Intervista con Domenico Pinelli, protagonista del film “I Fratelli De Filippo”: “Interpretare Peppino è stata la realizzazione di un sogno”

Domenico Pinelli, giovane attore già apprezzato dal pubblico nelle serie “Don Matteo” e “L’Oro di Scampia”, interpreta Peppino De Filippo, facendone emergere la timidezza ma anche la responsabilità di prendere le decisioni importanti, nel film “I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini, nelle sale il 13, 14 e 15 dicembre distribuito da 01 Distribution.

La pellicola racconta il riscatto dalla dolorosa storia familiare dei tre fratelli De Filippo che passa per la formazione del trio, superando difficoltà e conflitti. Titina, Eduardo e Peppino, unendo le forze, danno vita a un modo del tutto nuovo di raccontare la realtà con uno sguardo che arriva fino al futuro.

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Domenico, nel film “I Fratelli De Filippo” interpreti Peppino De Filippo. Come hai lavorato alla costruzione del personaggio?

“Conoscevo abbastanza bene questa famiglia, la sua storia artistica e molte cose private essendo napoletano e figlio di un attore. Per prima cosa ho letto il libro di Peppino De Filippo “La famiglia difficile” e poi la sceneggiatura spiegava in modo chiaro come procedere nel lavoro. Io e Peppino ci somigliamo anche un po’ caratterialmente”.

Il film ci fa conoscere degli aspetti inediti e meno convenzionali della storia dei fratelli De Filippo. Cosa hai scoperto di Peppino che ti ha più colpito?

“Mi ha colpito la difficoltà che tutti e tre i fratelli hanno avuto a riuscire ad emergere e a riscattarsi dalla famiglia. Uno pensa che abbiano avuto vita facile essendo così bravi, geniali, in realtà il film spiega che ogni rivoluzione all’inizio non trova mai il terreno fertile”.

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Domenico Pinelli nei panni di Peppino De Filippo – credit foto Eduardo Castaldo

Cosa ha significato per te interpretare Peppino De Filippo?

“Semplicemente la realizzazione di un sogno. Quando ero piccolo e vedevo le commedie di Eduardo con mio padre sognavo di essere uno di loro, di svegliarmi una mattina e somigliare a loro e ora lo sono diventato davvero. Non ci sono parole per esprimere la gioia e l’emozione”.

Qual è la tua commedia preferita di Eduardo?

“La mia preferita è Gli esami non finiscono mai”.

Come ti sei trovato sul set con Sergio Rubini come regista?

“Essere diretti da Sergio è facile perché è bravo, preparato, attento, sensibile con gli attori, ci ha portati per mano. Il primo giorno di set non ricordavo neanche come si camminasse, ero in bambola, perché sentivo la responsabilità di raccontare la storia così importante di tre miti napoletani, con un cast eccellente. La scena con Biagio Izzo è stata emozionante e lavorando a questo film ho avuto la possibilità di carpire tante cose da persone così competenti e di migliorarmi. Il nostro lavoro è bello perché non si finisce mai di imparare. E io ho accumulato tanta esperienza”.

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Domenico Pinelli con Sergio Rubini, Anna Ferraioli Ravel e Mario Autore – credit foto Eduardo Castaldo

Cosa ti ha lasciato questo film?

“Mi ha lasciato una speranza, con questi ragazzi che ce la fanno, che si riscattano. Una speranza personale perché non avrei mai immaginato di avere un ruolo così complesso e bello e grazie a Sergio è successo. Spero che in futuro ce ne siano altri”.

Ci racconti l’emozione che hai vissuto quando il film è stato presentato al Teatro San Carlo di Napoli?

“E’ un’altra emozione che non si può esprimere. Il culmine è stato quando alla fine del film siamo saliti sul palco per ringraziare il pubblico e c’era tutto il San Carlo in piedi ad applaudire. Questo non accade spesso. Abbiamo capito di aver fatto un bel lavoro. E’ stato un momento molto forte, il più forte della mia carriera”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnato?

“Attualmente sto girando “Don Matteo 13″ e poi sto cercando con grande difficoltà di rimettere in piedi la mia compagnia che ho formato nel 2018. Abbiamo fatto due spettacoli e poi è arrivata la pandemia ed è difficile ricominciare, soprattutto per le produzioni piccole e indipendenti”.

In “Don Matteo” interpreti il vicebrigadiere Romeo Zappavigna da tre stagioni, cosa ti piace di questo personaggio?

“Devo molto a questa serie. Il mio personaggio è buffo, comico, è un bravo ragazzo, è molto vicino a quello che sono io per alcuni versi e mi piace interpretarlo. E a parte le amicizie e le conoscenze che ho avuto sul set, la cosa più bella è la vicinanza di Nino Frassica che mi ha dato moltissimo. Non capita spesso di recitare con questi personaggi che hanno tanto da dare e da insegnare”.

Com’è stato lavorare con un altro grande attore del cinema italiano quale Terence Hill?

“Essendo Zappavigna un personaggio di caserma ho avuto modo di recitare poco con Terence Hill, ad esempio nelle scene in cui ho giocato a scacchi con Don Matteo. Posso dire però che oltre ad un grandissimo attore è innanzitutto un uomo eccezionale, umile, è il primo a salutare, sempre garbato, gentile. Alla sua età e con la carriera che ha alle spalle potrebbe permettersi un po’ di divismo, invece è una persona magnifica”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Eduardo Castaldo

Grazie a Viviana Ronzitti

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