Recensione del film “Bocche inutili” di Claudio Uberti

“Bocche inutili” di Claudio Uberti, interpretato da Margot Sikabonyi, Lorenza Indovina, Nina Torresi, Morena Gentile, Anna Gargano, Sara Zanier, Lavinia Cipriani con la partecipazione di Patrizia Loreti, esce come film-evento in circa 40 sale il 25, 26, 27, 28 e 29 aprile, distribuito in collaborazione con la rete degli esercenti di Galassia Cinema e con il supporto di alcune associazioni territoriali e nazionali e prodotto da Angelisa Castronovo ed Antonino Moscatt per Wellsee e da Lucere Film in collaborazione con Rai Cinema.

La storia, che prende spunto da testimonianze reali e documentate, di donne sopravvissute all’Olocausto, racconta di Ester (Margot Sikabonyi), ebrea italiana di 40 anni che viene lasciata sola dopo che la sua famiglia è stata radunata e portata via. Inviata al campo di transito di Fossoli, stringe una forte amicizia con Ada (Lorenza Indovina), ma la mano crudele del destino interviene per rimuoverla da lì in breve tempo. Ester non si perde d’animo, nemmeno quando viene mandata in un altro campo, evitando il convoglio verso Auschwitz che l’avrebbe portata a morte. Con Ada hanno una missione: salvare il bambino che Ester ha scoperto che sta portando dentro di sé, ma cosa rimane della fiducia riposta l’una nell’altra? Lei e il suo bambino non ancora nato saranno salvati?

Location principale della storia è il campo di prigionia e concentramento di Fossoli, vicino Carpi, allestito dagli italiani nel 1942 e oggi Museo-Monumento del Deportato, visitato da più di 30mila visitatori l’anno.

Un film forte, intenso, commovente, che mette al centro un tema importante come quello della femminilità negata. Le donne protagoniste del racconto vengono infatti prima portate temporaneamente in una camerata di transito senza sapere quale sarà il loro destino e poi nel campo di concentramento di Ravensbruck, in cui vengono private della loro identità e della loro dignità, vengono obbligate a togliersi i vestiti e a indossare la camicia a righe con la stella di David gialla che identifica gli ebrei, vengono sottoposte a violenze indicibili, uccise, lasciate senza cibo, mandate ai lavori forzati tanto che Ester ad un certo punto si domanda “che senso abbia continuare a vivere e a sperare in nome di chi”.

L’obiettivo infatti dei nazisti è colpire le donne, che portano in sè il dono della vita, fino ad annientarle ponendo fine alle generazioni. Ma, seppur distrutte nel fisico e nell’anima dall’inferno in cui sono state portate senza avere nessuna colpa, cercano in qualche modo di trovare la forza per andare avanti e aiutarsi a vicenda, anche se inizialmente non sanno se potersi fidare l’una dell’altra. La camerata diventa dunque un mondo parallelo, in cui trovare un barlume di solidarietà e di affetto, rispetto a quello che sta al di là delle finestre, dove vengono perpretate le violenze più atroci.

Ed è proprio quando sembra che il buio, la disperazione e la morte prendano il sopravvento su ogni cosa, che la vita affiora con tutta la sua forza nel grembo di Ester, riaccendendo in lei e nelle sue compagne una luce di speranza e la voglia di continuare a lottare, nonostante tutto.

Margot Sikabonyi e Lorenza Indovina restituiscono in modo eccellente ai loro personaggi la drammaticità, la profondità emotiva, il coraggio e la dolcezza materna attraverso i loro sguardi, i loro gesti e le loro parole. Perfettamente centrate nei loro ruoli sono anche Nina Torresi, Morena Gentile, Anna Gargano, Sara Zanier, Lavinia Cipriani e Patrizia Loreti.

“Bocche inutili” fa riflettere sull’orrore della Shoah e su quanto sia importante la memoria, perchè non venga mai dimenticato quanto accaduto, concetto perfettamente riassunto nella frase: “penseremo intensamente all’agonia dei deportati senza sepoltura e dei bambini che non sono tornati, perchè questa agonia durerà fino alla fine del mondo”.

Un film il cui messaggio assume ancora maggiore importanza oggi, alla luce di quanto sta accadendo da ormai due mesi in Ucraina, con vittime innocenti, violenze sulle donne, fosse comuni, persone a cui viene tolto tutto da un giorno all’altro, inauditi crimini di guerra.

La storia dovrebbe insegnarci a non ripetere gli errori e le nefandezze fatte in passato, ma purtroppo la realtà è ben diversa.

di Francesca Monti

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