Intervista con Marco Liorni: “Viviamo in un’epoca in cui c’è bisogno di un’intesa vincente collettiva”

Garbo, simpatia, gentilezza e professionalità: Marco Liorni è uno dei conduttori televisivi più amati ed è al timone di “Reazione a Catena”, il game show estivo di Rai 1, campione di ascolti, in onda tutti i giorni alle 18,45, che mette alla prova l’intuito, la prontezza e la padronanza della lingua italiana dei concorrenti in studio e dei telespettatori.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Marco Liorni mentre si trovava in hotel a Napoli e abbiamo piacevolmente parlato con lui del programma, ma anche di “ItaliaSì!”, delle estati che ricorda con più emozione e dei brani che non possono mancare nella sua playlist.

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credit foto ufficio stampa Rai

Marco, “Reazione a Catena” riscuote ogni giorno un grande apprezzamento da parte del pubblico e lo dimostrano i dati di ascolto e le interazioni sui social. Quale pensa sia il segreto del successo del programma?

“Ha funzionato benissimo fin dalla prima edizione e quando un programma ha successo è anche perchè gli autori sono bravi a mantenerlo sempre adeguato ai tempi facendo delle piccole o delle grandi modifiche. E poi non bisogna mai perdere l’amore verso quello che stai conducendo. Io sono innamorato di “Reazione a catena” e avendo la fortuna di presentarlo per quell’ora e mezza sono spensierato, non penso a nulla, è come una medicina”.

Questa edizione per la prima volta si concluderà in autunno…

“Esattamente. Quest’anno andiamo avanti fino al 30 ottobre ed è una novità assoluta. “Reazione a catena” è un programma legato all’estate e siamo curiosi di capire come entrerà in osmosi con una stagione diversa”.

Facendo riferimento ad uno dei giochi di “Reazione a catena” le chiedo qual è la sua intesa vincente?

“Le affinità elettive, quelle che ci sono tra persone che si riconoscono. La massima forma di riconoscimento dell’unicità dell’altro è l’amore e poi a scendere c’è l’amicizia. Penso sia importante cogliere anche le parti uniche dell’altro. Oggi viviamo in un’epoca in cui si esaltano le contrapposizioni, invece c’è molto più bisogno di un’intesa vincente collettiva”.

“Reazione a catena”, lo diceva poco fa, è un programma legato ai mesi estivi. Qual è l’estate più bella che ha vissuto?

“Ce ne sono diverse. Dipende dalle stagioni della vita. Quella più recente è legata a Reazione a catena del 2019, un’estate particolarmente bella. Nel passato ti direi la prima in cui ho fatto l’amore, è stata meravigliosa, se la colleghiamo anche al fatto di sentirci liberi, di prendere possesso del proprio corpo, del contatto con la natura, il cielo, il mare. E poi mi viene in mente la prima estate in cui ho viaggiato con gli amici in Grecia con le vespe, senza i miei genitori”.

Foto: Federico Guberti
Foto credit Federico Guberti – ufficio stampa Rai

Il programma va in onda dagli studi Rai di Napoli. Che legame ha con questa splendida città e qual è il suo luogo del cuore?

“Mio nonno è originario di Pozzuoli e quindi dentro di me ho un po’ di dna napoletano. Sono molto legato a questa città, mi piacciono l’aria di mare, i colori, la pizza, la gente sempre solare, aperta, anche le contraddizioni di Napoli. Il mio posto del cuore è Castel dell’Ovo, con quel borghetto marinaro stupendo”.

Da settembre la ritroveremo sempre su Rai 1 alla conduzione di “ItaliaSì!”. Tra le storie emozionanti che sono state raccontate nel corso degli anni qual è quella che l’ha maggiormente colpita? 

“La storia che mi ha più colpito rimane quella di una donna che si è rivolta a noi per trovare i fratelli. Ha scoperto che la mamma li partoriva e figurava, secondo quello che ha detto lei, che invece avesse partorito a nome di un’altra persona. Sempre in base a quanto ci ha raccontato questa donna, la madre era costretta a comportarsi così a causa delle condizioni economiche ma poi tornava dal figlio che era nato e lasciava una coperta fatta a maglia. I tre fratelli si sono ritrovati e hanno visto che ognuno di loro aveva una copertina di colore diverso ma fatta dalla stessa mano. E’ una storia pazzesca, sembra un film”.

C’è un personaggio in particolare che vorrebbe vedere sul podio?

“Il podio è pensato per le persone comuni, poi ci salgono anche quelle note, ma non ce n’è una in particolare che vorrei vedere lì. E’ a disposizione di tutti, rimane uno degli spazi in cui si può andare per raccontare qualcosa di bello o doloroso, per giocare, parlare, chiedere, sorridere. Viene chi ha qualcosa da dire”.

Foto: Federico Guberti

Foto credit Federico Guberti – ufficio stampa Rai

Ha iniziato la sua carriera alla radio per poi approdare in tv lavorando in tanti programmi diversi tra loro. C’è qualcosa che ancora non ha fatto e che le piacerebbe fare in futuro?

“Vorrei portare “ItaliaSì!” in prima serata, perchè ha uno sguardo speciale sulle persone, sulle cose, sulla vita e potrebbe essere proposto anche a un pubblico che magari il sabato pomeriggio non lo può vedere”.

Da tifoso romanista pensa che l’arrivo di Paulo Dybala possa far compiere alla squadra giallorossa un salto di qualità?

“Sono un grande tifoso della Roma e sono contento dell’arrivo di Dybala che è un campione geniale e sicuramente può fare la differenza, ma penso anche che, come in tutte le situazioni di lavoro, quello che vince è l’insieme, la squadra. Un altro fattore importante è la potenza incredibile dell’entusiasmo, che è un volano pazzesco e tira fuori quello che ognuno di noi ha dentro e che magari non riesce ad esprimere”.

In “Reazione a catena” ci sono due catene musicali, ciascuna abbinata ad una celebre canzone. Quali brani non possono mancare nella sua playlist?

“Sono moltissime. Non possono mancare i Beatles con “Here comes the sun” e “I will”, la canzone mia e di Giovanna, mia moglie. Ci sono poi brani di Vasco Rossi e degli U2, “Scrivimi” di Nino Buonocore, “Watermelon sugar” di Harry Styles che è legato al rapporto che ho con mia figlia Emma che il 29 luglio ha compiuto 18 anni. Ogni tanto nella catena musicale di “Reazione a catena” arrivano dei pezzi degli anni ’60 e ’70, che sono sempre emozionanti e vorresti che non finissero mai perchè hanno qualcosa di incredibile che attraversa il tempo e i tempi. Ascolto tantissima musica e la mia playlist è legata ai momenti della vita. Tra i miei brani preferiti ci sono anche “Hey Ya” di Outkast, “Warwick Avenue” di Duffy, “Just can’t get enough” dei Depeche Mode e poi “50 special” dei Lunapop e “La Bamba” dei Los Lobos, che mi fanno scatenare”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Gina Cilia per la collaborazione

foto copertina credit Federico Guberti – ufficio stampa Rai

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