivo o in negativo”.
Sei originario di Roma ma hai frequentato a Milano la scuola del Piccolo Teatro…
“Milano è il luogo dove sono nato come attore, sono originario di Roma, provengo da una famiglia di romani, ma ho cominciato qui la mia avventura nel mondo teatrale nel 1987 con la scuola del Piccolo Teatro per poi arrivare al cinema. Sono partito dalla Capitale terrorizzato perchè tutti mi dicevano che andavo in un posto di alieni che avevano un’altra mentalità, in cui non mi sarei trovato bene. In realtà è stato il contrario, sono venuto a contatto con una città che mi ha accolto con una generosità che spesso i romani non hanno”.
Qual è il tuo luogo del cuore di Milano?
“Sono affezionato a tutta la zona che va da via Rovello, passando per Broletto, e arriva fino a Lanza”.
Ci racconti qualche aneddoto divertente accaduto sul set di “Mollo tutto e apro un chiringuito”?
“La prima sera avevo una fame incredibile, aveva fatto ritardo l’aereo e avevano organizzato una pizzata, ma hanno portato delle pizze gelate. Nonostante ciò le abbiamo divorate in un attimo, io e Davide Bonacina eravamo affamati e abbiamo rubato involontariamente a un bambino di 10 anni la sua pizza. E’ stato increscioso, ma quando ce ne siamo resi conto ormai era tardi (sorride)”.
di Francesca Monti
credit foto Facebook Paolo Calabresi
Grazie ad Alessandra Vezzoli e Mariapaola Romeri
