BUON COMPLEANNO MIMI’: Intervista con Silvia Salemi

Per festeggiare i 25 anni di “A casa di Luca”, presentato per la prima volta al Festival di Sanremo del 1997, Silvia Salemi è tornata sulle scene con “Noi contro di noi” (etichetta Dischi Dei Sognatori/distribuzione Artist First), da lei scritto insieme a Matteo Faustini e a Marco Rettani.

Caratterizzato da sonorità estive, “Noi contro di noi” è un brano che invita chi lo ascolta a riflettere su temi delicati, come  l’ambiente e il forte bisogno di unità e pace. Un testo diretto e attuale che si lega alle difficoltà che hanno segnato gli ultimi anni e che hanno portato gli essere umani a diffidare del proprio vicino e a non vedere il buono che c’è nell’altro.

Abbiamo incontrato Silvia Salemi in occasione di “Buon Compleanno Mimì”, veento dedicato alla grande Mia Martini, che si è tenuto al teatro Manzoni di Milano il 24 settembre.

Silvia, cosa rappresenta per te Mia Martini?

“Credo che non basti un cast di milioni di artisti per riuscire ad esprimere l’intensità e il graffio di Mimì. Noi siamo qui a celebrarla come se fosse tra noi. Rappresenta una donna ferita, e questa sua ferita poi diventa fiato, voce, segno, e anche impronta che ha lasciato nella storia della musica per tutti noi, artiste donne e artisti uomini. Chi la interpreta non può non innamorarsene e sentire quel dolore che portava dentro. Ha avuto una vita artisticamente piena di evoluzioni ma ha portato la ferita della grande incompresa e di questo ne abbiamo colpa ed evocandola possiamo cercare in qualche modo di risarcirla di quello che in vita le è stato tolto. Ovviamente è impossibile ma dobbiamo celebrarla anche in una felice occasione come può essere il compleanno. Infatti solitamente si festeggia chi è tra noi e Mimì lo è”.

Cosa ti lega alla canzone che hai scelto di portare sul palco del Manzoni?

“Mi lega il profondo significato di questo brano, “Gli uomini non cambiano”, anche se non ho nulla da recriminare agli uomini come donna perchè li amo, sono una madre, li capisco, ma ci sono pure quelli, e lo dico anche da madrina dell’associazione contro il femminicidio, che ci feriscono. Mia non ha avuto ferite fisiche dagli uomini ma morali e portava questo nelle sue canzoni”.

Hai cantato anche “A casa di Luca”, tua celebre hit che ha compiuto quest’anno 25 anni. Cosa rappresenta per te quetso brano?

“Sono stati 25 anni di viaggi musicali, personali, spirituali, percorsi e quest’anno avevamo voglia di celebrarli. Lo abbiamo fatto con A Casa di Luca revisionata e vogliamo celebrarla con una canzone nuova, Noi contro di noi, un singolo che parla di tematiche attuali, con suoni e arrangiamenti moderni, anche se nel 2022 l’uomo sembra non aver imparato la lezione di fare la pace e continua a fare la guerra. Questo è triste ma va detto a gran voce nelle canzoni”.

E’ un brano che accende la luce anche sulle tematiche ambientali…

“Quando diciamo siamo sulla stessa palla blu, significa abitiamo lo stesso bellissimo pianeta, peccato che rischi di diventare una grande palla di fuoco. E’ la paura delle nuove generazioni e dobrebbe diventare anche motrice di azioni positive per l’ambiente da parte di chi decide. Non è più il tempo di dirci è tardi ma è il momento di agire, di fare anche noi delle piccole azioni e dei gesti che diventano le famose gocce del mare che poi creano l’onda che modifica tutto”.

Noi contro di noi_cover_Silvia Salemi_b

In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

“Sono in uscita con una canzone inedita che fa parte del nuovo film di Federico Moccia che arriverà al cinema in autunno, una storia divertente ma che fa anche riflettere. Ci sarà poi una ripartenza radiofonica con un people show che si intitola Avanti tutta su Rai Radio e altre cose che arriveranno nel 2023”.

Qual è il tuo rapporto con il cinema?

“E’ terminata da pochi giorni la Mostra del Cinema di Venezia e vorrei andare a vedere quei film ma mi piace anche guardare le vecchie pellicole e le serie sulle piattaforme. Sono grande fruitrice di film ma ci vuole tempo da dedicare alla visione e anche per capire quello che stai vedendo”.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza a “Star in the star”?

“Un mal di schiena con quella maschera pesantissima… (ride). Mi ha lasciato una nuova me, un continuo studio di voce, personaggio, di come stare sul palco e imparare il suono senza sentirlo perchè nella maschera restava imprigionato. Dico sempre alle mie figlie che non si finisce mai di imparare ed è questo il divertimento. L’artista che si sente arrivato deve stare a casa perchè se non si emoziona lui non emoziona nemmeno gli altri”.

di Francesca Monti

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