Intervista con Random, che ha scritto e interpretato “La Ballata Dei Gusci Infranti” per l’omonimo film di Federica Biondi: “E’ la prima volta in cui non racconto qualcosa di me ma il viaggio e le emozioni di altre persone”

“E’ un mondo che mi affascina quello del cinema, sono contento e onorato di aver preso parte a questo progetto”. Random ha scritto e interpretato “La Ballata Dei Gusci Infranti” (Visory Records), l’unico brano cantato della colonna sonora, interamente curata da Zenit, dell’omonimo film di Federica Biondi, nelle sale dal 31 marzo, ispirato ai tragici eventi del terremoto che ha colpito le zone di Amatrice, Norcia e Visso nel 2016.

Ambientata ai piedi dei Monti Sibillini nell’Appennino umbro marchigiano, la pellicola che vede protagonisti Simone Riccioni, Caterina Shulha, Paola Lavini, Miloud Benamara, Barbara Enrichi, Samuele Sbrighi, Lina Sastri e Giorgio Colangeli, racconta la storia di un gruppo di persone che si ritroveranno a condividere lo stesso destino: un giorno, all’improvviso, ogni desiderio di futuro, ogni progetto, s’infrange contro l’orrore di un fortissimo terremoto. Un evento tragico che farà perdere a tutti qualcosa, spezzando la quotidianità e l’equilibrio.

Il singolo è accompagnato da un video che è un omaggio al film. Alcune immagini fondamentali della storia si alternano a quelle dei luoghi ancora feriti dal terremoto e ripercorsi da Random. Colline, case, alberi e strade riacquistano significato arricchendosi di una “nuova storia”.

Nel testo de “La Ballata Dei Gusci Infranti” il giovane e talentuoso cantautore parla con delicatezza del senso di perdita e di come la precarietà della vita possa essere colmata da una possibile rinascita, esortando tutti coloro che hanno vissuto situazioni difficili a riprendere in mano la propria vita e a recuperare la quotidianità perduta.

Emanuele, ci racconti com’è nata la collaborazione per la colonna sonora del film “La ballata dei gusci infranti” di Federica Biondi?

“Tutto è partito da Zenit, che è stato il mio produttore per tanto tempo, è un mio grande amico e ha coronato il suo sogno di lavorare alla colonna sonora di un film. L’idea era di avere un unico brano cantato nella parte finale che avrebbe preso il titolo della pellicola. Pensando a vari artisti che avrebbero potuto dare un valore aggiunto al progetto ha scelto, me forse perchè affronto tematiche pesanti, dure, difficili in maniera semplice e leggera. E’ stata la prima volta in cui non ho raccontato qualcosa di personale ma il viaggio, le emozioni, la storia di qualcun altro, interpretati e scritti da me”.

Come hai lavorato alla scrittura del brano? Hai visto prima le immagini del film?

“Ho assistito Zenit alla lavorazione di diverse parti della colonna sonora e ancora prima che mi venisse dato il lavoro conoscevo alcune scene del film. Poi quando è diventata ufficiale la mia partecipazione al progetto mi hanno spiegato la storia e le emozioni, mi hanno inviato alcuni spezzoni della pellicola e ho scritto il brano guardando le immagini. Ho rifatto il testo tre-quattro volte, cambiando quello che non filava, e l’ho completato dopo 14 ore in studio con Zenit”.

E’ una canzone che parla del senso di perdita e della precarietà della vita, essendo il film ispirato ai tragici eventi del terremoto che ha colpito l’Italia centrale nel 2016, ma lascia anche spazio alla speranza, ad una possibile rinascita. E’ un bel messaggio, rapportato anche al periodo che stiamo vivendo…

“E’ una mia filosofia di vita vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, cercare, anche nel momento negativo, qualcosa di buono e provare a dare un senso a quello che accade, nonostante magari non ce l’abbia, come un terremoto che distrugge tutto. Da lì però si può costruire una nuova vita, quella cosa brutta che ti è successa può aiutarti emotivamente a fare ciò che magari non pensavi di riuscire a realizzare”.

La canzone è accompagnata da un video che è un omaggio al film…

“Quando abbiamo girato il vento soffiava a 60 km orari e ho rischiato di volare via, ma è stato emozionante ripercorrere nel video gli scenari del film e alcune movenze che faceva il protagonista e mi sono immedesimato ancora di più in quello che avevo scritto e nella storia raccontata”.

Qual è il tuo rapporto con il cinema?

“Mi definisco un amatore ma non ho una grande cultura cinematografica. Quando ero piccolo ogni domenica mio papà portava me e mio fratello a vedere un film dopo la Messa, era il nostro rito ed è rimasto anche adesso, infatti quando esce una pellicola che ci interessa andiamo insieme al cinema. Mai avrei pensato di poter lavorare così presto nella mia vita ad una colonna sonora. E’ un mondo che mi affascina, sono contento e onorato di aver preso parte a questo progetto”.

credit foto Antonio Ragni

Ti piacerebbe in futuro metterti alla prova anche come attore?

“Assolutamente sì, mi ispira entrare nei panni di qualcun altro e provare a vivere delle emozioni diverse da quelle quotidiane, pensare e ragionare come il personaggio che interpreti. E’ come se per un attimo ti sentissi un’altra persona. E credo molto umilmente di esserne capace. Chissà che in futuro non ci sia anche questa possibilità”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti musicali? Ci saranno dei live, stai lavorando a nuova musica?

“Sarò in concerto a Roma, al Teatro Centrale, il 6 ottobre e a Milano, ai Magazzini Generali, il 12 ottobre. Sono contentissimo e impaziente di tornare sul palco, sarà un momento indimenticabile per me e per il mio pubblico. Voglio lavorare allo spettacolo e far sì che la gente vada a casa stupita oltre che senza voce, come se avesse vissuto un sogno. Sto preparando nuova musica, sto completamente riscrivendo la mia storia, lavorando in modi diversi, superando i miei limiti, uscendo fuori dagli schemi ed è una cosa ottima”.

Per concludere, che esperienza è stata quella nel programma “Back to school” su Italia 1?

“E’ stata un’esperienza nuova e bellissima, mi sono cimentato nell’esame di quinta elementare, secondo me un po’ più difficile rispetto a quello tradizionale. E’ stato divertente, i personaggi presenti nella puntata a cui ho preso parte erano fantastici, da Jonathan a Ventola e Scintilla. E’ stato un momento utile per staccare la mente e non pensare a quello che succede”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Antonio Ragni

Grazie a Matilde Scoglio – Wordsforyou

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