Intervista con Diana Bacosi, argento nello skeet ai Giochi Olimpici di Tokyo2020: “Servirebbero meno pregiudizi nei confronti delle armi sportive”

“Le emozioni vissute a Tokio non si possono descrivere“. Diana Bacosi ha fatto sognare l’Italia vincendo un bellissimo argento nello skeet alle Olimpiadi di Tokyo 2020, confermandosi tra le migliori tiratrici al mondo dopo il titolo a cinque cerchi di Rio 2016.

Nella finale a due l’azzurra, in forza all’Esercito Italiano, ha colpito 55 piattelli, uno in meno della statunitense Amber English, oro con 56. Terzo posto per la cinese Meng Wei con 46 centri. Una medaglia che la campionessa umbra ha voluto dedicare a tutti gli italiani, che nonostante la pandemia hanno saputo rialzarsi. 

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso Diana Bacosi ci ha parlato delle emozioni vissute a Tokyo, di come si è avvicinata al tiro a volo e del sogno di conquistare a Parigi 2024 la terza medaglia a cinque cerchi in tre diverse partecipazioni olimpiche.

Bacosi 1 (1)

Diana, ai Giochi di Tokyo 2020 ha vinto un meraviglioso argento nello skeet. Ci racconta le emozioni vissute in quel momento?

“Le emozioni vissute a Tokio non si possono descrivere. Sono come un vortice che ti prende e ti fa girare dentro sentimenti diversi come gioia, sofferenza, passione, dolore e pazienza”.

Quanto è stata complessa la preparazione olimpica?

“È stata molto complessa, se consideriamo la pandemia e il rinvio di un anno”.

Oltre alla medaglia, qual è il suo ricordo più bello di questa particolare edizione dei Giochi?

“Beh, sicuramente lo spirito olimpico che si crea ai Giochi è sempre un ricordo indelebile”.

A Cetona è stata organizzata una grande festa in suo onore. Si aspettava questo entusiasmo?

“Sì, me l’aspettavo. Anche per Rio 2016 festeggiammo tutti insieme ed ora non resta che preparare una bella festa per Parigi 2024”.

Com’è nata la sua passione per il tiro a volo?

“La mia passione per il tiro a volo è nata grazie a babbo Lao e ai nonni”.

Precisione, concentrazione, confidenza con il fucile, capacità di capire la traiettoria del piattello: quale tra questi aspetti è più importante?

“Fanno parte tutti di un unico gesto tecnico, quindi hanno la stessa importanza”.

Il tiro a volo, negli anni, ha portato all’Italia tantissime medaglie olimpiche, mondiali, europee. Cosa manca affinché possa crescere ancora di più l’attenzione verso questo sport?

“Servirebbero meno pregiudizi nei confronti delle armi sportive, insieme alla cultura e al rispetto”.

Che consiglio darebbe ad un giovane che vuole praticare il tiro a volo?

“Non è facile ma ci si può riuscire con passione, impegno e aiuto da parte della famiglia”.

Come riesce a coniugare il ruolo di atleta e quello di mamma?

“Volere è potere. Poi sicuramente è importante l’aiuto ed il supporto della mia famiglia e del Centro Sportivo dell’Esercito che da sempre mi segue”.

Quali sono i prossimi obiettivi?

“Il prossimo obiettivo è la qualificazione ai Giochi Olimpici di Parigi 2024”.

Un sogno nel cassetto…

“La terza medaglia a cinque cerchi in tre diverse partecipazioni alle Olimpiadi”.

di Francesca Monti

Si ringraziano la Dott.ssa Silvia Grandu e l’Esercito Italiano

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