LA TERZA EDIZIONE DI “BOLLE IN VIGNA” ESALTA IL METODO CLASSICO ETNEO ED ALTRI GRANDI SPUMANTI BLANC DE BLANCS

E’ ormai un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino mosso l’evento che si tiene presso i vigneti della cantina Nicosia di contrada Monte Gorna a Trecastagni (in provincia di Catania), ossia “Bolle in vigna”. La manifestazione, tenutasi il 28 luglio e giunta alla sua terza edizione, è stata contraddistinta da una masterclass di grande interesse a cura di Daniela Scrobogna (nota docente della FIS) ed intitolata “Blanc De Blancs” (da uve a bacca bianca, dal Carricante al resto del Mondo), a cui ha fatto seguito il “Sabrage party” (guidata da Marco Fabio Maria Marcialis) con una sciabolata di benvenuto ed altre successive e l’attesa degustazione ai banchi d’assaggio dei tre spumanti metodo classico Sosta Tre Santi, prodotti da uve Carricante e Nerello Mascalese, e degli Etna Doc bianchi e rossi biologici delle Tenute Nicosia di contrada Monte Gorna e Monte San Nicolò, con l’antico palmento della struttura ad ospitare alcune interessanti annate precedenti dei suddetti vini.

Ad allietare i palati dei convenuti che hanno “indossato” il tema del bianco adottando il dress code della serata, oltre i preziosi frutti del nettare di Bacco, sono state anche le deliziose prelibatezze della crew dell’Osteria di Cantine Nicosia, con  il suo chef, Angelo Cinquerughe, che ,al termine della masterclass delle 18.30, ha proposto una sua creazione ideata per coniugarsi con il Carricante Brut di casa Nicosia e con la  Distilleria Rossa Sicily  che ha fatto immergere i presenti nella piacevolezza della mixology grazie ai coktail a base di amaro “Amara” .

A rendere un gradevole intrattenimento musicale nel corso della serata è stato il Dammen Quartet, primo quartetto d’archi totalmente “rosa” di Sicilia (anche se una delle componenti era assente) che ha rivisitato in chiave classica vari generi musicali, con Nuccio Giuffrida, dj di Catania, a fare ballare gli ospiti su sonorità della disco music, per poi passare al new wave ed al rock degli anni ‘80 e ’90.

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L’attesissima masterclass su vini mossi prodotti con il méthode champenoise, guidata dalla docente e responsabile didattica di Fondazione Italiana Sommelier Daniela Scrobogna, è nata grazie alla cooperazione con Spumanti dell’Etna di Francesco Chittari e con l’importante sponsorizzazione di Champagne Pommery Italia (è intervenuto infatti anche Alberto Chioni, direttore commerciale Pommery Italia).

I padroni di casa, ossia il produttore Graziano Nicosia e l’enologa Maria Carella, hanno introdotto la conduttrice dell’evento ricordando come il metodo classico etneo abbia assunto un ruolo importante nel panorama degli spumanti e come vi sia una crescita costante dell’apprezzamento del prodotto anche a livello internazionale. E proprio la dimensione internazionale è stata al centro della masterclass con otto “vin mousseux” di varie nazioni ad essere protagonisti di un’interessante degustazione alla cieca.

Spesso, ha affermato la Scrobogna, le “bolle”, vengono intese come sinonimo di festeggiamento ed effervescenza, ma anch’esse traducono le voci dei vini che le contraddistinguono, i quali devono soddisfare la ricerca di una profondità e di una mineralità che un prodotto come questo deve offrire.

Generalmente, ha aggiunto la sommelier laziale, lo chardonnay viene considerato il vitigno principe, anche se, ottime risposte vengono date dal carricante e dal riesling (anche se non in purezza) presenti nei vini della degustazione.

Lo chardonnay necessita di un territorio che gli dia spalla acida e lunghezza, mentre il carricante viene spesso assimilato al riesling, ha sostenuto la Scrobogna, per la capacità di esprimere una grande acidità e toccare interessanti note di idrocarburi, con il prodotto finale che deve avere come presupposti, oltre ad una buona acidità, anche un PH basso ed una gradazione alcolica contenuta, visto che la fermentazione aggiunge 1°-1,5° di alcol. Per cui occorre avere un rispetto delle materie prime che si estrinsechi anche, ad esempio, nell’uso di lieviti indigeni e nella considerazione delle temperature.

