“Che Natale sarà” a Speciale Tg1

Un giro del mondo per scoprire che atmosfera si vive alla vigilia del secondo Natale ai tempi del Covid. Dalla Cina – dove tutto è cominciato – agli Stati Uniti e alla Russia, dall’Europa all’Africa e al Medioriente. Com’è cambiata la vita, cosa ne è dell’economia, il ritorno a sperare e la riconquista della normalità perduta. 
A Speciale Tg1, in onda domenica 19 dicembre a mezzanotte su Rai1, un racconto corale del nostro tempo attraverso i corrispondenti Rai nel mondo. Siamo tornati a Wuhan, tra le strade del mercato dove fu individuata la paziente zero, una venditrice di animali. Ora quelle stesse strade sono affollate, come in tutta la città e in tutta la Cina: il Paese per proteggersi si è isolato, sigillando le frontiere. Negli Stati Uniti, dove New York è tornata a brillare, scintillante e addobbata a festa, negozi e vie dello shopping sono di nuovo pieni di turisti anche se pesa l’ombra dei numeri dei contagi in salita. In Russia, la quarta ondata sta facendo molte vittime, complice la resistenza al vaccino e la scelta di non bloccare l’economia: il business viene prima di tutto. Il viaggio prosegue in Israele, da Gerusalemme a Tel Aviv a Betlemme: il Paese “primo” su molti fronti, dalla vaccinazione di massa a quella per i bambini, si mostra con tutte le sue facce, convivenza di religioni, culture e popoli, tecnologia, creatività e preghiera. Poi in Europa: Parigi splende, con le sue vetrine fiabesche e l’imperdibile spettacolo delle luminarie lungo gli Champs-Élysées. Ogni angolo ricorda che è Natale, come a Londra: le luci, i colori e gli addobbi sono quelli di sempre, ma i sacrifici quest’anno arrivano soprattutto dall’aumento dell’inflazione, dai prezzi lievitati e dalla difficoltà a reperire i prodotti. Anche Berlino stenta a tornare normale. L’economia è in un difficile equilibrio, ma ristoratori, commercianti e imprenditori resistono e sperano che anche questo inverno passi presto. In Romania, invece, è drammatico il fronte sanitario. Muore un villaggio ogni giorno, dicono i medici. Solo un terzo della popolazione è vaccinato, per scelta, non per mancanza di dosi, come accade in Africa dove si conclude il nostro giro del mondo. Impossibile respirare aria di festa. Solo il 7 per cento degli abitanti è immunizzato. Troppo poco per 1 miliardo e 200 milioni di abitanti.  

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