Addentrandosi nell’approccio agli otto vini presenti, la sommelier ha esaminato Il Fontanafredda Blanc de Blancs Extra Brut Alta Langa Docg Millesimato 2018 (Chardonnay) che nasce da un’azienda, ora di Oscar Farinetti, che affonda le sue radici nella geniale capacità di Gancia di portare il metodo classico in langa ottenendo ottimi risultati. A livello organolettico questo spumante regala sentori di mela verde e nota agrumata con una discreta acidità ed una leggera nota ammandorlata al palato.

il Peter Jakob Kühn Riesling Seckt Brut Traditionelle Flaschengärung 2018 (Riesling con una piccola percentuale di Pinot bianco) è il prodotto di un’azienda che conta su venti ettari vitati e che adopera l’agricoltura biodinamica, realizzando anche un pregevole riesling in anfora. Il riesling di Kühn al naso porta note di lime e crema di limone ed una spiccata nota verde che un leggero affumicato che emerge anche al gusto segnato da una bollicina che, pur non finissima, passa in secondo piano.

Lo Champagne Pommery ‘Apanage’ Blanc de Blancs Brut (Chardonnay) deve il suo nome al francese “apaner” ( dal latino “panis”) ossia assegnazione del pane, inteso come un importante privilegio che si coglie in questo vino (mostra note salmastre al naso ed un leggero sentore dolciastro che si riflettono pienamente nel gusto) dell’azienda fondata nel 1836 da Alexandre Louis Pommery (e Narcisse Greno), con la moglie di questi, Louis Pommery che, divenuta vedova, diede vita all’invenzione del brut.

Il Ferrari Perlé Brut Trento Doc Millesimato 2016 (Chardonnay) è un prodotto (si avverte una nota mentolata, balsamica che si diffonde piacevolmente tra naso e bocca) dell’azienda della famiglia Lunelli, la cui storia poggia sulla fondazione della cantina da parte di Giulio Ferrari che nel 1902 portò, dopo un periodo vissuto in Francia, Germania e nord-Africa, le barbatelle di Chardonnay, vitigno che, grazie a lui, si diffuse pian piano in Italia.

Il Gusbourne Blanc de Blancs Twenty Eighteen Traditional Method Product of England 2015(Chardonnay) costituisce un prodotto (dal tipico gusto old style, con un sapore di pan brioche, caramello e di lieviti bruciati persistente) realizzato da un’azienda creata da Andrew Weeber nel 2004, con i vitigni impiantati su 60 ettari ad Appledore, nel Kent, e 30 ettari nel West Sussex nel sud dell’Inghilterra.

Il Nicola Gatta Blanc de Blancs Nature 50 Lune Metodo Classico (Chardonnay), è un vino profondo, minerale e complesso che si deve all’intraprendenza di Nicola Gatta che produce spumanti Metodo Classico a Gussago, in provincia di Brescia, nella regione più orientale della Franciacorta (con un terreno calcareo), mostrando un grande rispetto verso la natura, adottando i principi della biodinamica e computando i tempi di affinamento in lune, con ogni luna che corrisponde a circa 29 giorni.

Il Sosta Tre Santi Carricante Brut Metodo Classico Millesimato 2014 (Carricante) e quello del 2019 rappresentano due interessanti prodotti delle Cantine Nicosia, con il primo che al naso propone spezie, zafferano, zenzero candito e limone ed in bocca crema di limone e note di idrocarburi, acidità freschezza ed un finale leggermente ammandorlato; il secondo denota un color oro verde con un sentore fumè ed insieme minerale che si avverte al naso, con una spalla acida decisa che si coglie al palato.

Maria Carella, enologa di questa azienda, in grande e costante crescita, ha evidenziato come il carricante sia un vitigno peculiare dell’areale etneo, mentre altri vitigni alla base degli spumanti trovino collocazione in vari contesti e paesi. La scommessa sul carricante da parte di Nicosia è cominciata nel 2011 puntando su tre fattori: versante est, con la freschezza dell’Etna ed il calore del sole, ma senza grandi escursioni termiche; l’altitudine, con i 700 metri a cui si trovano i vigneti; Il terreno vulcanico che assicura ricchezza di elementi preziosi e potassio nella giusta quantità. Il tutto con la filosofia di base per cui i vini devono rappresentare appieno il varietale da cui derivano, elemento evidente nei vini assaggiati nel corso di un evento di grande importanza e rilevanza dell’estate sicula.

di Gianmaria Tesei

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